Europei 2020 / Saka, dagli insulti inglesi alla lettera

Una lettera significativa a Saka, tra le scorie immotivate seguite alla finale degli Europei di calcio 2020 di Wembley tra Italia e Inghilterra. Come dimenticare le cronache delle irriguardose espressioni razziste scritte su muri e social network ai danni del ventenne Bukayo Saka? I motivi? Principalmente due, secondo gli “illuminati” discriminatori da tastiera. Il primo: essere di origine nigeriana e pelle nera. Ma soprattutto, essersi fatto parare dal nostro Donnarumma l’ultimo rigore decisivo per l’Inghilterra, consegnano il torneo agli azzurri. Risultato? Una vera e propria valanga di odio nelle ore successive. Su di lui come su Rashford e Sancho, accomunati dall’errore dagli errori dal dischetto ma, soprattutto, dal colorito più scuro della mag.

Europei 2020 / Saka, dagli insulti inglesi alla lettera

Scimmia, torna in Nigeria”: paradossalmente è sembrato uno dei più “delicati” tra gli insulti finiti pubblicamente sul profilo di Bukayo Saka, da parte di piccoli uomini nei confronti un ragazzo di 19 anni che, per essere esatti, aveva avuto il coraggio di tirare l’ultimo rigore che il 99% degli inglesi, come i compagni, non avrebbe mai avuto il coraggio di tirare, vista la carica di aspettative riversate sul quel benedetto pallone persino dal primo ministro Boris Johnson. Cantavano “il calcio sta tornando a casa” nei giorni precedenti la finale, nel Regno Unito, ma, se questa doveva essere la patria del calcio, siamo felici che l’Italia abbia cambiato ancora i connotati del passaporto al pallone. Perché la partita si può perdere, la faccia no.

E questa, buona parte del Regno Unito, l’ha persa non solo quando i propri tifosi hanno fischiato l’inno italiano o hanno abbandonato lo stadio prima della premiazione degli avversari, o ancora quando i propri giocatori hanno tolto le medaglie subito senza rendere alcun onore ai vincitori. L’ha persa soprattutto quando questo giovane dell’Arsenal si è visto riversare addosso la frustrazione infantile di..

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