Fiera / “Made in Italy”, pochi stand, pochi visitatori

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Made in taly

Nel cortile del collegio Santa Venera, sito nella barocca via Dafnica, arteria nevralgica del centro di Acireale, ha avuto luogo la fiera del Made in Sicily. Il cui intento, come facilmente si può intuire dal titolo, è la valorizzazione delle opere e dei prodotti tipici dell’isola.
Nel caso specifico si è privilegiato in special modo il lato artigianale e artistico.
Gli stand presenti erano sparuti; da una manifestazione titolata “fiera del Made in sicily”- già questa una contraddizione in termini, in quanto si sceglie per esprimerla l’inglese in luogo dell’italiano – ci si aspettava altro. Cioè stand più numerosi e uno spazio più ampio dove l’evento avrebbe dovuto svolgersi.

Appena entrati, ci  si para davanti un chiostro vuoto di compratori o semplici persone incuriosite. Pensavamo che, essendo le 16,30, la causa fosse  l’orario. Ma, parlando con un’artista presente, abbiamo appreso che la colpa non fosse ascrivibile all’ora pomeridiana. Il fabbro Vincenzo Caratozzolo, dall’alto dei suoi novant’anni, era presente alla fiera in quanto memoria storica dell’artigianato della via Dafnica. Ma a colpire i nostri occhi è stata Nancy. Non sapremmo dire se ci troviamo di fronte un’artigiana o un artista ma, incuriositi le rivolgiamo delle domande, spinti dalla modestia atipica per i protagonisti di fiere artistiche.

Non per cadere nel vuoto e scolastico gioco delle definizioni, ma lei si considera artigiana, artista o scultrice?

le statuine di Nancy
Le statuine di Nancy

Vedendo le piccole statue che ho realizzato qualcuno potrebbe chiamarmi scultrice, ma preferisco artista. Artigiano banalmente non rappresenta ciò che faccio, quindi artista o almeno è quello che provo a fare…

Le raffigurazioni qui esposte chi rappresentano: questi due sembrano essere Adamo ed Eva ma le altre?

Le prime sono indovinate, invece quelle altre raffigurano Atena, Polifemo, la maga Circe.  Quella realizzata stamane è il dio dei venti Eolo.

Un’ultima domanda: ci sono stati tanti visitatori?

Le cassatine
Le “cassatine”

Pochi, quasi niente. (Accennando con la mano).

Camminando tra gli stand merita un accenno una bancarella con prodotti in cera totalmente vegetale. E l’ultimo banco degno di nota è quello chiamato “Cassatina”. Qui tutti gli oggetti esposti e disposti modellavano le proprie forme e lineamenti sulla falsa riga del dolce palermitano. E la chicca era Sant’Agata riprodotta con tutti i particolari del martirio.

                                                                    Giosuè Consoli