Intervista / Conci Gulino, una vita fatta di strade che si incontrano

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Conci Gulino

Dalla moda allo sport, dal benessere alla psicologia, dal turismo agli eventi… Un percorso professionale quello di Conci Gulino – presidente della Runway Communication Grandi Eventi – che nella  sua varietà trova la sua ricchezza. Una carriera iniziata giovanissima, a soli 17 anni, e costruita attraverso esperienze apparentemente diverse, che nel tempo hanno finito per plasmare la donna forte e tenace che è adesso.
Classe 1964, oggi Conci è una professionista con una formazione ampia e trasversale nonché membro della giuria della quarta edizione del Sikania Film Festival. La rassegna cinematografica dedicata ai cortometraggi, che si è tenuta lo scorso 4 ottobre 2026 al Teatro Sangiorgi di Catania.
Un nuovo tassello, dunque, di una storia professionale nella quale, come racconta lei stessa, «nulla di quello che ho fatto è stato fuori percorso».locandina Sikania film festival

Conci Gulino, qual è stato il momento che considera più importante nella sua crescita professionale?

Mi sono confrontata con realtà professionali molto diverse, ma non ho mai perso di vista il mio orizzonte. Il mio percorso, infatti, è un po’ come due rette parallele: da una parte la moda, la bellezza, gli eventi e la comunicazione, dall’altra lo sport, il benessere, la psicologia e la formazione. Forse la cosa più importante della mia crescita professionale è stata proprio questa: capire che le esperienze non si cancellano quando inizi qualcosa di nuovo. Si sommano. E alla fine diventano parte di quello che sei.

Nel suo percorso ha affrontato numerosi cambiamenti, entrando in settori anche molto diversi tra loro. Cosa l’ha spinta, ogni volta, ad accettare nuove sfide?

In realtà non mi sono mai vista come una persona che cambia strada. Ho sempre continuato a percorrere la mia strada, semplicemente aggiungendo nuovi pezzi. La moda è stata il mio primo grande mondo. Poi è arrivato lo sport, il benessere, il turismo, la psicologia, gli eventi… Per esempio, quando sono entrata nel turismo e ho ricoperto per 21 anni il ruolo di responsabile degli aeroporti di Catania e Palermo per Alpitour e Francorosso, ho imparato tantissimo sulla gestione, sull’organizzazione, sulle persone e sulle relazioni. Tutte competenze che poi ho ritrovato in altri ambiti del mio lavoro.Conci Gulino 2

Il suo percorso di formazione è davvero ampio: dalle Scienze Motorie alla psicologia, passando per il benessere, la mindfulness e il coaching. Da dove nasce questa continua voglia di studiare e di mettersi in gioco?

Dico sempre che ho una grande, grandissima fame di sapere. Sono partita dall’ISEF, poi sono arrivate la laurea in Scienze Motorie,  la magistrale del benessere e la tutela della salute, la psicologia, la Mindfulness, il coaching della nutrizione, il beauty, la dermopigmentazione e tanti altri percorsi… Il corpo, la mente, il benessere, l’immagine, le emozioni e le relazioni sono tutti collegati… E più studiavo, più mi rendevo conto che una competenza completava l’altra.

Ha lavorato a stretto contatto con importanti personalità del mondo dello spettacolo, della televisione, della politica e dello show business. C’è un incontro o un’esperienza professionale che ricorda con particolare affetto e che ha lasciato un segno nel suo percorso?

Ho avuto la fortuna di incontrare e lavorare con tantissime persone importanti, anche grazie a un lavoro che mi ha portata in giro per il mondo. Ma, sinceramente, più che un nome famoso, quello che ricordo sono le persone. Perché dietro un personaggio, dietro un volto televisivo o dietro una persona che tutti conoscono, c’è sempre un essere umano.

Com’è riuscita a conciliare nel tempo il difficile ruolo di moglie e madre imprenditrice?

Conciliare il ruolo di moglie, madre e imprenditrice non è stato un esercizio di incastri perfetti, ma un atto d’amore totale, coraggioso e condiviso. Il vero segreto non è stato separare i mondi per proteggerli, ma aprire le porte della mia vita professionale e farvi entrare la mia famiglia, abbattendo ogni barriera tra il dovere e gli affetti

Il Sikania Film Festival 

A completare questo percorso quest’anno è arrivata anche l’esperienza al Sikania Film Festival, dove Conci Gulino è stata chiamata a ricoprire il ruolo di giurata nella quarta edizione della manifestazione.Conci Gulino 3

Che cosa ha significato per lei essere stata scelta come giurata di questa quarta edizione?

È stata una bella soddisfazione e anche una grande responsabilità che ho preso molto seriamente. Sono orgogliosamente catanese DOC, “marca elefante”, come amo dire scherzando, anche se il mio lavoro mi ha resa cittadina del mondo. Per questo sono stata particolarmente felice di aver partecipato a un’iniziativa che valorizza il cinema, i giovani talenti, la creatività e il nostro territorio.

Il suo percorso è quindi un invito a non smettere mai di mettersi in gioco.

Per concludere quale consiglio sente di poter dare alle donne che hanno un sogno, un’idea o una nuova strada da intraprendere, e non trovano ancora il coraggio di fare il primo passo?

Direi di non avere paura di seguire strade diverse, perché non è detto che siano strade separate. La mia esperienza mi ha insegnato proprio questo: puoi avere passioni, competenze e interessi diversi e, con il tempo, scoprire che sono tutti pezzi della stessa persona. A volte una strada si interrompe, un’altra prende il sopravvento, poi magari dopo anni si ricongiungono. E quando succede, ti rendi conto che niente è stato inutile.

E forse è proprio questa la chiave per leggere il percorso di Conci Gulino: non una successione di vite professionali diverse, ma un’unica strada costruita passo dopo passo, esperienza dopo esperienza. Una strada nella quale moda, bellezza, sport, formazione, benessere, comunicazione e relazioni non si sono mai davvero contraddetti, ma hanno contribuito a formare una grande e dinamica professionista.

A chiusura del suo racconto, Conci ci affida un pensiero che sembra riassumere perfettamente la sua filosofia: «I dettagli fanno la perfezione, ma la perfezione non è un dettaglio».
Perché, come spiega, sono proprio i dettagli, gli incontri, le esperienze e tutto ciò che si impara lungo il cammino a costruire la persona e la professionista che si diventa.

 

Federica Leonardi