“Non vedo l’ora” / Presentata con successo al “San Luigi” la raccolta di “Voci dalla pandemia” edita da “La Voce dell’Jonio”

Con entusiasmo, emozione ed anche tanto coraggio di mettere a nudo i propri sentimenti, martedì 23 giugno, come precedentemente annunciato e davanti ad un pubblico nutrito che ha sorpreso ogni aspettativa, ha avuto luogo la prima presentazione della raccolta di poesie intitolata Non vedo l’ora, edita da la Voce dell’Jonio, presso il cortile dell’Istituto S. Luigi di Acireale, luogo di cultura scelto per l’occasione non a caso.
Quante volte, durante il lockdown appena superato, abbiamo pronunciato o sentito dire la frase: “non vedo l’ora…”? Non vedo l’ora che quest’incubo finisca, non vedo l’ora di poter uscire all’aria aperta tutte le volte che voglio, non vedo l’ora di poter baciare ed abbracciare i miei cari, non vedo l’ora di poter tornare ad una vita normale. Se non lo abbiamo detto lo abbiamo sicuramente pensato e desiderato perché quello che abbiamo vissuto ci ha segnati dentro, ha segnato la storia e non ce lo scrolleremo di dosso tanto facilmente.
Da questa espressione popolare, dunque, è nata la voglia di raccogliere una testimonianza importante, di scrivere una pagina di storia che ci accomuna a quasi tutti gli Stati del mondo; un’iniziativa al momento unica nel nostro paese: una raccolta di poesie, che comunicano i pensieri, i sentimenti e le speranze che ci hanno accompagnato nei momenti più critici dell’ emergenza sanitaria appena attraversata.

Da sx: Rita Messina, Giuseppe Vecchio e Carmela Tuccari

E’ d’obbligo precisare che non si è voluto intenzionalmente indire un concorso perché ciò avrebbe significato scegliere e premiare qualcuno piuttosto che qualcun altro; la raccolta, invece, ha voluto mettere tutti sullo stesso piano: dal bambino di sette anni all’anziano ultra ottantenne, dallo studente  al disoccupato, al professionista, all’artigiano.
Il sentimento del poeta, infatti, non ha età e non appartiene ad alcuna specifica categoria sociale; così la collezione vuol lasciare un documento, sperando che sia irripetibile, testimone di un sentimento omogeneo di speranza che spesso è sfociato anche in preghiera e per questo ha assunto un valore ancor più positivo.
Alla presentazione, introdotta da fratel Celestino Rapuano, direttore dell’Istituto S. Luigi, e da Alfio Vecchio, presidente dell’associazione di volontariato “Orazio Vecchio”, hanno partecipato alcuni degli autori che hanno recitato le proprie opere con commozione e compiacimento, accompagnati dalle dolci note della chitarra del maestro Gesuele Sciacca.
Tra una serie di declamazioni e l’altra, Giuseppe Vecchio, direttore della testata la Voce dell’Jonio, palesemente orgoglioso e soddisfatto dell’iniziativa nonché della congrua partecipazione a questo primo evento del libro, ha abilmente coordinato gli interventi degli ospiti presenti.
Rita Messina, insegnate e giornalista, che ha curato la prefazione del libro, ha illustrato la struttura e la ricchezza della raccolta che conta 74 poesie, in stili diversi ma con un comune denominatore: reagire davanti a ciò che ci ha colti impreparati e ci ha imposto paura ed angoscia. La Messina ha voluto accostare il libro all’immagine di un baule, simile a quello che una volta si teneva in soffitta e che custodiva ricordi, stati d’animo, ricchezze e sentimenti; tutto quello che ci rivelano espressioni come: finirà l’inatteso…/ nebbie opache e silenzi fatti del respiro del tempo…/ leoni in gabbia che non ne usciranno perdenti…. Poesie brevi intense ed incisive, poesie più ampie e ricche di particolari, poesie dialettali, acrostici e onomatopee; in questo prezioso scrigno si percepisce il valore attribuito alle parole ed alla loro capacità di veicolare i messaggi dell’anima.
La poetessa Carmela Tuccari ha enfatizzato la qualità poetica degli scritti ammettendo che, se si fosse trattato di un concorso, avrebbe avuto grosse difficoltà a scegliere dei vincitori. Ha voluto sottolineare, inoltre, la

Le illustrazioni di Pina Di Bella

significativa partecipazione dei ragazzi che in questa occasione hanno messo da parte giochi elettronici e telefonini per dedicarsi alla poesia, hanno scelto di concentrarsi per vedere il positivo e la speranza. L’artista Pina Di Bella ha comunicato, invece, i suoi sentimenti attraverso tantissimi dipinti alcuni dei quali pubblicati all’interno della raccolta, altri esposti per l’occasione nel cortile dell’istituto. Per lei è intervenuta la figlia, la giornalista Maria Torrisi.

Mons. Antonino Raspanti

Ha concluso l’evento mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, condividendo l’esperienza personale di giornate brevi e convulse, a differenza dei molti che sono stati costretti a giornate lunghe e noiose tra le mura di casa. Tutto ciò lo ha portato inevitabilmente ad importanti riflessioni: situazioni estreme come quelle appena vissute assottigliano molto l’esteriorità e la doppiezza umana rendendo il cuore ed il pensiero più trasparente; aver avuto la possibilità di toccare con mano la morte che si avvicinava ci ha dato, in realtà, la possibilità di toccare con mano la vita dentro di noi e attorno a noi.

Cristiana Zingarino