“Datemi una matita in bocca e un quaderno davanti, vediamo quello che posso fare”. Con questa strana richiesta comincia la storia, in 69 quaderni boccascritti, che Nino Baglieri ci lascia sulla sua patologia, sul terribile incidente occorsogli, sulla sua ribellione verso la vita. Trasformati poi in un atteggiamento vitale colmo di gioia e di fervore per l’annuncio evangelico.
Chi è Nino Baglieri? È un tetraplegico di Modica, nato nel 1951, che all’età di 17 anni cade da un ponteggio e rimane paralizzato. Anzi peggio, non avverte nulla in nessuna parte del corpo, costretto pertanto a passare la vita su un letto in preda a profondi dolori.
Nino vive per la fede della madre, ma la vicenda lo getta nello sconforto e nella disperazione tali da isolarsi da ogni contesto sociale. E persino dai suoi familiari, divenuti a lui sgraditi.
Una ribellione umanamente vera, che osteggia la commiserazione, tragica perché senza speranza. Ma nella quale il Dio cristiano di Gesù Cristo scava il solco della vicinanza e della “risurrezione”, che per Nino non solo fu accettazione della malattia ma strumento per la conversione alla fede di chi egli accostava.
Il 24 marzo del 1978 la conversione cristiana è per lui una rinascita. E trasforma la sua vita in una missione gioiosa di evangelizzazione e di lode al Signore. Una vicenda paradossale che coloro ispirati dalla fede fanno fatica a discernere. E chi guarda con meno sentimento religioso coglie ugualmente la straordinarietà esistenziale della vicenda e la forza pedagogica che ne deriva.
Un fumetto nello stile manga
Stefano Fisco, giovane modicano, cresciuto “nelle medesime stradine dove Nino si è sbucciato le ginocchia” si cimenta in una narrazione originale ed artistica, nel fumetto “Nino maratoneta di Dio”.
E’ disegnato nello stile “manga”, i famosi fumetti giapponesi, in un rigoroso bianco e nero che esalta la trama essenziale ma completa. Le espressioni semplici attribuite al protagonista riescono, con straordinaria misteriosità, a giungere fino al cuore. Dove la fragilità che l’autore disegna, si specchia e incarna le fragilità di ciascuno.
Stefano Fisco, diplomato al Liceo artistico “Galilei-Campailla” di Modica e all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila in “Fumetto e Illustrazione”, racconta un nuovo eroe, come gran parte dei fumetti riescono a creare. Un eroe che, anziché seminare dolore e distruzione, li accoglie su di sé.
Nino non viene disegnato come il “santo della porta accanto”, per usare una frase di Papa Francesco. Disegno dopo disegno ci appare l’esempio di come la sofferenza rende umani anziché disumanizzare, il dolore fa spazio alla fede in Dio anziché allontanarlo.
Nino santificato dalla fede e dalla sofferenza
La vicinanza dell’autore al contesto in cui Nino Baglieri ha vissuto e l’approfondimento che ne ha fatto lo hanno abilitato a cogliere Nino come colui che ha santificato il letto e la sofferenza. Il suo letto, nel fumetto, diventa la croce, ma una croce gloriosa, perché chiunque andava a trovarlo nei suoi occhi vedeva la luce del Risorto.
Il fumetto sul Servo di Dio Nino Baglieri, per il quale è stata introdotta la causa di beatificazione, ripercorre un’antica arte di raccontare attraverso le immagini la storia dei santi. Un libretto da leggere e regalare, da interiorizzare. Perché lungi dalla frenesia delle storie social, dei reel e dei post, il ritmo slow del fumetto, la terminologia semplice ed essenziale, aiuta il lettore a riflettere, lo modella umanamente, lo stupisce. Tocca le corde del cuore e della mente per donare emozioni che non svaniscono dopo 7 secondi ma diventano stabilmente vita.
Emanuele Occhipinti
