Trecastagni / Candelora di cartone esprime la fede dei bambini

Anche una candelora di cartone esprime la fede. Due scatole di cartone “architettonicamente” impilate una sull’altra e rivestite elegantemente con carta dorata. Piccoli pon – pon rossi fanno da cornice alla composizione, lucine accese la rendono ancora più verosimile alle “grandi” ed “originali” che stanno ai lati del quadro del Martirio nella grande Cappella interna al Santuario di Trecastagni.
Materiale utilizzato: colla a caldo, nastro adesivo, carta, cartone. Con aggiunta di: abbondante fantasia, un bagaglio di creatività, entusiasmo a palate e soprattutto tanta, tanta fede. In cima impera l’immagine gloriosa di Alfio,Filadelfo e Cirino.
È questa la “piccola” ma “grande” candelora costruita da due fratellini davvero eccezionali: Giuseppe e Gabriele Sciacca, rispettivamente di otto e cinque anni.

Nel lockdown l’idea della candelora

“L’idea di costruire questa candelora è venuta a me l’anno scorso, durante il lockdown. – esordisce il piccolo Giuseppe – Non potendo frequentare la scuola e prima che iniziasse la DAD, mi annoiavo a starmene senza fare nulla. Così ho pensato di crearla facendomi aiutare da mio nonno Pippo e dal mio fratellino Gabriele. Mentre la costruivo ero molto emozionato; – continua Giuseppe – il pensiero di portarla qui al Santuario mi ha reso molto felice”.

Gli chiediamo perché abbia voluto creare e dedicare la candelora ai santi Martiri. Giuseppe risponde deciso e sicuro: “Perché nel mio cuoricino ho tanta fede per sant’Alfio e per i suoi fratelli e inoltre gli voglio bene. Per me loro rappresentano la mia forza.
Durante questo periodo così brutto e pesante ho chiesto a loro la grazia di far finire la pandemia e far guarire tutti i malati di Covid-19.  Così potremo finalmente togliere le mascherine e fare di nuovo la festa come due anni fa”.candelora di cartone e due piccoli autori di Trecastagni

Una candelora simbolo di fede di quattro generazioni

La dolce mamma Sara  si è fatta “tramite” nel trasmettere ai propri figli la fede attraverso una memoria innovativa e creativa. Perché, come ha fatto presente Papa Francesco durante una delle sue meditazioni mattutine nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, “trasmettere la fede non è dare informazioni, ma fondare un cuore!!!, fondare un cuore nella fede in Gesù Cristo e di riflesso nei Santi. Non si può trasmettere la fede in modo meccanico dicendo: prendi questo libretto, studialo e poi ti battezzo”. “No – ha insistito Papa Francesco – è un altro il cammino per trasmettere la fede: è trasmettere quello che noi abbiamo ricevuto”.

“Io, da figlia, ho tramandato la fede nei Santi Martiri ai miei figli, così come mio nonno ha fatto con mio padre e mio padre con me – spiega Sara. Nella mia famiglia da ben quattro generazioni ci si tramanda la fede nei Santi Fratelli”.

“Questa è la sfida di un cristiano – ha affermato Papa Francesco – essere fecondo nella trasmissione della fede. È la fede che va trasmessa di generazione in generazione, come un dono”. Ma sempre nell’amore della famiglia: “lì si trasmette la fede, non solo con parole, ma con amore, con carezze, con tenerezza”.

Giuseppe e Gabriele sostengono che la loro candelora è più bella di quelle portate in giro dai “grandi”. E crediamo fermamente che sia così perché nasce dalla spontaneità, dall’amore sincero per questi Santi Martiri che  aiutano a fare memoria degli interventi di Dio nella nostra vita, dei suoi passaggi, delle sue visite di grazia. Un amore che sgorga dal cuore di due bimbi.

Caterina Maria Torrisi

 

 

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