Le costellazioni familiari…No, non lo sfondo di contemplazioni notturne in attesa delle stelle cadenti. Ma uno dei fenomeni più inquietanti e di sempre più ampia e pericolosa diffusione, dei tempi recenti.
Come indicato da una relazione al XIV Convegno internazionale dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE), svoltosi alla Fraterna Domus di Roma dal 25 al 30 settembre 2023, avente per tema “La pseudo-terapia delle “costellazioni familiari”: una sfida pastorale” (consultabile al link: https://www.aieinternational.it/la-pseudo-terapia-delle-costellazioni-familiari-una-sfida-pastorale),
Abbiamo chiesto di illustrarci le implicazioni di tale pratica a mons. Mario Torracca, esorcista della Diocesi di Catania; Missionario della Misericordia e Cappellano all’ospedale Cannizzaro di Catania.
Mons. Torracca in cosa consiste in realtà il ricorso alle presunte terapie delle costellazioni familiari?
Si tratta di pratiche collettive spacciate per terapeutiche, ma che non lo sono affatto, trovando origine culturale, antropologica e soprattutto rituale nell’animismo, nella divinazione e nell’esoterismo. Di tutto ciò infatti, le tecniche delle “costellazioni familiari” combinano e sviluppano le più tipiche modalità di svolgimento, con metodi e dinamiche che non hanno alcun fondamento scientifico e si innestano su un retroterra comune alla new age. Pillole ben confezionate con involucri suggestivi, ma in sostanza intrise di veleno diabolico offerto agli sprovveduti. Che a esse e ai loro dispensatori si accostano, sperando di liberarsi da patologie più o meno reali, situazioni o pulsioni. Ma pure spesso solo auto rappresentazioni, problematiche, in cui ritengono di versare, ma di cui finiscono per restare ancor più prigionieri. Col rischio, spesso concreto, di incorrere in ossessioni e vessazioni sataniche.
A chi può attribuirsi la nascita e lo sviluppo di tali pratiche?

Mentore il tedesco Bert Hellinger (1925-2019), un ex-prete cattolico che vivendo da missionario a contatto con le tribù Zulu del Sud Africa, ne mutuò il culto degli antenati, trasfondendone le credenze in verità di fede. Attratto pure dalla teosofia, dottrina esoterica e sincretica non scevra di connessioni massoniche, tanto cara a Hitler e ai suoi adepti da aver influenzato le concezioni su cui si fondava il nazismo.
Ridotto così allo stato laicale, abbandonò la fede cristiana dedicandosi allo studio della psicoanalisi in una prospettiva legata allo spiritismo, la magia e l’ereditarietà degli influssi malefici. Da ciò consegue la pretesa terapia di gruppo della “costellazione familiare” volta a sanare la trasmissione di colpe e sofferenze lungo l’albero genealogico. In una linea di continuità fra generazioni passate, presenti e future, che non ha, nè può avere, alcun riscontro scientifico.
Come si svolgono questi incontri pseudo-terapeutici?
Tale pratica si attuta in incontri nel corso dei quali il paziente descrive l’oggetto della sua afflizione fornendo al cosiddetto terapeuta che conduce la riunione, delle informazioni sui suoi trascorsi familiari. Comprese morti premature, suicidi, omicidi, malattie gravi, matrimoni precedenti, o rapporti con i figli o i fratelli ecc.
Dopo di ciò gli viene chiesto di scegliere fra i membri del gruppo terapeutico, degli estranei alla sua storia, che potrebbero “rappresentare” la maniera in cui sono percepite queste relazioni di sofferenza, esternandone a tutti il vissuto emotivo.
Il nucleo di tale dinamica consiste nel fatto che tali “attori” o “figure” affermano perfino di esprimere gli stessi sintomi e sentimenti che la persona da loro “recitata” avrebbe provato. E ciò anche se fosse deceduta, e pur non avendola amai conosciuta. Tale percezione è aiutata anche dalla disposizione “ramificata” dei presenti e dalla postura e dalle movenze adottate.

Alla fine, orientato dalle reazioni manifestate il terapeuta conduce l’evento, ove possibile, verso un quadro risolutivo in cui tutti possano ricoprire un posto che li faccia sentire bene all’interno del sistema familiare al centro della “terapia”.
Risultato attribuito alla “comunione di anime” che si instaura tra l’“attore” e il “rappresentato”, attraverso un interscambio di energia che viene raccolta, catalizzata e fatta convergere reciprocamente. Naturalmente l’eventuale mancato esito al tentativo di sciogliere questi legami familiari si ascrive a un irrigidimento dell’interessato o alla mancata sua intima propensione a farsi recettori di tali energie fluttuanti.
Quali esiti sono prospettati agli aderenti e a quali veri effetti ci si espone aderendo a tali pratiche?
Il miraggio presentato a quanti accedono a queste pratiche si prospetta come un progressivo ma sensibile miglioramento in vari ambiti delle loro relazioni sociali: in sede di rapporti familiari; in sede di rapporti professionali e lavorativi; in sede di ambiti formativi ed educativi.
Si susseguono però, sempre più frequenti, dopo iniziali presunti sintomi di miglioramento le testimonianze di quanti abbiano fatto ricorso a tali pratiche, o dei loro familiari, che attestano invece una progressiva sottoposizione a degli influssi negativi di chiara derivazione satanica
Da qui la necessità di un’attenta vigilanza e una corretta informazione a evitarne l’ulteriore diffusione.
Ringraziamo mons. Torraca raccogliendo la sua esortazione, facendola nostra ed estendendola a tutti.
Giuseppe Longo
