Even Healthcare di Matilde Giglio raccoglie 50 milioni di dollari e punta a espandere la propria rete ospedaliera. Trasformare la sanità privata da un sistema che remunera le prestazioni a uno che premia la salute delle persone. È questa l’idea alla base di Even Healthcare, la società fondata nel 2021 a Bangalore da Matilde Giglio, imprenditrice romana di 35 anni, insieme a Mayank Banerjee e Alessandro Ialongo.L’azienda ha recentemente ottenuto 50 milioni di dollari attraverso un finanziamento di Serie B che vede coinvolti alcuni dei nomi più importanti del venture capital internazionale. Tra questi figura Founders Fund, il fondo di Peter Thiel, che con questa operazione realizza il suo primo investimento in una startup indiana.
La raccolta porta il capitale complessivamente ottenuto da Even oltre quota 120 milioni di dollari. Nel frattempo, la valutazione della società è triplicata nell’arco di 18 mesi, confermando l’interesse degli investitori per un approccio alternativo all’assistenza sanitaria.
Even Healthcare di Matilde Giglio raccoglie 50 milioni di dollari
L’operazione è stata guidata da Khosla Ventures, investitore già presente nel capitale della startup e noto anche per il sostegno iniziale a OpenAI. Al suo fianco ha partecipato Alpha Wave, fondo specializzato negli investimenti di crescita. Tra gli altri protagonisti dell’operazione figurano Founders Fund e 8VC, fondo fondato da Joe Lonsdale, cofondatore di Palantir. Il coinvolgimento di questi investitori colloca Even all’interno di una rete finanziaria vicina ad alcune delle realtà più influenti nel settore tecnologico, tra cui SpaceX e Palantir.
Le nuove risorse saranno destinate soprattutto allo sviluppo delle infrastrutture sanitarie. Nei prossimi sei mesi l’azienda prevede di aprire cinque ulteriori ospedali a Bangalore, partendo dal quartiere di Indiranagar. Le nuove strutture si aggiungeranno alle due già operative, portando a sette il numero complessivo degli ospedali nella città. L’obiettivo è costruire una rete capillare, in modo che ogni iscritto possa raggiungere una struttura Even entro un raggio di cinque chilometri. Successivamente, il progetto dovrebbe estendersi alle altre principali città dell’India.
Un sistema sanitario che punta sui risultati
La particolarità di Even Healthcare consiste nel modificare gli incentivi economici che regolano il rapporto tra medici e pazienti.Nel modello tradizionale, una parte dei ricavi delle strutture sanitarie dipende dal numero di visite, esami e interventi effettuati. Even cerca invece di legare la remunerazione dei professionisti agli esiti delle cure, considerando parametri come i tempi di recupero, le nuove ospedalizzazioni e la soddisfazione dei pazienti.
L’assistenza non comincia con il ricovero, ma prosegue anche prima dell’insorgenza di una malattia. Attraverso accordi con le compagnie assicurative, la società offre controlli periodici, percorsi dedicati a patologie croniche come diabete e ipertensione e programmi specifici per condizioni come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).Gli iscritti possono inoltre contare su un medico reperibile 24 ore su 24 e su un’équipe che li segue durante il ricovero e nella fase successiva alla dimissione.I primi due ospedali della rete avrebbero già raggiunto la redditività, mentre il tasso di riammissione dichiarato dall’azienda è inferiore all’1%.
Anche la realizzazione delle strutture segue una logica di contenimento dei costi. Il primo ospedale, situato a Race Course Road, dispone di 70 posti letto ed è stato costruito in circa sei mesi, con un investimento di circa 4 milioni di dollari. Una cifra che, secondo i dati riportati dalla società, sarebbe sensibilmente inferiore ai costi necessari per realizzare strutture analoghe in mercati come quello statunitense, britannico o italiano.
Intelligenza artificiale per migliorare le cure
La tecnologia rappresenta un altro elemento centrale nella strategia di Even. L’azienda utilizza sistemi di intelligenza artificiale per supportare il lavoro clinico, controllare il rispetto dei protocolli e semplificare le attività amministrative. Gli strumenti digitali analizzano informazioni provenienti dalle cartelle cliniche, dagli esami diagnostici e dalle registrazioni delle procedure chirurgiche, con l’obiettivo di individuare eventuali scostamenti dalle linee guida mentre il paziente è ancora in cura.A questo si aggiungono assistenti vocali capaci di comunicare in oltre 60 lingue e dialetti indiani. I sistemi contattano i pazienti, ricordano loro le terapie da seguire, verificano l’andamento del recupero e contribuiscono a organizzare gli appuntamenti di controllo.
Altri strumenti automatizzano la preparazione di documenti sanitari, lettere di dimissione e richieste alle assicurazioni. In questo modo, secondo l’azienda, i professionisti possono ridurre il tempo dedicato alla burocrazia e concentrarsi maggiormente sull’assistenza.
I risultati e le prospettive di crescita
I dati comunicati dalla società mostrano risultati che, se confermati e confrontabili con gli standard di settore, potrebbero rappresentare un elemento importante per la sua espansione.Nel primo anno completo di attività, le riammissioni non programmate sarebbero rimaste al di sotto dell’1%, a fronte di valori compresi tra l’8% e il 15% indicati come riferimento per il settore. Le degenze sarebbero state ridotte del 40% e, nelle coorti chirurgiche monitorate, non sarebbero state registrate infezioni postoperatorie.
La società dichiara inoltre di aver seguito oltre 40.000 iscritti lungo il percorso di cura, dalla prima visita al rientro a casa, e di aver generato risparmi per circa 1,5 milioni di euro attraverso le attività di prevenzione in un anno.La base complessiva degli iscritti avrebbe superato quota 500.000, distribuiti in dieci città indiane, con una crescita triplicata nell’ultimo anno.
Un modello che potrebbe arrivare anche in Italia?
Sebbene la priorità di Even Healthcare di Matilde Giglio resti il mercato indiano, il progetto apre una riflessione anche sul futuro della sanità italiana. Prevenzione insufficiente, tempi di attesa, difficoltà nel reperire personale medico e invecchiamento della popolazione sono problemi che interessano entrambi i Paesi, pur in contesti economici e organizzativi molto diversi.Il modello sviluppato da Giglio propone una possibile alternativa per la sanità privata: superare la logica basata sull’aumento delle prestazioni e puntare su un’assistenza che riduca le complicazioni, migliori gli esiti clinici e accompagni il paziente nel tempo.
La sfida è dimostrare che questo approccio possa mantenere la propria efficacia anche su scala più ampia e in sistemi sanitari differenti da quello indiano. Per ora, la strategia dell’azienda rimane concentrata sull’espansione nazionale. Le nuove aperture a Bangalore rappresentano il prossimo passaggio di un progetto che ambisce a ridefinire il rapporto tra ospedali, professionisti e pazienti.
Sveva Adele Scocco
