Catania / Licenziamento operai Cipi. Si prospetta lo sciopero

Ha registrato una nuova battuta d’arresto la vertenza relativa al licenziamento dei 50 operai della Cipi, la storica azienda catanese che da decenni produce il confezionamento dei gadgets nello stabilimento della zona industriale. Durante l’incontro nella sede del Ministero dello sviluppo economico, si legge nel comunicato dell’Ugl Catania, il consulente dell’azienda Ezio Cristetti, presente al tavolo di trattativa presieduto dal responsabile dell’ufficio per la crisi d’impresa Gianpiero Castano, ha confermato la volontà della famiglia Circo di chiudere il sito produttivo di Catania.

Dal canto loro i lavoratori, presenti con Giovanni Condorelli, Eliseo Fiorin e Carmelo Giuffrida, rispettivamente segretario nazionale confederale, e dirigenti nazionale e provinciale di Ugl chimici, Gigi Pezzini e Antonio D’Amico, nazionale e provinciale di Fistel Cisl, e Gianluca Patanè di Slc Cgil, insieme ai rappresentanti sindacali aziendali Massimiliano Di Mauro della Ugl, Valeria Vittorino e Pierluigi Amato della Cisl, Giuseppe Tosto della Cgil, hanno presentato un documento per chiedere formalmente il ritiro della procedura di licenziamento allo scopo di valutare soluzioni alternative.

Tra queste hanno proposto la riorganizzazione e ristrutturazione del lavoro, viste le previsioni aziendali che indicano una ripresa nel prossimo biennio, attraverso accordi sindacali idonei, l’ottimizzazione dei costi del lavoro tramite forme di incentivazione all’esodo volontario ed all’individuazione di tutte le figure prossime al pensionamento, ridimensionamento della struttura produttiva con conseguente riduzione dei costi, ricerca di eventuali acquirenti che possano essere interessati ad investimenti sul territorio.

Inoltre, hanno lanciato anche l’idea della costituzione di una cooperativa sia a Catania, che nella sede amministrativa di Milano, considerando che comunque entrambe fanno parte della medesima attività lavorativa, poiché l’una è imprescindibile dall’altra. Una richiesta accolta con favore dal Ministero stesso ed anche dalla Regione siciliana, rappresentata dal dirigente dell’assessorato del lavoro Claudio Cortese, che hanno confermato la disponibilità nel sostenere l’impresa a venire incontro alle esigenze occupazionali ed alle proposte dei lavoratori anche con l’erogazione di una nuova quantità di ammortizzatori sociali. Nonostante ciò, la Cipi è rimasta irremovibile rispetto alla decisione assunta, provocando la dura reazione delle istituzioni coinvolte.

“Quella di oggi è stata una scena davvero surreale, poichè per l’ennesima volta Stato e Regione hanno voluto dare una mano d’aiuto ad un’azienda che, invece, si è dimostrata irrispettosa verso le istituzioni ed insensibile nei confronti dei lavoratori e del loro futuro – dichiarano i sindacalisti. Abbiamo messo sul piatto diverse soluzioni chiedendo solo del tempo e della buona volontà per mantenere viva una delle produzioni più importanti della nostra città, ma abbiamo appurato come la proprietà non voglia fare neanche un sacrificio minimo come quello di razionalizzare le spese. Tutto ciò ci delude, ma allo stesso tempo non ci stupisce anche perchè da una società che in passato ha continuato a comprare il prodotto in altri stabilimenti, mentre a Catania gli operai venivano mandati in cassa integrazione, possiamo aspettarci di tutto. Per questo abbiamo deciso di inasprire la lotta, visto che adesso la vertenza si sposterà sui tavoli regionali, iniziando una forte azione di protesta per rivendicare il diritto al lavoro di 50 cittadini catanesi.”