Calcio Catania / Il DS Varrà apre il nuovo corso: “Squadra competitiva, giovane e con identità”

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Il Catania riparte da Fortunato Varrà. Nella prima conferenza stampa stagionale del club rossazzurro, il nuovo direttore sportivo ha tracciato le linee guida del progetto tecnico che dovrà accompagnare la squadra nella nuova stagione.

Un incontro lungo, diretto, a tratti anche vivace, nel quale Varrà ha scelto una linea chiara: pochi proclami, attenzione alla sostenibilità tecnica ed economica, volontà di costruire una squadra competitiva e credibile.

Il dirigente ha innanzitutto ringraziato la famiglia Pelligra, il vicepresidente Vincenzo Grella e Marco Bresciano per l’opportunità ricevuta, poi è entrato subito nei temi più attesi: mercato, obiettivi, rosa da ridurre, rapporto con il nuovo allenatore Emilio Longo e necessità di cambiare passo rispetto al recente passato.

Mercato: prima le uscite, poi le entrate

Il primo nodo riguarda l’organico. Il Catania si ritrova con una rosa numericamente ampia, anche per effetto dei rientri dai prestiti, mentre la lista dovrà essere ridotta a 23 calciatori. Per questo, Varrà ha spiegato che il lavoro più urgente riguarda le uscite, senza però fermare il dialogo sulle entrate.

Il mercato, ha chiarito, procede lentamente anche per le dinamiche generali della categoria e per i vincoli legati alla composizione delle rose.

Il direttore sportivo non ha voluto indicare numeri precisi né sui giocatori in uscita né su quelli in entrata, ma ha confermato che il club ha già individuato i settori su cui intervenire.

Le trattative esistono, ma il Catania comunicherà soltanto le operazioni ufficiali. Una scelta di prudenza che Varrà ha rivendicato più volte, sottolineando di non voler “vendere fumo” e di voler preservare la propria credibilità.

Una squadra più giovane, ma non una squadra di ragazzini

Uno dei passaggi centrali della conferenza ha riguardato il ringiovanimento della rosa.

Varrà ha spiegato che l’attuale età media è troppo alta per il tipo di calcio che la società e l’allenatore intendono proporre.

L’obiettivo non è costruire una squadra inesperta, ma abbassare l’età media verso una fascia più equilibrata, intorno ai 25-26 anni.

Ringiovanire non significa puntare su una squadra di soli ventenni, ma trovare il giusto mix tra esperienza, freschezza atletica, intensità e prospettiva.

Il Catania vuole giocatori funzionali, in grado di sostenere un calcio più aggressivo, dinamico e dominante.

Da qui anche la necessità di cambiare filosofia rispetto alla stagione precedente. Non una bocciatura del passato, visto che la squadra è arrivata seconda in campionato, ma la consapevolezza che serva una struttura diversa per affrontare un nuovo ciclo.

Obiettivo competitività: la parola “vincere” resta sullo sfondo

Sul tema più sentito dalla piazza, cioè l’obiettivo stagionale, Varrà ha usato prudenza ma senza nascondersi.

Ha spiegato che parlare di “squadra competitiva” significa costruire un organico capace di lottare per le posizioni importanti. Allo stesso tempo, ha evitato di assumere pubblicamente l’impegno della vittoria del campionato.

A Catania non si può programmare una stagione anonima, né pensare di vivacchiare a metà classifica.

La squadra dovrà essere forte, ambiziosa e all’altezza della pressione della piazza. Ma il direttore sportivo ha preferito evitare slogan che, a luglio, rischierebbero di trasformarsi in promesse difficili da sostenere.

Rapporto con Longo e nuova identità tecnica

Ampio spazio è stato dedicato al rapporto con Emilio Longo.

Varrà ha raccontato di un confronto quotidiano e continuo con il tecnico, fondato su sintonia personale e soprattutto su una visione calcistica comune.

Il nuovo allenatore è stato scelto proprio per avviare una progettualità diversa, con principi di gioco più moderni e una squadra chiamata a fare la partita.

Il direttore sportivo ha parlato di calcio aggressivo, dominante, basato sui principi più che sui moduli.

Il sistema di gioco, nella sua visione, serve a dare un riferimento iniziale, ma il calcio moderno richiede occupazione degli spazi, duelli, intensità e capacità di interpretazione.

Per questo non ci sono preclusioni rigide sui calciatori attualmente in rosa. Anche elementi che sulla carta sembrerebbero meno adatti a un cambio di modulo potranno essere valutati in base alla loro funzionalità nel nuovo progetto.

Nessun incedibile, ma nessuna rivoluzione cieca

Alla domanda sui nomi più importanti della rosa, Varrà ha risposto senza giri di parole: nessuno è incedibile.

Non si tratta, però, di una volontà di smantellare. Il direttore sportivo ha chiarito di voler svecchiare e rimodellare, non cancellare tutto.

Su alcuni giocatori sono in corso valutazioni tecniche, su altri potrebbero nascere opportunità di mercato.

Varrà ha spiegato che chi resterà dovrà farlo con lo spirito giusto: disponibilità al sacrificio, capacità di reggere la pressione e voglia di combattere per la maglia.

Tra i passaggi specifici, è arrivata la conferma del rinnovo automatico di Francesco Di Tacchio, legato a clausole maturate attraverso le presenze.

Su Cicerelli, invece, Varrà ha precisato di non avere ricevuto richieste e che, allo stato attuale, il calciatore non è sul mercato. Per Caturano, dopo la conferma della squalifica, il club potrà fare poco sul piano societario e dovrà affrontare l’assenza con una rosa adeguatamente ampia.

Primavera e prima squadra: un unico percorso

Un altro punto significativo riguarda il settore giovanile.

Varrà ha spiegato che la Primavera dovrà essere sempre più vicina alla prima squadra. L’obiettivo è ridurre la distanza tra i due mondi, rendendo l’Under 19 una vera anticamera del calcio professionistico rossazzurro.

Il direttore sportivo seguirà direttamente anche questo percorso, con l’idea di creare un blocco unico tra prima squadra e Primavera. L’allenatore dell’Under 19 non è stato ancora scelto, ma il profilo dovrà essere coerente con l’identità tecnica generale del club.

Il Catania vuole patrimonializzare, costruire valore interno e provare a far crescere calciatori capaci, nel tempo, di affacciarsi stabilmente alla prima squadra.

Ritiro, Coppa Italia e tempi del mercato

Varrà ha risposto anche alle domande sul ritiro, spiegando che la prima fase sarà svolta a Catania, sfruttando le strutture disponibili, prima del trasferimento a Cascia.

Una scelta inusuale, ma motivata anche dalla volontà di responsabilizzare il gruppo e valorizzare le risorse interne.

Quanto alla prima gara ufficiale di Coppa Italia, prevista a inizio agosto, il direttore sportivo ha ammesso che difficilmente la rosa sarà completa al 100%.

Una parte del mercato, per scelta e per opportunità, resterà aperta fino alle ultime settimane, quando potranno presentarsi occasioni importanti.

Il messaggio alla piazza: credibilità e responsabilità

Meno dichiarazioni a effetto, più lavoro sul campo e sul mercato. Meno nomi inseguiti pubblicamente, più attenzione alla funzionalità dei calciatori. Meno promesse assolute, più responsabilità nella costruzione della squadra.

La piazza attende risposte, e il direttore sportivo lo sa. Dopo anni difficili e dopo un’altra stagione chiusa con amarezza, il bisogno di entusiasmo è forte.

Varrà non ha promesso miracoli, ma ha indicato una strada: costruire una squadra più fresca, più intensa, più affamata e capace di rappresentare Catania con personalità.

Il nuovo corso rossazzurro è appena cominciato. Adesso toccherà al mercato, al lavoro di Longo e soprattutto al campo dire se la nuova linea sarà davvero quella giusta per riaccendere l’entusiasmo del Massimino.

Giovanni Rinzivillo