Csain Sicilia / Il progetto “Affido sportivo” ha coinvolto cento minori di quartieri popolari di Catania

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Csain Sicilia Affido sportivo

Una festa per celebrare i traguardi raggiunti, ma soprattutto per rilanciare una sfida: garantire continuità ai percorsi educativi e sociali rivolti ai giovani dei quartieri più fragili.
L’Istituto omnicomprensivo Pestalozzi di Catania ha ospitato la giornata conclusiva di “Affido Sportivo”, il progetto promosso da CSAIn Sicilia. E finanziato dalla Regione Siciliana attraverso l’Assessorato alle Politiche della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro.

Un’esperienza che ha superato le aspettative iniziali, coinvolgendo circa cento minori e le loro famiglie nei quartieri di Librino, San Giorgio, San Cristoforo, Zia Lisa, Fortino e Picanello. Sei le scuole partner: Pestalozzi, Rita Atria, Malerba, San Giovanni Battista, Dusmet- Doria e Cesare Battisti.

Roberto Di Bella
Roberto Di Bella

Per un anno i ragazzi hanno potuto usufruire di attività sportive, sostegno scolastico, laboratori didattici e creativi, orientamento e supporto alla genitorialità, con iniziative anche durante l’estate. Fondamentale è stata la collaborazione sinergica tra istituzioni, mondo della scuola, servizi sociali, associazioni e realtà sportive. Nella consapevolezza che solo attraverso un approccio integrato e multidisciplinare sia possibile rispondere in maniera efficace ai bisogni del territorio.

Il percorso ha visto il coinvolgimento di numerosi soggetti istituzionali e del terzo settore. Tra cui il Tribunale per i minorenni, l’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni (USSM), la Neuropsichiatria infantile, l’Università. Poi il CRAM  (Centro Ricerche Attività Motorie), le cooperative Orizzonte Bene, Officine Culturali e Trame di Quartiere, l’ente di formazione C&B, l’Ordine regionale degli Assistenti Sociali e il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.
Una rete multidisciplinare che ha permesso di offrire opportunità concrete anche a giovani inseriti nel circuito penale esterno, attraverso discipline come equitazione, arti marziali, calcio e rugby.

Affido sportivo / Assicurare lo sport anche ai ragazzi che non hanno risorse economiche sufficienti

Istruttori
Istruttori

Alla manifestazione, presentata dal coordinatore Salvatore Filippello, hanno partecipato, tra gli altri, il prefetto Pietro Signoriello, il presidente del Tribunale per i minorenni Roberto Di Bella, il presidente nazionale CSAIn Salvatore Spinella e il presidente del CONI Sicilia Enzo Falzone. A fare gli onori di casa la dirigente scolastica Elena Di Blasi.
“Siamo partiti con 60 ragazzi e siamo arrivati ad accoglierne più di 80″, ha ricordato Spinella. Sottolineando come il progetto sia andato oltre la semplice pratica sportiva. “Questa esperienza deve proseguire, anche investendo risorse proprie di CSAIn, mettendo al centro il benessere dei ragazzi e il bene della comunità”.

Un messaggio condiviso dal prefetto Signoriello che ha evidenziato il contributo dell’iniziativa nella lotta alla dispersione scolastica.
“I quartieri più fragili non devono essere lasciati a sé stessi. Catania è l’insieme di tutte le sue realtà, compreso Librino, e noi vogliamo che migliori”.
Per il presidente del Tribunale per i minorenni Di Bella lo sport “è una metafora della vita: insegna il rispetto, il valore delle regole e il lavoro di squadra“. Da qui la necessità di rendere accessibili le attività sportive anche ai ragazzi che non dispongono delle risorse economiche necessarie.
Sulla stessa linea Falzone, che ha ricordato come lo sport favorisca il recupero, socializzazione, appartenenza e capacità di fare squadra.

I campioni del mondo di ju-jitsu Salvatore Molino e Sebastiano Amore
I campioni del mondo di ju-jitsu Salvatore Molino e Sebastiano Amore

A rendere ancora più significativa la festa la presenza dei campioni del mondo di ju-jitsu Salvatore Molino e Sebastiano Amore, testimonial del progetto. Essi hanno raccontato il valore dello sport e i successi internazionali del Dojo CSAIn.
La conclusione di Affido Sportivo non rappresenta, dunque, soltanto la fine di un progetto. Ma l’occasione per consolidare un modello di intervento nel quale sport, scuola e istituzioni lavorano insieme. Perché offrire ai giovani opportunità di crescita significa investire sul futuro.

 

  Caterina Maria Torrisi