Covid in Sicilia / Giuseppe Costarelli racconta la sua esperienza

E’ passato più di un anno da quando in Sicilia è iniziata la pandemia di Covid 19 e molti ne sono stati colpiti, tra cui Giuseppe Costarelli. Spesso ci si dimentica che dietro i numeri dei contagi che si sentono ogni giorno ci sono delle persone. Ognuno ha una storia, una vita da raccontare. Costarelli è un padre di 40 anni, sposato, che ha tre figlie e una in arrivo. Ad aprile lui e tutta la sua famiglia sono stati contagiati dal Covid.

Covid in Sicilia/ Giuseppe Costarelli racconta la sua esperienza

Quando ha scoperto di essere positivo?

Ho fatto il tampone il 12 aprile, ma già qualche giorno prima avevo iniziato ad avere una leggera tosse. All’inizio non gli avevo dato peso perché pensavo fosse una cosa da nulla. Poi il 12 mattina mi è venuta la febbre. Ho cominciato a preoccuparmi, non tanto per me, ma per la mia famiglia. Appena ho saputo di essere positivo ho comunicato il risultato del tampone al mio medico curante e all’ASP di Acireale. Ho subito iniziato la cura che mi ha prescritto il mio medico, con tanto di saturimetro (strumento utilizzato per misurazione dell’ossigeno nel sangue ndr). Sono rimasto in casa per quasi cinque giorni. Con l’abbassamento della sudorazione il mio medico mi ha suggerito di andare in ospedale. Appena arrivato i dottori mi fanno una TAC.

I polmoni non sono in buone condizioni, subito mi trasferiscono in semi-terapia intensiva. Dopo due giorni mi comunicano che devo essere trasferito in rianimazione. In quel momento la mia paura più grande si realizza. Capisco che la mia situazione sta peggiorando. Inizio seriamente a temere di non poter rivedere più la mia famiglia – prosegue Costarelli. – Prima di intubarmi i medici mi permettono di fare una videochiamata con la mia famiglia. Lì siamo scoppiati tutti a piangere. Dopo aver chiuso la chiamata dissi alla dottoressa che mi stava intubando: “Da questo momento in poi la mia vita è nelle vostre mani”.

Per quanto tempo è rimasto in coma?

Sono stato in coma per 14 giorni. I medici dell’ospedale mi avevano dato poche possibilità di vita, per loro è stata una vittoria vedermi riprendere conoscenza. Ci tengo a ringraziare col cuore tutti i dottori e gli infermieri del reparto di rianimazione dell’ospedale di Acireale e tutte le persone che mi sono state accanto in quel periodo.

Come sta ora? Cosa direbbe a chi ha timore di vaccinarsi?

Ancora non mi sono ripreso del tutto, ma a poco a poco sta ritornando tutto come prima. A chi non vuole vaccinarsi posso solo dire che farebbe una stupidaggine a non farlo: il vaccino è l’unico modo per uscire da questa pandemia. Tutti insieme. Grazie per avermi ascoltato.

Cristina Di Mauro

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