III domenica di Avvento / “Rallegratevi sempre nel Signore”

 

Chi non si è mai trovato a commentare qualche episodio della propria vita, con un’espressione sintetica ed efficace come «mai una gioia»? Davvero è diventato più che un modo di dire, più che uno slogan. Addirittura qualcuno potrebbe definire il «mai una gioia» come un mood, uno stile di vita! È vero, a volte sembra proprio che non ce ne vada una dritta.

Dentro queste affermazioni, però, troviamo almeno due aspetti: il primo aspetto dice il nostro insaziabile desiderio di felicità, il secondo mostra un’attesa di essa come di qualcosa concessaci dal “fato”, che subito dichiariamo ostile nel momento in cui non ci è concessa.

Arriva questa domenica, e la Messa di oggi ci dice: tu hai diritto a una gioia! Il cammino della liturgia, infatti, chiama questa terza domenica di Avvento «Gaudete», dall’imperativo latino dell’antifona d’ingresso. Mentre il mondo attende con ansia la venuta del Salvatore, la voce della chiesa attenua questa inquietudine invitando a rallegrarsi perché è ormai vicino il giorno del Signore. Quella gioia che desideriamo ricevere quasi passivamente non è anonima; è presente, va cercata.

Un personaggio famoso (Roberto Benigni) disse una volta: «A proposito di felicità, cercatela, tutti i giorni, continuamente, anzi chiunque mi ascolti ora, si metta in cerca della felicità, ora in questo momento stesso perché è lì, ce l’avete, ce l’abbiamo, perché l’hanno data a tutti noi, ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli, ce l’hanno data in regalo, in dote ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso quando lo nascondono, e molti di noi lo hanno nascosto così bene, che non si ricordano dove l’hanno messo, ma ce l’abbiamo, ce l’avete».

Prima di lui, «un uomo mandato da Dio» (Giovanni Battista) diceva che in mezzo a noi è già presente «uno che non conosciamo»: è il Signore.

Datti tempo per rallegrarti. Datti tempo per un sorriso. La felicità, la gioia vera, non quella passeggera di un momento, è lì in mezzo a te, devi solo attendere che germogli dopo aver irrigato la terra. «Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto: rallegratevi».

don Raffaele Stagnitta
vice direttore dell’Ufficio liturgico diocesano

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