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Testimonianza / Carlo Strano, devoto di San Giuseppe Moscati: “Per sua intercessione, la grazia della guarigione”

“Reverendi Padri, sono un devoto di San Giuseppe Moscati e vorrei testimoniare una grazia ricevuta. Da un po’ di tempo mi è stata riscontrata una forte sindrome depressiva che mi avrebbe portato alla morte fisica e spirituale. Ma io credente in Dio, mi sono rivolto all’intercessione del Medico Santo per ottenere la grazia della guarigione.…

Il ricordo / L’attivismo e il cuore abitato dalla carità. Ecco don Francesco Russo, primo parroco di Dagala del Re

La figura di un grande sacerdote dal cuore abitato dalla carità e dalla sollecitudine per lo sviluppo anche urbanistico e sociale del suo territorio sembra travalicare i confini del tempo per sollecitare oggi, soprattutto noi sacerdoti, a percorrere con slancio la via del vangelo ed a predicare l’annuncio di salvezza tramite la prossimità ad ogni uomo nella logica dell’Incarnazione; direbbe papa Francesco, a divenire “pastori con l’odore delle pecore”

Parrocchie / “Memoria e memorie di don Francesco Russo”. Dagala del Re ricorda il suo primo parroco con una diretta Facebook

“Memoria e memorie di Don Francesco Russo” è il titolo dell’evento in diretta domenica 26 aprile 2020 a partire dalle 19. Don Francesco Russo nacque a Dagala del Re l’8 marzo 1872 e morì, dopo una lunga malattia, il 4 dicembre 1930. Fu cappellano dal 1904 al 1922 della chiesa Maria SS.ma Immacolata di Dagala, allora dipendente dal duomo di Sant’Isidoro Agricola di Giarre. Nel 1922, con l’elevazione a parrocchia della chiesa di Dagala, divenne il primo arciprete parroco fino al 1930. Nei suoi 26 anni di guida spirituale e pastorale attraversò momenti non facili: la prima guerra mondiale e il post conflitto, il terremoto dell’8 maggio 1914 e la pandemia della spagnola del 1918-1920

Diocesi e coronavirus / Don Arturo Grasso : “Canali social fondamentali per il culto e la fede durante l’emergenza”

Da alcuni mesi ormai i nostri dispositivi (smartphone, tablet e pc) sono diventati i banchi della chiesa, i nostri sussidi della domenica, uno strumento per partecipare a distanza ma insieme alla comunità. L’uso dei canali social per la diretta della messa ha ricevuto un forte incremento: secondo gli ultimi dati di Facebook (10 aprile) sono 8,5 miliardi i video trasmessi su Facebook Live a oggi. Tutto questo è una straordinaria risposta dei fedeli agli sforzi degli operatori della comunicazione sociale (spesso, specie nelle piccole realtà parrocchiali si tratta di volontari) e al desiderio di sacerdoti e vescovi di “condurre in acque tranquille” (cfr. Salmo 22) il loro gregge in un momento in cui il mare risulta essere tempestoso a causa dell’emergenza da coronavirus

Coronavirus ed emergenza / Nella casa famiglia di Monacella “Un’esperienza quotidiana straordinaria”

Concetta Iabichino e Alberto Pennisi sono mamma e papà di una grande famiglia: insieme ai loro quattro figli hanno accolto sei ragazzi ciascuno con un percorso di vita travagliato. Il nome che hanno scelto per la loro famiglia “Angeli custodi” è il senso di questo amore per loro. Tutti insieme vivono nella struttura di Monacella, una frazione di Santa Venerina. Là dove, la quarantena si fa a porte chiuse ma dentro si è in dodici.

Chiesa e coronavirus / Le frontiere dell’emergenza: aperto h24 ad Aci Sant’Antonio il dormitorio per i senza casa

L’alloggio è garantito generalmente per brevi periodi: uomini e donne, in comparti separati, usufruiscono di un posto letto, del bagno e di un pasto caldo. All’interno della struttura vi operano in tutto quattro operatori. Con l’emergenza covid-19 gli attuali ospiti il periodo di permanenza naturalmente si è allungato: per loro, abituati a uscire nell’arco della giornata, c’è l’obbligo di rimanere in struttura. Per altri utenti esterni, comunque, alcuni servizi vengono erogati a distanza. Su questo difficile momento abbiamo interpellato Massimo Borzì, coordinatore del progetto CASA di Aci Sant’Antonio, realizzato dalla Caritas Diocesana di Acireale attraverso l’8xmille della Chiesa Cattolica