
Ma la magìa esiste? Esiste certamente, secondo Rita Messina, autrice del libro Prima che il sole tramonti: “Esiste – come si legge nel risvolto di copertina – se viene creata nella faticosa e impegnativa realtà di ogni giorno; esiste se una nipote ripensa alla nonna Rita e alla vita felice trascorsa insieme con lei”.
Rita l’americana: una vita di peripezie tra la Sicilia e l’America
Ed ecco spiegato il sottotitolo: Storia di Rita l’americana. È la storia che in questo libro ricostruisce l’autrice, Rita come la nonna, che con lei ha vissuto la sua vita fino al matrimonio. E ne ha condiviso la stanza e annotato su dei fogli i racconti che giorno dopo giorno le faceva la nonna. È così che Rita junior ha trascorso l’infanzia, l’adolescenza, gli anni della scuola e dell’università. Con tutto ciò che un giorno dopo l’altro la vita offriva a lei, alla nonna, alla famiglia. Da quei foglietti, che a un certo punto sono stati pure condivisi con la nonna, è nata l’idea di questo libro. Che è l’opera prima di Rita Messina, laureata in Lettere, docente, giornalista, sposa e mamma.
Rita, con il suo abituale garbo e sempre con il sorriso sulle labbra, ha parlato di questa nonna che ha costituito una quotidiana figura di riferimento nella sua vita, confermando di essere stata fortunata per le persone con cui è vissuta. Ha pure evidenziato che c’è un alone di mistero in questa nonna, figlia di Eugenio e Venera, originari di Sant’Alfio ed emigrati agli inizi del Novecento in America.

Rita e la malinconia mai sopita per l’assenza del padre
La piccola Rita nacque proprio in America, a Filadelfia, dopo quattro figli maschi (Leonardo, Salvatore, Mario e Orazio). E questo le valse l’appellativo di “americana”, dopo che lei con la mamma ed i fratelli tornarono in Sicilia, stabilendosi prima a Santa Maria Ammalati e poi ad Acireale.
Il padre Eugenio rimase in America, perché la signora Venera aveva intenzione di tornare in America, ma questo non avvenne mai. E Rita sentì per tutta la vita la mancanza del padre, insieme con il cruccio di non aver mai trovato il coraggio e l’occasione giusta per andare a trovarlo.
La narrazione, articolata in capitoli brevi e ben impostati, scorre piacevolmente, facendo anche dimenticare sia il fluire del tempo, sia la sequenza degli eventi. Dando l’impressione di un racconto unico ma disancorato dallo spazio e dal tempo, e tenuto insieme solo dagli affetti e dai sentimenti che i vari personaggi nutrono e ispirano al lettore.
Rita l’americana: la prima presentazione all’Istituto “S. Michele” di Acireale

Il libro è stato presentato in anteprima assoluta, “mondiale” – come ha scherzosamente commentato qualcuno – nel salone dell’Istituto “San Michele” di Acireale. Qui ha fatto gli onori di casa il direttore, padre Luciano Bella, ricordando i 150 anni dello storico istituto, in cui la stessa Rita ha insegnato qualche anno fa.

Tanti gli interventi e le testimonianze che hanno caratterizzato la serata. Da Giuseppe Vecchio, giornalista, direttore de “La Voce dell’Jonio” (testata giornalistica on line che da qualche tempo è pure casa editrice e che ha pubblicato il volume presentato), il quale ha fatto anche da moderatore. A Viviana Sindona, docente e autrice della prefazione, secondo la quale il libro offre vari spunti di riflessione su questa nonna che vive la sua complessa vicenda familiare in un arco di tempo che attraversa più di un secolo. E poi alcuni “lettori speciali”: Simona Postiglione, docente e consigliera comunale di Acireale, che ha definito il libro “chiaro, profondo, che arriva dritto al cuore” e che potrebbe essere letto tutto d’un fiato; Maria Domenica Lo Faro, funzionario del Ministero della Cultura presso il Museo di Reggio Calabria, che ha parlato di “lettura emozionante”; Francesco D’Ambra, assessore del Comune di Acireale, ma, soprattutto, ex condomino della signora Rita, il quale ne ha ricordato la ricorrenza dei 100 anni, festeggiati in maniera contenuta e familiare perché l’evento è capitato durante il periodo del “covid”.
Interessante pure la testimonianza di Roberto Pennisi, pronipote di un pescatore di Santa Maria La Scala emigrato ai primi del Novecento a Mar del Plata, in Argentina, tornato adesso nella terra di origine dei suoi antenati. Egli ha raccontato, in una lingua mista di italiano, spagnolo e siciliano (ma il siciliano di un secolo fa) l’esperienza di un emigrante nel continente americano.

Commossa partecipazione alla presentazione di parenti, colleghi e alunni di Rita Messina
Presenti pure, ognuno a suo modo, i familiari di Rita. In primis Eugenio Messina, figlio della Rita protagonista del libro e padre della scrittrice, che ha reso un breve ma commosso omaggio alla madre. Il marito, Mario, che ha definito il libro della moglie “un grande atto d’amore nei confronti della nonna”. E pure Giulio, il figlio, che ha letto alcuni passi del libro.
Gli interventi sono stati intervallati dalla giovane flautista Elisabeth Drago, che ha eseguito alcuni brani con il suo splendido strumento.
Ma l’intervento più interessante – ed anche il più atteso – è stato certamente quello dell’autrice. La professoressa ha voluto salutare tutti gli intervenuti, tra cui molti colleghi della sua scuola di Aci Sant’Antonio. In particolar modo, una rappresentanza dei suoi alunni, che l’hanno affettuosamente circondata e le hanno offerto un omaggio floreale.
Che la vita di sua nonna – ha concluso Rita Messina – “possa rappresentare un esempio e un punto di riferimento per tutti.”
Nino De Maria
Prima che il Sole tramonti… Storia di Rita l’americana
Autrice: Rita Messina
Casa editrice: La Voce dell’Jonio editrice, Acireale 2026
Prezzo: € 15,00