Dispositivi elettronici / Come proteggere la nostra vista

La pandemia da Covid-19 ha cambiato le nostre abitudini e le nostre modalità di lavoro e studio, inducendo la nostra vista a restare esposta molte ore di fronte a dispositivi elettronici come schermi di Pc, tablet e cellulari. Il dottor Mario Urso, oculista, raccorda rischi e consigli per la nostra rubrica #LaVoceDellaSalute.

Dispositivi elettronici / Ecco cosa rischia la nostra vista

Termini come smart-working e DAD sono entrati a far parte del nostro linguaggio quotidiano. Corsi e seminari sono ormai fruibili quasi esclusivamente in modalità a distanza e gli incontri di lavoro avvengono spesso in videoconferenza. Tuttavia, l’uso prolungato di dispositivi elettronici non è privo di rischi per la nostra salute. Soprattutto se si considera l’utilizzo sempre crescente che ne facciamo anche nel tempo libero, per coltivare i nostri hobbies o per frequentare i social network. Ed infatti, negli ultimi tempi si è registrato un costante incremento del cosiddetto “discomfort visivo” e dei disturbi da affaticamento da schermo. Questo riguarda sia gli adulti che i bambini, tanto da dare origine alla cosiddetta “Sindrome da visione al computer” (CVS).

La sindrome da visione da computer

Tale sindrome è caratterizzata da: affaticamento visivo, visione offuscata, fotofobia, bruciore, prurito, secchezza e arrossamento oculare, cefalea, dolori muscolo-scheletrici dovuti a una prolungata postura non naturale per fissare il monitor. Inoltre, quando si fissa a lungo uno schermo, al fine di mantenere una maggiore concentrazione, la frequenza di ammiccamento si riduce di circa ⅓, e, a volte, l’occhio viene chiuso solo parzialmente. Una minore frequenza di ammiccamento può contribuire ad aggravare i sintomi. Come se non bastasse, la luce emessa dagli schermi dei dispositivi ha una componente blu, particolarmente dannosa per l’occhio, che contribuisce a sua volta a peggiorare la situazione.

La regola del “20-20-20” Mario Urso oculista

Com’è noto, gli occhi umani nascono per guardare lontano (si pensi che i primi uomini erano cacciatori ed avevano bisogno di avvistare le prede a lunghe distanze). Sappiamo che l’attività prossimale davanti ad uno schermo li sottopone ad uno sforzo eccessivo. Poiché occhi, collo e spalle vengono tenuti continuamente sotto sforzo, fare delle pause è indispensabile per aiutare l’organismo. Per rilassare i muscoli dell’occhio, ci viene incontro la regola del “20-20-20”, che consiste nel distogliere lo sguardo dal computer ogni 20 minuti e guardare un oggetto a distanza di almeno 20 piedi (6 metri) per circa 20 secondi. Durante le pause è consigliabile chiudere gli occhi molto lentamente; questo accorgimento consente di contrastare l’eccessiva evaporazione del film lacrimale e quindi la secchezza e l’irritazione oculare. Tale prassi si rivela particolarmente utile se si lavora in ambienti climatizzati.

Prevenire la sindrome

Per ridurre l’incidenza della CVS (Computer Vision Syndrome), è fondamentale creare un’adeguata illuminazione dell’ambiente, in modo da evitare i riflessi sullo schermo. Quest’ultimo, poi, dovrebbe essere posizionato in modo che il suo centro si trovi alcuni centimetri sotto il livello degli occhi e ad una distanza di circa 70-80 cm dal volto. È preferibile utilizzare uno schermo ampio, mentre è altamente sconsigliato adoperare lo smartphone per la visione di film o lo studio di documenti. Infine, è sempre utile ed opportuno sottoporsi a visite oculistiche periodiche. Sono utili ad individuare e correggere i problemi visivi come l’ipermetropia, la miopia, l’astigmatismo e la presbiopia. Questi infatti, se non corretti, inducono uno sfocamento dell’immagine, che causa uno sforzo accomodativo e aggrava la sintomatologia durante l’applicazione davanti allo schermo.

Mario Urso*Mario Urso Dispositivi Elettronici Vista

 Medico oculista esperto in gestione clinica, chirurgica e parachirurgica delle patologie oculari, in autonomia e in team Assessorato alla Salute Sicilia

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