I Mondiali di calcio 2026 si preparano a entrare nella storia come l’edizione più grande mai organizzata dalla FIFA. Per la prima volta tre paesi: Stati Uniti, Canada e Messico, ospiteranno la competizione, che coinvolgerà 48 nazionali, sedici in più rispetto alle precedenti edizioni. L’obiettivo è rendere il torneo ancora più inclusivo e globale, ma l’aumento delle squadre comporterà anche un calendario più ricco e complesso.
Mondiali 2026: il nuovo format del torneo
L’edizione 2026 introdurrà un format completamente rinnovato. Le 48 nazionali saranno suddivise in 12 gironi da quattro squadre. Le prime due classificate di ogni gruppo e le otto migliori terze accederanno alla fase a eliminazione diretta. Il torneo comprenderà complessivamente 104 partite, un record assoluto per una Coppa del Mondo, e si svilupperà nell’arco di oltre un mese.
Mondiali 2026: le nazionali favorite
Come accade ad ogni Mondiale, non mancano le favorite per la conquista del titolo. L’Argentina si presenta campione del mondo in carica, mentre Francia e Spagna sono considerate tra le squadre più attrezzate grazie alla qualità delle rispettive rose. Attenzione anche al Brasile, desideroso di tornare sul tetto del mondo dopo anni di delusioni, e a nazionali come Portogallo, Inghilterra e Germania, che continuano a rappresentare punti di riferimento del calcio internazionale.
Il caso dell’arbitro Somalo
L’avvicinamento ai Mondiali non è stato privo di polemiche. Negli ultimi giorni ha fatto discutere il caso dell’arbitro somalo, Omar Abdulkadir Artan, selezionato dalla FIFA per la competizione. Al suo arrivo a Miami, le autorità statunitensi lo hanno fermato e sottoposto a un lungo interrogatorio. Successivamente gli stessi funzionari hanno negato al direttore di gara l’ingresso negli Stati Uniti, nonostante fosse in possesso di un visto valido. La FIFA ha confermato di non avere competenze sulle decisioni in materia di immigrazione adottate dal Paese ospitante.
La questione Iran
Tra le questioni che accompagnano questa edizione dei Mondiali vi è anche quella legata all’Iran. Le autorità statunitensi hanno creato difficoltà ad alcuni membri della delegazione iraniana durante l’ottenimento dei documenti necessari per entrare negli Stati Uniti. La situazione ha riacceso il dibattito sul rapporto tra sport, politica e sicurezza internazionale, in un torneo che si svolge in un contesto geopolitico particolarmente delicato. Nonostante le difficoltà, la partecipazione della nazionale iraniana non è attualmente in discussione.
L’assenza dell’Italia
I Mondiali 2026 si disputeranno ancora una volta senza l‘Italia, che ha mancato la qualificazione per la terza edizione consecutiva. Un dato che evidenzia le difficoltà attraversate dal calcio italiano negli ultimi anni e che ha alimentato il dibattito sulla necessità di riformare il sistema calcistico nazionale. Per molti giovani tifosi, nati dopo il trionfo del 2006, la Nazionale azzurra ai Mondiali rappresenta ormai un ricordo lontano o addirittura mai vissuto direttamente.
L’assenza dell’Italia non produce soltanto conseguenze sportive e d’immagine, ma comporta anche importanti effetti economici. La mancata partecipazione priva infatti la Federazione dei premi FIFA destinati alle nazionali qualificate e riduce le opportunità legate a sponsorizzazioni, diritti televisivi e attività commerciali. Anche l’indotto economico ne risente: bar, ristoranti, locali pubblici e attività legate alla vendita di prodotti sportivi registrano generalmente un maggiore afflusso durante le partite della Nazionale ai Mondiali. La terza esclusione consecutiva rischia quindi di avere ripercussioni non solo sul movimento calcistico, ma anche su diversi settori economici che tradizionalmente beneficiano dell’entusiasmo generato dalla competizione.
Un Mondiale destinato a lasciare il segno
I Mondiali di calcio 2026 promettono quindi di essere un’edizione storica sotto molti punti di vista. Da un lato il nuovo format e l’aumento delle squadre aprono scenari inediti per il calcio mondiale; dall’altro, le questioni diplomatiche e organizzative dimostrano come un evento di questa portata non riguardi soltanto il terreno di gioco. In attesa del fischio d’inizio, cresce l’attesa per un torneo che potrebbe segnare una nuova era nella storia della Coppa del Mondo.
Antonella Alma
