In Aevum / Editoriale del prof.Rosario Musmeci sulla scuola cattolica in Italia oggi

Il n. 28 della fortunata nuova serie di ‘In Aevum’, rivista curata dal Consiglio Direttivo dell’Associazione degli ex-alunni dell’Istituto San Michele di Acireale, si apre con l’editoriale curato dal presidente dell’associazione, Ispettore P.I. prof. Rosario Musmeci; centrato sul tema ‘La scuola cattolica in Italia’, esso affronta la delicata problematica di una scuola, quella confessionale, che non ha sinora ricevuto il necessario concreto riconoscimento da parte dello Stato, benché in questi ultimi tempi qualche lieve segnale (leggasi ‘il parziale rimborso delle retta da parte dello Stato) lasci intravedere possibili positivi sviluppi in merito al tante volte discusso problema della libertà di scelta da parte delle famiglie circa l’istruzione da impartire ai figli.correttoIn aevum (488 x 711)

Nelle pagine della rivista si susseguono i contributi storico-culturali di docenti, alunni ed ex-alunni su svariate tematiche, il ricordo della prof.ssa Pinella Musmeci la quale, recentemente scomparsa, è stata per un decennio docente di discipline letterarie nell’Istituto, la riflessione del p. Alfio Cantarella su san Filippo Neri nel quinto centenario della nascita. Tra gli attuali alunni, doverosa citazione per una borsa di studio del valore di euro 200,00 in buoni libro, con giudizio unanime conferita a conclusione del corso diocesano di ‘Volontario dei Beni Culturali Ecclesiastici’, al giovane Sebastiano Mauro, discente della classe 3^ Liceo Scientifico dell’Istituto, con la motivazione di aver presentato un elaborato che, con un corretto approccio storico artistico, per un percorso ideale, corredato da bibliografia ed approfondite citazioni critiche, si sviluppa nel segno dell’arte pittorica di Pietro Paolo Vasta.

A corredo della rivista anche le pagine dedicate alla vita dell’Istituto che, a partire da quest’anno scolastico, su indicazione del Dirigente prof. Alfonso Sciacca, si sviluppava nel segno di una ‘cultura del Mediterraneo’, un bacino crocevia di storia e di cultura che non deve essere segno di profonda demarcazione tra i popoli delle diverse sponde, bensì deve avvicinare le varie controparti nel segno di un’auspicabile intensa collaborazione, perché la diversità è feconda di cultura. Tra le pagine della rivista, in proposito, anche il resoconto del preside Sciacca su tale problematica, di recente oggetto di una conferenza dell’on. prof. Salvo Andò nel salone-teatro dell’Istituto.

Nando Costarelli

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