Intervista / Don Arturo Grasso, neo parroco di Maugeri: “Dialogo e porte aperte per accogliere”

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Don Arturo Grasso

Classe 1985, originario di Acireale, tifoso dell’Acireale e oggi parroco a Maugeri. Una vita segnata dalla passione per gli studi, per la terra e per la comunità, fino alla chiamata al sacerdozio. Incontriamo don Arturo Grasso per parlare del suo cammino umano e spirituale.

Padre, partiamo dalle sue origini. Com’è cresciuto e quale percorso di studi ha seguito prima di entrare in seminario?

Sono nato il 16 gennaio 1985 a Catania, ma le mie radici sono ad Acireale, dove sono cresciuto e dove ho frequentato il Liceo Classico Gulli e Pennisi. Dopo il liceo ho scelto di proseguire gli studi laureandomi in Scienze e Tecnologie Agrarie: la terra, i suoi ritmi e la sua bellezza mi hanno sempre affascinato.

Quando è maturata la vocazione e come è proseguito il suo cammino di formazione?

La vocazione è maturata lentamente, negli anni della giovinezza, grazie a incontri significativi e alla vita di comunità. Ho iniziato gli studi di Teologia a Catania, completandoli poi con l’indirizzo Pastorale a Palermo. È stato un percorso intenso, che mi ha preparato umanamente e spiritualmente al ministero sacerdotale. Sono stato ordinato sacerdote il 6 luglio 2017.

Don Arturo Grasso, oggi è parroco a Maugeri. Come è avvenuto questo passaggio?Don Arturo Grasso parroco di Maugeri

Ho iniziato ufficialmente il ministero da parroco a Maugeri il 21 ottobre, con una nomina che decorre dal primo settembre. Entrare a far parte di questa comunità è stata una grande emozione: ogni nuovo inizio porta con sé responsabilità, certo, ma anche una gioia profonda.

Può raccontarci qualcosa del suo percorso di vocazione?

Il mio percorso vocazionale è maturato nel tempo: dall’amore per la terra come agronomo al desiderio profondo di servire Dio e le persone come sacerdote. Anche l’esperienza nel giornalismo mi ha aiutato a osservare la realtà con attenzione e a raccontarla con verità, elementi che oggi arricchiscono il mio ministero.

Quali aspetti del ministero sacerdotale sente più vicini alla sua personalità?

Mi sento particolarmente vicino a quegli aspetti del ministero che richiedono di leggere i fatti con realismo e di interpretare i segni dei tempi. Credo che il sacerdote debba saper ascoltare ciò che accade e accompagnare la comunità con lucidità e speranza.

Qual è stata la sua prima impressione quando è arrivato nella nuova comunità?

La mia prima impressione è stata molto bella: una comunità piccola nelle dimensioni, ma viva e ricca di energie. Ho percepito subito un forte senso di appartenenza e di partecipazione.

C’è qualcosa che l’ha colpita particolarmente nei primi giorni?Don Arturo Grasso celebra messa

Nei primi giorni mi hanno colpito in modo speciale l’accoglienza calorosa e la disponibilità delle persone. Ho sentito un clima familiare che mi ha fatto sentire subito a casa.

Come sta vivendo questo momento di cambiamento?

Lo sto vivendo con grande serenità. Non ci sono stati traumi: c’è piuttosto la gioia di mettermi a servizio in una realtà nuova, con fiducia e gratitudine.

Don Arturo Grasso, ha in mente progetti per giovani, famiglie ed anziani?

Ho certamente in mente dei progetti per giovani, famiglie e anziani, ma desidero che tutto nasca dall’ascolto. Prima di proporre, voglio conoscere i bisogni, i desideri e le fragilità di ciascuno, insieme ai punti di forza del territorio.

Come pensa di favorire una maggiore apertura verso chi è lontano dalla Chiesa?

Credo che il primo passo sia molto concreto: tenere le porte sempre aperte, nel senso fisico e simbolico. E poi dialogare con tutti, senza giudizi, offrendo uno spazio in cui sentirsi accolti.

Cosa le piace fare nel tempo libero?

Nel tempo libero mi piace dedicarmi al collezionismo e all’agricoltura. Sono passioni che mi rilassano e che custodisco da molti anni.

C’è un libro, un santo o una citazione che la ispira e che le va di condividere con noi?

Tra le fonti di ispirazione che porto nel cuore c’è la frase di San Francesco di Sales: “Cor ad cor loquitur” — “Il cuore parla al cuore”. È un invito a comunicare con autenticità e dolcezza, come dovrebbe fare ogni cristiano.

Concludendo l’incontro, resta la sensazione di un sacerdote che vive il suo ministero con autenticità e fiducia. Don Arturo guarda al futuro con il desiderio semplice e profondo di camminare accanto alla comunità, ascoltandola e crescendo con essa.
A Maugeri, ogni giorno diventa così un nuovo passo in una storia condivisa, fatta di accoglienza, speranza e cuori che imparano a parlarsi.

 

Federica Leonardi