Come nacque il libro «L’uno specchio all’altra»
La nascita del libro L’uno specchio all’altra non è il risultato di un progetto pianificato, ma di una scoperta avvenuta quasi per caso. In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Maria, l’idea iniziale era semplicemente ristampare il volume del 1988 Una vita come uno specchio. Durante il controllo degli originali, però, emerse una realtà molto diversa da quella immaginata: non una raccolta delle sole lettere di Maria, ma un ricco e completo carteggio tra Maria e Orazio, nel quale le lettere di lui erano persino più numerose. Questa scoperta cambiò radicalmente il progetto editoriale, aprendo la strada alla realizzazione di un’opera completamente nuova.
La decisione di pubblicare il carteggio integrale
Di fronte a un materiale tanto prezioso, nacque un confronto tra i curatori sull’impostazione del nuovo volume. Dopo alcune prove di montaggio delle prime lettere, risultò evidente che il dialogo epistolare funzionava perfettamente nella sua successione naturale. A rafforzare questa convinzione contribuì anche l’intervento di Pippo Contarino durante la commemorazione pubblica del febbraio 2010. Ignaro del lavoro già avviato, concluse il suo discorso auspicando la pubblicazione integrale del carteggio, definendolo di grande interesse e affidando simbolicamente ai figli il compito di renderlo disponibile ai lettori.
L’uno specchio all’altra: il lungo lavoro di trascrizione e preparazione del libro
Accolta la sfida, iniziò un accurato lavoro di trascrizione, selezione e revisione. Non mancarono dubbi legati alla riservatezza e all’opportunità di pubblicare lettere così personali. Tuttavia, la prima necessità era preservare il contenuto del carteggio, indipendentemente dalla sua futura destinazione. Il lavoro fu suddiviso tra lettura, copiatura, ordinamento cronologico e verifica finale. Dopo una revisione condivisa dell’intero materiale, il manoscritto fu preparato per la stampa, resa possibile anche grazie alla preziosa collaborazione di Carmela Lo Mastro.
Una struttura essenziale che valorizza le lettere
Il volume presenta le lettere in rigoroso ordine cronologico, senza commenti, note o spiegazioni. Questa scelta editoriale punta a lasciare spazio esclusivamente alle parole dei due protagonisti, evitando qualsiasi interpretazione esterna. Solo alcune lettere appartenenti al cosiddetto “canale di casa” sono state inserite per evidenziare la differenza di tono rispetto alla corrispondenza più intima. L’assenza di apparati critici potrebbe sorprendere, ma rappresenta una precisa scelta narrativa: la forza del dialogo tra Maria e Orazio è tale da non richiedere ulteriori mediazioni.
Il valore umano del carteggio
L’interesse principale del libro non consiste tanto nella ricostruzione degli eventi storici o familiari, quanto nell’osservazione della crescita personale e spirituale dei due corrispondenti. Attraverso le lettere emerge il modo in cui ciascuno affronta la realtà, interpreta le difficoltà quotidiane e costruisce il rapporto con l’altro. Anche senza conoscere l’identità di tutte le persone citate o il contesto di ogni episodio, il lettore riesce a seguire l’evoluzione delle loro personalità e della loro relazione, elemento che rappresenta il vero cuore dell’opera.
Un libro impegnativo ma sorprendentemente coinvolgente
La mole del volume può impressionare, ma la lettura risulta spesso dinamica e ricca di interesse. Tra le pagine si segue il percorso universitario di Maria fino alla laurea, così come la vita quotidiana di Orazio durante il servizio militare, tra corsi di alfabetizzazione, studio delle lingue straniere, parole crociate e continue letture. Il ritmo delle lettere restituisce uno spaccato autentico della loro quotidianità, trasformando il carteggio in un racconto vivo e spontaneo.
Elementi editoriali aggiunti
Per rispettare l’autenticità della corrispondenza, gli interventi editoriali sono ridotti al minimo. La copertina riproduce una fotografia legata a un episodio richiamato nelle lettere, mentre in apertura e chiusura del volume trovano spazio quattro autografi originali: due lettere iniziali e due finali, una per ciascun autore. Nelle lettere di Maria compaiono anche alcuni segni lasciati da Orazio durante la preparazione del precedente volume, testimonianza concreta del lavoro svolto negli anni sulla documentazione originale.
Due stili di scrittura profondamente diversi
Uno degli aspetti più affascinanti del carteggio è il diverso stile epistolare dei protagonisti. Le lettere di Orazio sono spesso spontanee, scritte senza particolare attenzione alla punteggiatura o alla forma grammaticale, caratteristica che restituisce grande immediatezza ma talvolta rende la lettura più impegnativa. Maria, al contrario, utilizza una scrittura ordinata, elegante e sempre equilibrata. Anche nei momenti più concitati mantiene chiarezza espressiva e precisione linguistica, offrendo pagine di notevole piacevolezza.
Come leggere un carteggio così particolare
A differenza di un normale scambio epistolare, le lettere non seguono sempre un dialogo lineare. La frequenza con cui Maria e Orazio scrivevano faceva sì che più lettere si incrociassero prima di ricevere risposta. Per questo motivo un argomento introdotto in una lettera può trovare risposta diverse pagine dopo. Alcune numerazioni apposte dagli stessi autori aiutano a orientarsi, ma anche loro faticavano a mantenere un ordine perfetto. L’impaginazione facilita comunque la lettura distinguendo visivamente le lettere di Maria da quelle di Orazio attraverso margini differenti.
I riferimenti familiari presenti nel libro
Nel testo compaiono numerosi riferimenti a familiari e conoscenti che restano volutamente poco approfonditi. Alcuni esempi sono Neddu, fratello minore di Orazio prigioniero in Africa durante la guerra; Peppina, una delle sorelle; la zia Saridda, residente a Roma; e la piccola Anna, la cui morte viene raccontata con intensa partecipazione da Maria. Questi richiami rappresentano semplici tracce della vita quotidiana dei protagonisti e contribuiscono a rendere ancora più autentico il racconto, senza interrompere il flusso della corrispondenza.
Un invito a lasciarsi guidare dalle lettere
Il modo migliore per affrontare la lettura del libro L’uno specchio all’altra è seguire il flusso naturale della corrispondenza, senza cercare continuamente spiegazioni esterne. Pagina dopo pagina emerge una relazione costruita con pazienza, sincerità e rispetto reciproco, nella quale ciascuno conserva la propria identità pur crescendo insieme all’altro. È proprio questa corrispondenza profonda, maturata lettera dopo lettera, a rappresentare il vero valore del volume e il motivo per cui il carteggio continua ancora oggi a offrire un’importante testimonianza umana e spirituale.
Articolo tratto dalla relazione tenuta in occasione della presentazione del libro, il 25 giugno 2011 da Sebastiano Vecchio, quinto dei sei figli.
