Diocesi / La comunità acese di San Giuseppe ha festeggiato il suo Santo patrono, esempio di padre buono e giusto

La comunità parrocchiale di San Giuseppe in Acireale, dallo scorso mese di ottobre 2017 affidata dal vescovo mons. Antonino Raspanti, unitamente alla limitrofa comunità parrocchiale ‘San Michele arcangelo’, alla guida pastorale del nuovo arciprete-parroco sac. Emanuele Nicotra, ha celebrato lo scorso 19 marzo la solennità in onore del proprio santo patrono.
Si tratta per questa comunità di uno dei due solenni momenti annuali, insieme con la festa dell’11 febbraio in onore della Madonna di Lourdes, cui è dedicato in questa chiesa un altare laterale nella navata destra, con l’esatta riproduzione della grotta di Massabielle ove la Vergine Maria nel febbraio del 1858 apparve alla piccola Bernadette Soubirous. Nella stessa chiesa, poi, un secondo altare laterale, sempre nella navata destra, è dedicato al ‘transito’ di San Giuseppe dalla vita terrena alla vita eterna.

Come si legge nel messaggio introduttivo al programma dei festeggiamenti, in San Giuseppe, tradizionalmente venerato quale Padre della chiesa cattolica universale, i fedeli scorgono il padre che ha saputo fare dell’educazione uno scopo vitale; egli, che la Sacra Scrittura definisce ‘uomo giusto’, ha, altresì, ‘riscoperto’ la propria paternità ponendosi senza riserva alcuna al servizio del progetto di Dio ed invita i credenti alla riflessione ed all’azione concreta per promuovere e porre in risalto l’azione buona dei padri e le problematiche che la figura genitoriale incontra nel complesso panorama educativo contemporaneo.

La giornata della solennità, che spezza il ritmo severo del periodo quaresimale e tradizionalmente segna il passaggio dai rigori invernali ai primi tepori primaverili, è stata preceduta dal Triduo di preparazione, predicato dal sac. Francesco Mazzoli, parroco delle comunità ‘Santa Maria La Scala’ dell’omonima frazione acese e ‘Santa Maria della Neve’ (‘a rutta’ tanto cara agli acesi per la presenza dell’artistico settecentesco presepe con pastori a grandezza naturale).

Un evento inedito ha caratterizzato la vigilia della festa: a conclusione della solenne concelebrazione eucaristica vespertina, presieduta dal cardinale Paolo Romeo (che, nell’occasione, ha ricordato il proprio cinquantasettesimo anniversario di ordinazione sacerdotale), l’atteso nuovo momento dell’apertura della cappella sovrastante l’altare maggiore, con la svelata del venerato simulacro del Santo Patriarca, tra gli scroscianti applausi e gli osannanti ‘viva San Giuseppe’ dei fedeli, ha preceduto il canto dei Primi Vespri solenni.

La solennità del 19 marzo, annunciata alle ore 8 da un festoso prolungato scampanìo, è stata scandita da tre celebrazioni eucaristiche: due in mattinata, rispettivamente alle ore 9 presieduta dall’arciprete-parroco ed alle ore 11 presieduta da don Francesco Mazzoli. Nel pomeriggio, poi, a partire dalle ore 17, l’esposizione del Santissimo Sacramento e l’adorazione personale dei fedeli; di seguito, alle ore 18 la preghiera del Santo Rosario e la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dall’arciprete-parroco, che si concludeva con la benedizione dei papà nella giornata loro dedicata.

I canti delle varie celebrazioni liturgiche sono stati eseguiti dalla corale polifonica parrocchiale ‘Notre Dame de Lourdes’, diretta dalla maestra Clotilde Fiorini.

Nando Costarelli

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