Intervista / Alex Barbagallo, pilastro del bodybuilding di Acireale

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Per la rubrica La Voce della Salute abbiamo avuto il piacere di intervistare Alex Barbagallo, pilastro del bodybuilding di Acireale. Grazie alla sua esperienza ventennale in tale ambito, abbiamo aperto degli spunti di riflessione sullo stato attuale del settore del fitness, con un focus sulle questioni etiche relative all’uso del doping nel mondo del bodybuilding.

 Alex Barbagallo, pilastro del bodybuilding di Acireale

Da quanti anni sei attivo nel mondo del bodybuilding? Cosa ti ha spinto ad intraprendere questo percorso?

Io sono entrato nel mondo del bodybuilding nel 2005, quando ero ancora minorenne. Ho iniziato per gioco in sala pesi, perché fin da quando avevo 16 anni è sempre stata la mia passione. Dal momento in cui ho compiuto 18 anni è diventato un vero e proprio lavoro, quando ho completato il mio primo corso di spin bike aerobico, specializzandomi nei corsi fitness. Dopodiché ho iniziato a dedicarmi a tempo pieno alla sala pesi, nel 2008. In quegli anni i corsi fitness, specialmente le attività funzionali come il crossfit, hanno vissuto un vero e proprio boom. Ad ogni modo, nel corso degli anni ho sempre cercato di crescere e di specializzarmi nelle discipline più disparate – fit boxing, super jump, step coreografico, aerobica – ma la sala pesi è sempre stata una costante nella mia vita. Ho lavorato in tantissime palestre e nel 2016 ho finalmente aperto la mia prima palestra.

Hai avuto la fortuna di crescere sotto l’ala di Santo Mascali, una figura leggendaria del bodybuilding acese e non solo: che ruolo ha avuto nella tua formazione?

Santo è stato sicuramente un grande bodybuilder, che ad Acireale ha fatto davvero la storia. È stato uno dei primi ad aprire una palestra – la Gold Gym in Via Lombardia. Ha avuto un percorso un po’ rocambolesco, fino a quando ha aperto la storica New Fitness World. Di lì sono passati quasi tutti gli istruttori e personal trainer di Acireale, quindi Santo è stato uno dei primi “formatori” per quanto riguarda il bodybuilding acese. 

Nel 2006, vedendomi così appassionato al mondo del bodybuilding, mi chiese se fossi interessato a lavorare per lui: inizialmente ero un po’ spaventato, perché non ero sicuro di essere in grado di svolgere questo lavoro. Ma nel 2008 mi sono finalmente convinto ad iniziare questo percorso, grazie anche a Santo che per me è stato una vera e propria fonte di ispirazione, una sorta di secondo “padre” che mi ha aiutato a superare molte delle mie insicurezze iniziali e a concentrarmi sempre sul lato positivo delle cose.

Alex Barbagallo, pilastro del bodybuilding di Acireale
Pensi che ci sia stata un’evoluzione del bodybuilding a partire dal periodo post-COVID?

Direi di sì, un’evoluzione c’è sicuramente stata. Il periodo immediatamente successivo alla fine della pandemia era ancora contrassegnato da una certa paura nella gente, che si era quasi “abituata” ad allenarsi a casa da sola o all’aperto nelle grandi piazze. Quindi, inizialmente, le palestre hanno subito un contraccolpo abbastanza importante. Tuttavia, quando le persone hanno iniziato a superare questa sorta di “paura”, le palestre hanno avuto un vero e proprio boom di iscrizioni, dovuto anche al fatto che le persone, chiuse in casa per un lungo periodo, erano desiderose di ricominciare a muoversi e a stare in salute. In quel periodo, inoltre, anche i social hanno iniziato a dedicare uno spazio sempre maggiore al bodybuilding e questo fattore ha sicuramente contribuito a far avvicinare tantissimi giovani al mondo della palestra.

Lo sviluppo delle grandi catene del fitness – ad esempio FitActive che ad oggi conta cinque sedi solo in Sicilia e altre quattro in arrivo – può avere un impatto sulle palestre convenzionali?

Sì, io credo che queste grandi catene abbiano un impatto notevole, e nel corso di 5/6 anni si prevede che possano crescere ancora di più nel nostro territorio. Per le piccole e medie palestre rappresentano di certo un problema, perché le grandi catene propongono abbonamenti a prezzi molto vantaggiosi che una palestra più piccola chiaramente non può permettersi, a causa di prezzi di gestione totalmente differenti.

Pensi che ci sia una disparità tra lo sviluppo del settore del fitness al Sud rispetto al resto d’Italia? Se sì, quali sono i motivi secondo te?

Secondo me noi qui siamo penalizzati principalmente per un motivo, relativo al fatto che in Sicilia si fa poca formazione. Ci sono pochi corsi di aggiornamento e gli enti principali, insieme ai personal trainer più rilevanti, tendono a svolgere la propria attività al Nord, dove ci sono interessi maggiori in termini economici e di visibilità. Io stesso, quando in passato ho fatto i miei corsi di formazione, ho sempre dovuto lasciare temporaneamente la Sicilia; oggi, chiaramente, il digitale offre la possibilità di partecipare a questi corsi anche tramite videoconferenze, ma un certo divario continua ad esserci anche oggi.

sostanze dopantiIl bodybuilding, specialmente ad alti livelli, deve fare i conti con annose questioni etiche relative all’uso di sostanze dopanti: qual è la tua opinione a riguardo? Pensi che il gioco valga la candela?

Il tema del doping è sicuramente la questione più in voga nel mondo del bodybuilding al giorno d’oggi. Il settore si è un po’ “macchiato” ultimamente proprio perché sono sempre di più le persone che fanno uso di queste sostanze. Io ricordo che tanti anni fa si provava “vergogna” anche solo nel possedere un semplice barattolo di proteine in polvere, mentre oggi già in età adolescenziale i giovani sono esposti ai fisici che vedono sui social e si sentono quasi in dovere di raggiungere quella “perfezione”, senza sapere che dietro si nasconde spesso l’uso di sostanze nocive per la salute.

Il problema è che oggi tante persone fanno uso di doping anche al di fuori dell’agonismo, senza essere davvero consapevoli dei rischi ai quali si va incontro. La mia speranza è che si possa tornare a vivere il mondo del bodybuilding in maniera naturale e pulita da queste sostanze, soprattutto per chi non ha intenzione di intraprendere un percorso agonistico.

Che consigli daresti ai tanti giovani che si approcciano per la prima volta al mondo del bodybuilding?

Il primo consiglio che dò sempre ai ragazzi, a prescindere che vogliano intraprendere un percorso agonistico o meno, è avere pazienza. Il bodybuilding, la sala pesi, la cultura fisica hanno alcune prerogative: tanto sacrificio, un’alimentazione sana, una corretta integrazione, il riposo, l’allenamento. Non si tratta, quindi, semplicemente di iscriversi in palestra, ma di seguire un iter ponderato che può durare anche 6 mesi, 8 mesi, un anno. Non bisogna avere l’ossessione di raggiungere un certo tipo di fisico in poco tempo, ma di fare un percorso con tanta pazienza da cui poter trarre dei benefici a lungo termine per la nostra salute.

Alessandro Puglisi