Gran Premio di Monza: la storia di Kimi

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È ancora, sempre e solo AKA. A Monza Andrea Kimi Antonelli, il pilota bolognese della Mercedes rimonta, domina e fa la storia a Monza

Cala il sipario sulGP di Monza; e il tredicesimo appuntamento del calendario di questa stagione di Formula 1 regala alla folla rossa emozioni contrastanti e un giorno da ricordare come uno dei pezzi di storia più belli e importanti del motorsport italiano.

Alla vigilia del GP di casa, il dilemma per la folla rossa era solo uno: Kimi o le Ferrari? Chi vorremmo vedere sul gradino più alto del podio nel nostro Gran Premio casalingo: il ragazzino italiano leader del mondiale, il nostro predestinato o il 7 volte campione del mondo? Quando vogliamo sentire l’Inno di Mameli: prima, per il pilota, o dopo, per la scuderia? Tutte domande che sembravano aver già trovato una risposta all’inizio del weekend con una Ferrari velocissima il venerdì e Kimi costretto a cambiare la power unit e partire con una penalità. Ma tutti questi ragionamenti, le statistiche, le probabilità, la logica non contano a 300 km/h e, nel Tempio della velocità, Kimi ce lo ha dimostrato trasformando una gara da incubo in un pezzo di storia.

Game over Ferrari

Partiamo dai padroni di casa. Monza doveva essere il weekend della riscossa Ferrari. La SF-26 arrivava nel Tempio della Velocità con la nuova Power Unit ADUO 2, gli aggiornamenti specifici per il circuito di casa e un venerdì che aveva acceso l’entusiasmo dei tifosi con la doppietta nelle FP1 e un passo gara convincente. Già il sabato, però, i due piloti del Cavallino rampante fanno tornare i tifosi con i piedi per terra a causa della difficoltà anche solo ad entrare in Q3 con, alla fine, solo il quarto e quinto posto sulla griglia di partenza in un sabato che ha visto celebrare la..

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