Libri / “Gli uccelli raccontano Francesco”. A Santa Venerina la presentazione il 4 ottobre

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libro su San Francesco sezione di copertina

Domenica 4 ottobre 2026, alle ore 19.30, nella chiesa Madre “Santa Venera” di piazza Roma a Santa Venerina, sarà presentato in anteprima “Gli uccelli raccontano Francesco”, con testo di Pippo Scudero e disegni di Barbara Sgroi, pubblicato da La Voce dell’Jonio.

L’incontro, promosso dalla Collaborazione Pastorale “Santa Venerina Centro”, sarà introdotto da Giuseppe Vecchio, direttore de La Voce dell’Jonio, e moderato dal parroco don Orazio Tornabene. Interverranno i due autori. L’attore Stefano Francesco Russo darà voce ad alcuni brani; la serata sarà allietata dalle musiche e dalle parole di Gesuele Sciacca e dalla voce di Daniela Greco.

In conclusione, sarà eseguita San Francesco, canzone composta da Gaetano Russo, tornato alla casa del Padre, e interpretata dai suoi familiari.Copertina

Nato da un’idea di Mimmo Lazzarino, raccolta e sviluppata da Scudero, il libro propone un modo originale di avvicinarsi al “Poverello d’Assisi”. Sono gli uccelli a raccontare Francesco, attraverso ciò che hanno visto e ascoltato durante i loro voli. La narrazione prende spunto dalla celebre predica agli uccelli. Quasi un anno dopo quell’incontro, essi tornano nella stessa radura e, in assenza di Francesco, si scambiano i ricordi degli incontri avuti con lui.

Un falco racconta di un cammello appesantito dalle ricchezze, un pappagallo ricorda la pazienza di Francesco verso un uomo balbuziente, un passero lo osserva tra i gigli, una rondine mentre comunica a gesti con una donna. Sono piccoli racconti uniti da gesti di ascolto, fraternità, accoglienza e condivisione.

La Gazza
La Gazza. Dando si riceve

Particolarmente suggestivo è l’episodio della gazza, che arriva nella radura con i suoi piccoli oggetti scintillanti. L’uccello racconta di avere visto Francesco in un vicolo insieme a un uomo dall’aspetto poco rassicurante, con un grosso sacco sulle spalle. Francesco, che porta con sé soltanto qualche pezzo di pane secco, gliene offre un po’. L’uomo tenta di ricambiare donandogli un prezioso vaso d’argento, ma Francesco rifiuta.

L’uomo allora svuota il sacco e restituisce, casa per casa, tutti gli oggetti preziosi che contiene. Tornato da Francesco, si inginocchia davanti a lui. La gazza scorge improvvisamente un bagliore e crede che provenga dall’oro: a brillare, invece, sono gli occhi dell’uomo.

La scena produce un’ulteriore trasformazione: anche la gazza riprende i suoi cocci luccicanti e li riporta dove li aveva trovati. L’esempio genera così altro esempio, senza bisogno di parole.

Il volume si apre con la prefazione di mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona. La postfazione, a cura di fra’ Massimo Fusarelli, ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori, individua nella “leggerezza” uno dei fil rouge dei racconti: «liberarsi da ciò che appesantisce permette, metaforicamente, di tornare a volare». Le illustrazioni di Barbara Sgroi traducono, poi, in immagini significative questa peculiare visione di Francesco, osservato attraverso gli occhi delle creature.

L’appuntamento di domenica 4 ottobre diventa così un’occasione per riscoprire Francesco, attraverso lo sguardo degli uccelli e la forza semplice del suo esempio. Un invito a condividere, nel giorno della festa di San Francesco, un’agape di fraternità, accoglienza e ascolto, lasciandosi attraversare dalle emozioni di un racconto raro e tenero, lieve come una carezza del pensiero francescano.

È l’occasione per ascoltare un prezioso messaggio d’amore che valica il tempo e supera limen, continuando a parlare all’uomo e al prossimo. L’amore e la pace custoditi nel cuore non conoscono, invero, distanze né stagioni e, come il volo degli uccelli che raccontano Francesco, continuano a portare lontano un messaggio eterno di fraternità.

                                                                                 Luisa Trovato