A Catania il litorale della Plaia e della scogliera è stato al centro di forti polemiche nel corso delle prime settimane di settembre, dovute a controlli e denunce pubbliche riguardanti il libero accesso al mare e la gestione delle concessioni da parte dei lidi di tutta Catania.
Polemiche sull’accesso al mare e sulla gestione delle concessioni dei lidi a Catania
Denunce e tensioni sull’accesso al mare
Nelle prime settimane di settembre 2026 sono scoppiate forti tensioni e proteste dopo che alcuni attivisti, creator e personalità politiche – tra cui il presidente di +Europa e dei Radicali italiani, Matteo Hallissey – hanno documentato con dei video come in diversi stabilimenti balneari della Plaia venga ostacolato o di fatto negato il transito gratuito per raggiungere la battigia e fare il bagno. La denuncia sociale ha fatto emergere episodi di intimidazioni e minacce in strada contro chi provava a denunciare il mancato rispetto dell’obbligo di consentire il passaggio pubblico verso il mare.
Dopo che tali denunce sono diventate virali sui social, le forze dell’ordine hanno fatto scattare controlli a tappeto per combattere l’abusivismo. Infatti, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno effettuato decine di ispezioni tra la Plaia e la scogliera, elevando sanzioni per oltre 25.000 euro e procedendo a sequestri e denunce per irregolarità igienico-sanitarie, carenza di bagnini di salvataggio, occupazioni abusive di demanio e lavoro in nero. Oltretutto, all’interno di alcuni noti lidi storici della costa catanese pendono pesanti procedimenti e ordinanze di demolizione su alcune strutture e aree ritenute abusive, come bungalow e campi sportivi in zone stabilite.
La netta presa di posizione politica
L’amministrazione del Comune di Catania si è mossa sia sul piano immediato della risposta istituzionale alle recenti aggressioni agli attivisti, sia su quello strategico della pianificazione urbanistica del litorale. In seguito alla diffusione dei video-denuncia da parte dei creator sui social e alla successiva aggressione verbale con annesso inseguimento subiti in strada, la giunta e il sindaco Enrico Trantino hanno preso formalmente posizione per condannare qualsiasi tipo di intimidazione. L’amministrazione ha ribadito pubblicamente che il diritto dei cittadini di accedere alla battigia è sacrosanto e non può essere oggetto di ritorsioni o minacce fisiche e verbali.
Inoltre, l’amministrazione sta lavorando alla chiusura del nuovo piano demaniale delle coste. Sotto la spinta delle proteste scoppiate nelle prime settimane di settembre, il Comune ha anticipato che le nuove linee guida conterranno regole molto più stringenti sul diritto di passaggio e sulla riduzione delle barriere visive che i lidi storici hanno costruito negli anni, oscurando la vista del mare dalla strada.
Infine, per contrastare il monopolio dei privati, l’assessorato al Mare guidato da Andrea Guzzardi si è attivato durante la stagione estiva per potenziare i servizi negli spazi pubblici gestiti dal Comune. È stata garantita la piena operatività e gratuità delle Spiagge Libere n. 1 e n. 3 della Plaia, dotandole di servizi igienici, docce, pulizia straordinaria e salvataggio. In aggiunta, è stato lanciato il progetto “Mare per Tutti 2026”, installando postazioni e passerelle dedicate a garantire l’accessibilità gratuita alle persone con disabilità sia alla Plaia che al solarium di San Giovanni Li Cuti.
Altri casi simili in Italia
Il già citato Matteo Hallissey, insieme allo streamer e giornalista Ivan Grieco, sta portando avanti da anni una campagna itinerante lungo le coste italiane. I loro “blitz” mirano a documentare l’illegalità delle barriere all’ingresso degli stabilimenti, i prezzi abusivi e il mancato rispetto della Direttiva Bolkenstein sulle concessioni scadute.
Oltre a Catania, le tappe più rilevanti e contestate in altre città d’Italia includono Torre del Greco, in Campania, dove nel luglio del 2026 Hallissey, Grieco e il loro videomaker hanno subito aggressioni fisiche e verbali in un lido locale. Gli attivisti stavano documentando la presenza di recinzioni abusive fin dentro l’acqua e il posizionamento dei lettini sulla battigia, lasciando meno dei 5 metri di spazio libero obbligatorio per legge. L’aggressione ha causato ferite al cameraman del gruppo.
Ad agosto 2026, la protesta ha preso di mira lo storico Lido di Genova, una struttura a partecipazione comunale. Hallissey ha denunciato l’illegittimità dei tornelli d’ingresso e l’ostruzionismo del personale, che impediva l’accesso pedonale gratuito a chi voleva semplicemente raggiungere il mare senza pagare il biglietto dello stabilimento. Nello stesso mese, gli attivisti hanno organizzato dei blitz ai celebri stabilimenti Pancaldi e all’Onde del Tirreno di Livorno, in Toscana. Anche qui la contestazione si è focalizzata sui tornelli elettronici e sulla richiesta di pagamento di un ticket d’ingresso solo per attraversare la struttura, chiedendo l’intervento formale del sindaco.
Infine, anche la spiaggia di Mondello è stata teatro di forti tensioni: Hallissey ha dichiarato in diverse interviste di essersela “vista brutta” a causa dell’atteggiamento particolarmente aggressivo e minaccioso di alcuni gestori locali, contrari alle riprese video che mostravano la privatizzazione quasi totale del litorale palermitano.
Alessandro Puglisi
