Chiesa / Un coro di Alpini ha animato la messa nel Santuario della Madonna della Vena: la gioia del pregare cantando

Un gruppo di ex componenti del coro degli Alpini si sono riuniti nel Santuario Madonna della Vena ed hanno animato la liturgia in due serate. Li abbiamo avvicinati per conoscerli meglio.

Come e quando nasce questo coro?
Questa esperienza musicale nasce da un’amicizia che dura ormai da quasi trent’anni. Siamo sei “giovanotti” che hanno trascorso il loro anno di militare tra l’anno 1992 e 1993 nel Coro della Brigata Alpina Tridentina a Varna (BZ). Siamo nello specifico Angelo Oldoni, Luca Campini, Mario Camnasio, Fabrizio Calos, Giacomo Biasolo e  Cristian Orlandelli, provenienti da tutte le parti d’Italia.
Il nostro ritrovarci dopo tanti anni è stato promosso dal gentile invito di Padre Carmelo La Rosa, rettore del Santuario Madonna della Vena, che già nell’agosto del 2019 aveva espresso il desiderio a Angelo e Luca di poter avere un coro alpino ad animare la festa dedicata al Santuario il primo fine settimana di settembre;  il tutto poi è stato reso concretamente possibile grazie al generoso intervento di Myriam Pagliani , proprietaria e manager del Resort “L’Agrumeto” di Piedimonte Etneo, che ci ha ospitati gratuitamente in questi tre giorni di permanenza in Sicilia.

Com’è stato per voi ritrovarvi, dopo tutti questi anni, nel coro?
Per noi coristi, pur non vedendoci da diversi anni, non è stato difficile raccogliere questa proposta: la passione per la musica, il nostro entusiasmo di custodi di questi canti alpini, e non da ultimo la nostra amicizia, hanno determinato un immediato consenso già un annetto fa. Consenso che neppure il difficile periodo che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi ha cancellato: potrà sembrare strano ma, nonostante la lontananza di più di dieci anni, rivedersi e ricominciare a provare ha creato la stessa sintonia di quando cantavamo nel coro alpino, e infatti il risultato dell’esecuzione (sulla base dei numerosi consensi raccolti) ha lasciato tutti soddisfatti, noi in primis.

Qual è il vostro repertorio?
Il nostro repertorio vanta più di trenta canti alpini, ma per questa occasione abbiamo selezionato canti che ben si adattavano alle due Messe per le quali abbiamo prestato il nostro servizio: tra di essi spiccano l’Ave Maria di Bepi de Marzi e il celeberrimo Signore delle Cime, anch’esso di Bepi de Marzi. Per i due brevi concerti che abbiamo proposto la scelta è caduta su brani classici della tradizione alpina, tra i quali Sul Cappello (armonizzazione di F. Gervasi) e L’Inno degli Alpini. Non poteva mancare nella nostra esibizione la canzone “Vitti ‘na Crozza”, rielaborata ad armonizzazione di canto alpino e inserita nel repertorio come nostro segno di stima e simpatia verso la bella Sicilia. I canti sono stati diretti dal m° Angelo Oldoni.

Cosa porterete con voi da questa esperienza?
Questa esperienza ci ha arricchiti a tanti livelli: essere presenti a questa solennità ci ha fatto apprezzare l’attaccamento sincero della popolazione a questo Santuario, luogo di bellezza e  di ricarica spirituale sia per i credenti sia per coloro che, pur non credendo, cercano un luogo di pace e serenità. La cordialità di padre Carmelo, l’accoglienza di Myriam e le dimostrazioni di simpatia della gente locale nei nostri confronti ci hanno fatto sentire a casa. Le parole del sindaco, avv. Ignazio Puglisi, ci hanno mostrato un sincero apprezzamento, tanto per il nostro servizio di coro Alpino quanto per l’operato che il corpo degli Apini svolge costantemente sia a livello nazionale che a livello locale.
Anche a nome dei miei amici posso veramente dire che siamo stati semplicemente felici di questa esperienza: siamo stati orgogliosi di poter offrire con il nostro canto momenti di preghiera e, laddove possibile, di serenità e di allegria. Torniamo a casa con tanti bei ricordi. E di questo ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile questo momento di solennità e di partecipazione alla vita comunitaria. Speriamo vivamente che il nostro non sia solo un saluto ma un arrivederci ad una prossima occasione.

                                                                                                           Mariella Di Mauro
Angelo Oldoni, Romano di Lombardia (BG)

 

 

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