Casa Sollievo San Camillo / Prima celebrazione di monsignor Torracca da aggregato camilliano

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La celebrazione eucaristica di monsignor Torracca

Il mese di luglio è da sempre molto pregnante per tutta la grande famiglia carismatica camilliana. In preparazione delle celebrazioni in onore di San Camillo de Lellis, patrono dei malati e degli operatori sanitari, assurto all’onore degli altari con Benedetto XIV. A esito di un lungo processo di canonizzazione e la cui festività cade tradizionalmente il giorno 14.
In particolare, per la comunità ionica e non solo, nell’occasione in cui la famiglia camilliana si è arricchita dell’ingresso di monsignor Mario Torraca, che lo scorso anno ha festeggiato il venticinquennale di ordinazione sacerdotale (ns. articolo del 14 luglio).

Mons Torracca col decreto di aggregazione
Mons. Torracca col decreto di aggregazione

Medico specialista in cardiologia e Cappellano all’ospedale Cannizzaro di Catania; già direttore dell’Ufficio regionale, ora diocesano, di pastorale della salute. Già membro consultore dell’Ufficio di pastorale della salute della Cei; Missionario della Misericordia, al servizio di ammalati e più bisognosi.

Lo incontriamo alla prima celebrazione eucaristica da aggregato camilliano, il 10 luglio, nel cortile di Casa Sollievo San Camillo. Presso la chiesa di Santa Maria della Grazie di Acireale, dedicata alla venerazione del fondatore dell’ordine. Al termine della quale ha ricevuto il decreto di aggregazione.

Monsignor Torracca, possiamo ritenere in qualche modo veritiera la suggestione che questo approdo alla famiglia camilliana dopo 25 anni di sacerdozio, fosse una meta già segnata in nuce sin dal suo inizio?   

Si, in realtà già da seminarista avevo pensato di entrare nell’ordine dei Camilliani, ma evidentemente il Signore ha disposto diversamente. Anche se da subito sono stato nominato cappellano dell’Ospedale Cannizzaro e da 26 anni in realtà seguo la spiritualità camilliana.Omelia di monsignor Torracca

Non è casuale che la prima celebrazione da aggregato camilliano avvenga nella chiesa San Camillo di Acireale. E sia seguita proprio giorno 14 da altra celebrazione nella chiesa di San Camillo di Catania, alle sue cure già da qualche anno come rettore?   

Mi sembra una di quegli eventi che io chiamo… le meravigliose coincidenze di Dio. La parabola del Buon Samaritano ci insegna che il servizio per i più poveri e più bisognosi, in primis gli ammalati, è risposta ineludibile alla chiamata per ogni cristiano e in particolare per ogni sacerdote. 

Monsignor Torracca, in che modo espletarlo al meglio oggi, quando questa chiamata si rivela sempre più diffusa e pressante? 

Gesù ai suoi discepoli ha dato proprio il mandato di guarire gli infermi…purtroppo ancor oggi la pastorale della salute stenta ad entrare nel piano pastorale di ogni comunità parrocchiale. Poco si fa per coinvolgere la comunità all’attenzione verso i malati presenti sul proprio territorio. Considerando che ormai il malato anche grave, viene precocemente dimesso dagli ospedali.Messa nella Casa Sollievo san Camillo

Leone XIV ci ricorda in vari interventi che tra i più poveri si annoverano i nascituri, perché dipendenti in tutto dalla madre, e tra i più bisognosi i malati, quando affetti da patologie non guaribili ma curabili. Come lo spirito camilliano risponde a un’esigenza, innanzitutto di difesa della vita, in ogni sua fase?

I Padri Camilliani, da sempre, seguendo le orme del loro fondatore, si sono dedicati al servizio amorevole verso il malato. San Camillo diceva ai suoi…mettete più cuore nelle vostre mani…sottolineando che dobbiamo avere un amore preferenziale per coloro che soffrono, recando loro cure, conforto e vicinanza amorevole.
Proprio come invita San Camillo: Esorto tutti, presenti e futuri a camminare per la strada dello spirito.

                                                                     Giuseppe Longo