Diocesi / Paolo Scandura ammesso al diaconato

Il diaconato fu istituito dagli Apostoli.   Fu conferito a  7 uomini di  particolare  fede ai quali fu chiesto di servire alle mense e successivamente anche occuparsi dei servizi pastorali.
Nel medioevo questa funzione si perse e il diaconato divenne per molti secoli un passaggio temporaneo per raggiungere il sacerdozio.
Con il concilio  Vaticano II venne ripristinato, poi sancito attraverso il “motu proprio ad pascendum” di Paolo VI. L’ammissione tra i candidati all’ordine sacro avviene in forma solenne attraverso  una liturgia specifica presieduta dal vescovo,  come è avvenuto nella  Cattedrale di Acireale durante la Santa Messa vespertina, con l’ammissione tra i candidati al diaconato permanente di Paolo Scandura.

Paolo Scandura e famiglia
Paolo Scandura con la moglie e le figlie

Laureato in scienze politiche e delle relazioni internazionali, è sposato da ventidue anni con Antonella Il Grande, insegnante e dirigente scolastica. Ha due  figlie, Chiara e Sofia, studentesse liceali, ed  è imprenditore nel campo della “ristorazione sanitaria”.

Paolo Scandura, come nasce la sua vocazione al diaconato?

In passato ero impegnato in politica, ho ricoperto diversi incarichi istituzionali e ho lavorato per oltre 15 anni presso l’Assemblea regionale siciliana.   Negli ultimi anni ho fatto più chiarezza dentro di me e attraverso un intimo discernimento il Signore mi ha chiamato  ad un ruolo più profondo, con l’aiuto di una efficace direzione spirituale.

Paolo Scandura, qual’è il percorso di studi nella preparazione all’ordinazione al diaconato? Chi vi segue nella formazione?

I cinque anni si sviluppano così:un  primo anno, propedeutico, è quello del discernimento. Gli altri quattro anni prevedono lo studio teologico, la formazione all’interno del gruppo degli aspiranti e degli ammessi al cammino e la formazione in parrocchia. La prima tappa è l’ammissione tra i candidati all’ordine sacro. Successivamente si conferisce prima il lettorato poi l’accolitato e infine l’ordine sacro del diaconato permanente.

Personalmente sono al terzo anno di percorso e al secondo anno di studio teologico presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia San Giovanni Evangelista. All’interno del gruppo siamo 7, due neo ammessi, due lettori e tre accoliti in procinto di essere ordinati. Il nostro responsabile della formazione è don Andrea Cutuli, che è anche parroco della parrocchia San Giovanni Evangelista.

Quali finalità hanno attratto il suo spirito?

Cerco di impegnarmi a vivere il Vangelo  nella mia quotidianità e  attraverso le persone che incontro e che il Signore mi fa incontrare, soprattutto le persone più deboli e gli ammalati.

Desidera coinvolgere sua moglie nel suo ministero  di diacono?

Il diaconato permanente si vive innanzi tutto all’interno del matrimonio e in stretta unione con il coniuge. Infatti, al momento dell’ammissione all’ordine sacro, il vescovo chiede alla moglie il consenso a questo percorso che sta intraprendendo il coniuge.

                                                                                                                     Anna Bella

                     

 

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