Festival dell’Opera dei Pupi / Quando il sipario si apre, la Sicilia si racconta

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opera dei pupi ad Acireale

C’è un momento, poco prima che le luci si abbassino e il sipario si apra, in cui il tempo sembra fermarsi. È il respiro sospeso dell’attesa, il battito antico di una tradizione che continua a vivere attraverso il legno scolpito, le armature scintillanti e le voci dei pupari. Ad Acireale, quel momento si prepara a tornare ancora una volta nel weekend conclusivo della V edizione del “Festival dell’Opera dei Pupi”.

Dopo aver accompagnato il pubblico il 6-7 giugno, il 13 e 14  la rassegna dedicata a una delle più preziose eredità culturali della Sicilia si avvia verso il suo ultimo atto. Un appuntamento che, anno dopo anno, si conferma come evento culturale, ma anche come  rito collettivo capace di custodire e tramandare l’anima di un popolo.

Riconosciuta dall’Unesco tra i “Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità”, l’Opera dei Pupi continua infatti a incantare generazioni diverse, raccontando le gesta dei paladini, il coraggio, l’onore e il senso profondo dell’appartenenza. Tra piazza Alfio Grassi e il Teatro dell’Opera dei Pupi “Emanuele Macrì”, il festival ha riportato in scena non soltanto spettacoli, ma frammenti di memoria condivisa. Trasformando ogni rappresentazione in un ponte tra passato e futuro.

Con “Guerrin Meschino” i Fratelli Napoli chiuderanno il Festival

Fiorenzo Napoli
Fiorenzo Napoli

A chiudere questa quinta edizione sarà una delle compagnie più prestigiose della tradizione pupara siciliana: la storica “Fratelli Napoli” di Catania. Domenica 14 giugno, in piazza Alfio Grassi, il pubblico potrà assistere a “Guerrin Meschino”.  Un racconto epico intriso di avventura, ricerca e destino, che da decenni continua ad affascinare grandi e piccoli.

Ed è proprio nelle parole di Fiorenzo Napoli, pilastro della compagnia, che si coglie il significato più autentico di questa arte senza tempo. «Ogni volta che il sipario si apre è come far rinascere una serie di memorie, di insegnamenti che da bambini abbiamo coltivato ed amato. Per noi è un grande onore – e una grande responsabilità – portare avanti questa tradizione e cerchiamo ogni volta di farlo con una nuova forza».

Forse è questo il segreto dell’Opera dei Pupi: la sua capacità di rinascere ogni sera, uguale e diversa. Fedele alle proprie radici ma sempre pronta a parlare al presente. E mentre il Festival si avvia alla conclusione, resta la consapevolezza che certi patrimoni non appartengono soltanto alla storia. Vivono negli occhi stupiti dei bambini, nelle mani sapienti dei pupari. E nell’emozione di chi, davanti a quel sipario che si apre, continua a riconoscere il volto più autentico della Sicilia.

 

Federica Leonardi