Concerti / Francesco Renga porta il suo “Angelo” a Zafferana Etnea

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Francesco Renga a Zafferana

Completo nero ed una cascata di riccioli scuri appena sulle spalle. Energia e spontaneità per tutta la sua esibizione. Francesco Renga ha cantato le sue canzoni ieri, domenica 24 agosto, all’anfiteatro Falcone e Borsellino di Zafferana Etnea.
La serata, compresa nel cartellone di “Etna in scena” e organizzata da Puntoeacapo, è stata la tappa siciliana del tour che celebra i vent’anni di Angelo. Il brano ne ha aperto lo spettacolo. Pubblico subito infiammato dalle note del celebre pezzo.

Renga racconta il suo percorso artistico canzone dopo canzone. Ancora di lei il primo pezzo che ha scritto. Il ricordo corre anche al suo primo Sanremo con Raccontami. Gli strumenti si alternano in base ai ritmi. Sul palco chitarre, tastiere e batteria lo accompagnano.
Renga si allontana dalla sua postazione e si avvicina continuamente al pubblico. Non canta da fermo, si muove tra il palco e gli spettatori, li sfiora, li saluta.Francesco Renga

Francesco Renga ricorda Pippo Baudo

Ad un certo momento arrivano Tracce di te e Un’ora in più. Tra i due brani l’artista ricorda Pippo Baudo e lo ringrazia per averlo accompagnato e guidato nella sua partecipazione al Festival di Sanremo. L’applauso dei presenti è dedicato al presentatore siciliano scomparso di recente.

La sua voce fa pause brevi per ascoltare il suono della chitarra. La musica lo rapisce, lo coinvolge. Lui chiede al pubblico partecipazione con il battito delle mani e con il canto.
Con Meravigliosa il ritmo accelera, lui balla. Non ci sono intermezzi personali. I suoi interventi riguardano la storia della sua musica. La genesi di ogni pezzo.

Il successo inaspettato di “Angelo”

Torna su Angelo e sul risultato per lui inaspettato. “Il successo di Sanremo mi procurò una grande pressione intorno a me. Andai via per un po’. Mi recai a San Francisco a fare il disco Ferro e cartone. Con i suoi brani fotografava il mio essere in quel momento”, ha spiegato Renga. Del disco canta Cambio direzione. La sua voce intona acuti in certi momenti e diventa più dolce in altri. Modula le melodie, alterna il suo timbro. Ma lui va spontaneo. Salta ed a tratti ha pure il fiatone. Canta libero da schemi e formalità. Per oltre un’ora e mezza. Coinvolge il pubblico.

Qualcuno gli scrive messaggi nel cartellone. Lui sorride e poi usa un solo aggettivo per definirli: “grandiosi!”. La tua bellezza è pretesto per ricordare a tutti che “anche nei momenti più difficili la bellezza è dietro l’angolo pronta a rifiorire”.
Continua con Era una vita che ti stavo aspettando, Il mio giorno più bello nel mondo, Guardami amore.

Poi una pausa, una falsa conclusione. Giusto il tempo di un cambio di camicia bianca. La gente lo chiama,  lo invita a cantare ancora un po’. E lui torna in scena per il gran finale. Dedica Migliore “ad ogni persona del pubblico”. Rallegra gli animi con Pazzo di te. Ultimi balli con Nuova luce e l’anello si chiude come si era aperto. Angelo questa volta è cantata dagli spettatori e Renga va via ringraziando.

Rita Messina