Scuola / Diventare insegnanti: tra i concorsi, un lungo percorso che mette a dura prova

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Le figure degli insegnanti rivestono un ruolo principale e centrale nella formazione delle giovani generazioni ma, tra concorsi e scadenze, il percorso selettivo per intraprendere questa professione/missione è lungo e complesso. Tanto da scoraggiare anche i più meritevoli, specialmente con le recenti novità legate ai concorsi scuola PNRR, che hanno introdotto nuove regole e modalità di accesso al ruolo. I motivi vanno principalmente ricercati nel sistema di reclutamento che, nell’ultimo ventennio, è stato in vigore: un sistema selettivo che ha messo a dura prova anche i più pazienti. Docenti che, pur di insegnare, hanno fatto una vita da precari, piena di sacrifici.

Scuola / Diventare insegnanti: prime tappe per concorsi abilitanti e GAE

Ripercorrendo il percorso di selezione che negli anni è stato messo in atto dai vari governi, sembrerebbe che la costante sia stata l’incertezza delle procedure e le lunghe tempistiche per gli aspiranti candidati. Negli anni si sono susseguiti, prima, i concorsi abilitanti, di cui l’ultimo nell’anno 1999-2000, nel quale bastava risultare idonei per ottenere l’abilitazione e l’inserimento nelle famigerate graduatorie permanenti.

Poi sostituite dalle GAE (Graduatorie ad Esaurimento), create dalla legge finanziaria del 2007, dove confluirono tutti coloro che erano già presenti nelle graduatorie permanenti. Anni e anni, per non dire decenni, di precariato fatto da un percorso di supplenze annuali in cui si maturavano i famigerati 12 punti annui per scalare la posizione in classifica.

Scuola / Diventare insegnanti: SSIS, ricorsi e ingorghi di sistema tra i concorsi

Poi si eliminarono i concorsi abilitanti e si crearono le SSIS (Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario), entrate in vigore dal 1999 al 2009: percorsi lunghi due anni per ottenere l’abilitazione. Gli abilitati della SSIS riuscirono, tramite ricorsi, a farsi inserire nelle GAE con gli abilitati dei concorsi, in modo tale da avere garantito, dallo scorrimento, l’accesso al ruolo. Le graduatorie venivano aggiornate ogni due anni dai nuovi idonei della SSIS e dai punteggi delle supplenze, creando di fatto una lunga lista di aspiranti. Lista che ogni anno veniva alleggerita dalle immissioni in ruolo dovute a qualche pensionamento dei colleghi. Di fatto, entravano migliaia di insegnanti nelle GAE e ne uscivano in poche decine, creando ingorghi infiniti e un precariato costante.

Scuola / Diventare insegnanti: il ritorno dei concorsi e la nascita del TFA

Per circa un decennio non ci furono più concorsi, in quanto l’unico sistema per entrare di ruolo era basato sulle GAE. Nel 2012-2013 il governo bandì un nuovo concorso, a distanza di 13 anni dall’ultimo del 1999-2000. L’obiettivo era far entrare subito in ruolo i vincitori e abolire le graduatorie permanenti. Alla fine, però, il progetto non andò in porto. Le GAE rimasero attive. Agli abilitati non vincitori del concorso del 2012-2013 si aggiunsero anche quelli formati attraverso i TFA (Tirocinio Formativo Attivo), che dal 2012 sostituirono le SSIS.

Concorso 2016 e la fase transitoria

Nel 2016 si bandì un nuovo concorso con regole nuove: potevano partecipare solo i precari già abilitati all’insegnamento tramite SSIS, TFA o altri concorsi passati abilitanti. Nel 2018 fu bandito un nuovo concorso straordinario (fase transitoria), riservato ai docenti già abilitati con minimo 36 mesi di servizio. I docenti non vincitori confluirono nella nuova costituzione di graduatorie ad esaurimento su base regionale, che aveva lo scopo di immettere in ruolo gli insegnanti nei posti lasciati liberi dopo quelli non coperti dalle GAE e dai concorsi precedenti.

Scuola / Diventare insegnanti: il FIT e i concorsi straordinari del 2020-2021

Contemporaneamente si istituì un nuovo percorso abilitante chiamato FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio): chi partecipava e otteneva l’abilitazione poteva entrare di ruolo tramite un anno di formazione e di prova nelle scuole. Nel 2020-2021 il Ministero bandì un altro concorso straordinario, aperto ai docenti con abilitazione specifica nella classe di concorso, ma anche a coloro che, pur senza abilitazione, possedevano una laurea e 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche.

I concorsi PNRR: un nuovo modello ancora da definire

Dopo il Covid, di concerto con l’Unione Europea, sono stati banditi i concorsi scuola PNRR, di cui nel 2023 è stato bandito il PNRR1. I requisiti erano:

  1. Laurea vecchio ordinamento con abilitazione all’insegnamento nella specifica classe di concorso
  2. Laurea unita a tre anni di insegnamento nella specifica classe di concorso
  3. Laurea e 24 CFU conseguiti entro ottobre 2022

Questo concorso ha generato qualche problema ai vincitori non abilitati, che devono entro un anno ottenere l’abilitazione, pena l’esclusione dalla nomina della cattedra.

Nel 2024 è stato bandito il concorso PNRR2, sostanzialmente con gli stessi requisiti di partecipazione.

PNRR3 e la nuova graduatoria regionale

I prossimi concorsi scuola PNRR (PNRR3), previsti per il 2025, chiuderanno la fase transitoria avviata con PNRR1 e PNRR2. Si potrà accedere solo con abilitazione per la classe di concorso specifica, o almeno tre anni di servizio nelle scuole statali di cui uno specifico nella classe del bando. Ultimamente, con il decreto scuola, il Ministero dell’Istruzione ha previsto, anche in seguito alle pressioni degli idonei non vincitori, la possibilità di integrare le graduatorie di merito dei concorsi, a partire dal PNRR1, con i candidati idonei non vincitori, fino al 30% dei posti messi al bando per un periodo triennale.

Ad oggi, però, non è prevista la pubblicazione della lista degli idonei, che hanno come unica chance quella di ripartecipare al prossimo concorso per essere assunti. A partire dall’anno scolastico 2026-2027, il Ministero istituirà una graduatoria regionale dei candidati idonei per l’accesso diretto al ruolo, senza limiti temporali. Si tratterà di una sorta di graduatoria ad esaurimento, da cui le amministrazioni scolastiche potranno attingere per coprire le cattedre vacanti.

L’ordine di priorità per l’assegnazione delle cattedre

Interessante l’ordine di priorità con cui i vari candidati accederanno a una cattedra vacante. Secondo le informazioni in nostro possesso, sulla base delle attuali indicazioni ministeriali, la priorità per la scuola secondaria di primo e secondo grado sarà la seguente:

  • 50% dei posti alle Graduatorie ad Esaurimento (GAE)
  • 50% alle graduatorie di merito dei concorsi, in quest’ordine:
  1. Vincitori del concorso ordinario 2016
  2. Graduatorie di merito concorso straordinario 2018
  3. Graduatorie concorso straordinario 2020 (fino al 30%)
  4. Graduatorie concorso ordinario 2020 (fino al 30%)
  5. Vincitori concorso PNRR1 (2023)
  6. Vincitori concorso PNRR2 (2024)
  7. GPS prima fascia ed elenchi aggiuntivi
  8. Minicall veloce (per il sostegno)
  9. Idonei PNRR1 (fino al 30%)
  10. Idonei PNRR2 (fino al 30%)
  11. Idonei concorso ordinario 2020
  12. Idonei concorso straordinario 2020

Ovviamente questo è ancora un elenco provvisorio, che dovrà essere ufficializzato dal Ministero entro la ripresa dell’anno scolastico 2025-2026.

Considerazioni finali

Oggi, chi volesse candidarsi ai prossimi concorsi scuola PNRR 3, oltre ad avere i requisiti (laurea, abilitazione o tre anni di servizio), deve mettere in conto che, anche in caso di vittoria, potrebbe dover attendere lo scorrimento prioritario di ben sei graduatorie precedenti.

Gianfranco Castro