CSI Acireale/ Il neo presidente Alessio Paradiso: “Lo sport come cura”

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In un’epoca segnata dalla crisi delle relazioni, dalla disaffezione dei giovani e dalla carenza di strutture, il ruolo educativo dello sport torna prepotentemente all’attenzione. Ruolo educativo cui si ispira il Centro sportivo italiano (Csi), associazione ecclesiale operante anche ad Acireale. Dove, a partire dallo scorso gennaio, il Comitato del CSI Acireale, ha scelto di affidarsi a una figura esperta e motivata: Alessio Paradiso, già vicepresidente per diversi anni, è stato eletto presidente all’unanimità.

Ma chi è il nuovo presidente? E cosa si aspetta di realizzare in un contesto difficile come quello acese? In questa intervista, tra riflessioni e obiettivi concreti, emerge una visione dello sport come spazio educativo, inclusivo e umano. 

CSI Acireale / Il neo presidente illustra i nuovi obiettivi

Non si tratta di una figura “esterna” o di una scelta politica. Il nuovo presidente del CSI Acireale è un volto noto all’interno dell’organizzazione: da oltre 18 anni è membro attivo del consiglio direttivo e ha vissuto da vicino le sfide, i successi e le difficoltà del comitato territoriale.

Lo sport come strumento di relazione e inclusione

Al cuore della missione del CSI Acireale c’è la convinzione che lo sport sia un linguaggio universale, capace di unire, educare e far crescere. Un antidoto alla solitudine, alla chiusura sociale, alla frammentazione relazionale che spesso colpisce bambini e adolescenti.

«Oggi i ragazzi hanno grandi difficoltà a relazionarsi. Il tempo che passano davanti a uno schermo è superiore a quello che dedicano allo sport, alla socialità, alla scoperta di sé attraverso il corpo. Noi lavoriamo perché il campo da gioco torni a essere un luogo di incontro, non solo di performance» – Ha dichiarato il presidente Alessio Paradiso.

Per il presidente, l’obiettivo non è formare campioni, ma educare cittadini. Questo si traduce in progetti concreti come: La Mezzanotte Bianca dei Bambini, una manifestazione che unisce sport, gioco e socialità nel cuore della città; Il Giubileo dello Sportivo, momento di incontro e riflessione tra società, arbitri e atleti; I giochi di piazza, iniziative che portano il gioco nei quartieri, riattivando spazi urbani spesso dimenticati. Tutto ruota attorno a un concetto chiave: la centralità della persona prima del risultato.

Il neo presidente presso un evento del CSI, ad Acireale.

Emergenza arbitri: pochi, demotivati, esposti

Un altro grande tema che il nuovo presidente affronta con franchezza è quello della drastica carenza di arbitri. «Oggi abbiamo solo 10 giudici di gara attivi. Ce ne vorrebbero almeno il doppio per coprire tutti gli incontri. Ma sempre meno giovani vogliono avvicinarsi a questo ruolo» – Ha affermato il presidente Paradiso. Le ragioni? Molteplici. Dalla fatica organizzativa alle responsabilità crescenti, ma soprattutto la crescente mancanza di rispetto nei confronti di chi dirige le partite. «È un problema culturale. Il ruolo dell’arbitro viene spesso attaccato, svilito, messo in discussione. Questo allontana chi vorrebbe provarci, perché nessuno ha voglia di essere insultato ogni fine settimana».

Il CSI ha cercato di rispondere a questa crisi con strumenti educativi come il cartellino azzurro, che sospende temporaneamente un giocatore per permettergli di riflettere sul proprio comportamento, senza dover ricorrere subito a sanzioni disciplinari. Ma serve di più: formazione, accompagnamento e una cultura del rispetto da ricostruire nei campi e sugli spalti.

CSI ad Acireale / Gli obiettivi del nuovo presidente Alessio Paradiso: costruire comunità sportive

Il mandato del nuovo presidente non si limita alla gestione dell’ordinario. Tra le priorità per i prossimi anni ci sono: Ampliare l’offerta sportiva, con nuove discipline e tornei per tutte le età. Formare nuove figure educative (allenatori, arbitri, animatori sportivi).Lavorare sul rispetto e il fair play, dentro e fuori dal campo. Richiedere un impegno concreto alle istituzioni, a partire dalla questione delle strutture. «Lo sport, per noi, è uno strumento per costruire una città migliore. Se i ragazzi crescono giocando con rispetto, lealtà e passione, saranno adulti più consapevoli e più attenti alla comunità in cui vivono».

Il neo presidente, durante il suo insediamento.

Lo sport come cura, non come competizione

Il neo presidente ha concluso il dialogo, con una riflessione che vale più di mille slogan: «Lo sport non può essere solo agonismo, vittoria, risultato. Deve essere relazione, cura, educazione. Soprattutto per chi è più fragile, più solo, più in difficoltà. Solo così avrà davvero senso il nostro lavoro». In un momento storico in cui il mondo adulto si interroga sulla perdita di riferimenti dei giovani, il CSI di Acireale rilancia una proposta forte, concreta e radicata nel territorio: far sì che ogni campo, ogni partita, ogni gioco diventi occasione per costruire comunità.

Alessio Piro