E’ stato presentato nel corso di un convegno presso la Corte di Appello di Catania, nella sede della Biblioteca del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, l’ultimo libro dell’ avv. Carmelo Romeo, già Ordinario di Diritto del lavoro presso la facoltà di Giurisprudenza di Catania, dal titolo: “L’eclissi silente del processo del lavoro”.
Il convegno intitolato: “La crisi identitaria del processo del Lavoro” ha registrato una notevole affluenza di magistrati, avvocati e cultori del diritto. Hanno aperto i lavori i saluti istituzionali da parte del primo presidente della Corte di Appello di Catania dott. Antonino Liberto Porracciolo. A seguire quelli della dott.ssa Concetta Maiore, prima presidente della Corte di Appello di Messina. Poi quelli del presidente del Tribunale di Catania, dott. Mariano Sciacca e del dott. Antonino G. Distefano, presidente del COA, (Consiglio dello Ordine Avvocati di Catania). 
Ha presieduto e coordinato i lavori il dott. Giuseppe Meliadò, già primo presidente della Corte di Appello di Roma. Ha tenuto la relazione il prof. Ignazio Zingales, ordinario di Procedura Civile all’Università di Catania. Egli ha illustrato gli aspetti fondamentali del lavoro del collega Romeo concludendo sull’ evidenza di una prospettiva ottimistica e non già pessimistica. In particolare, citando una famosa frase di Antonio Gramsci, ha sottolineato che nel libro di Romeo vi è un “pessimismo della ragione ed un ottimismo della volontà”.
Successivamente alla relazione di base si sono avuti gli interventi del dott. Roberto Cordio, presidente del Tribunale di Esecuzione di Catania che, da ex lavorista, come giudice del lavoro ha ricordato anche i profili delle sue trascorse esperienze.
Successivamente ha preso la parola Angelo Costanzo che ha evidenziato una sorte di “fil rouge” tra le considerazioni del saggio del prof. Romeo con gli approdi più recenti della giurisprudenza.
Di sicuro interesse l’intervento del già presidente Angelo Giorlando, che invece ha tracciato gli aspetti umani delle conoscenze che hanno caratterizzato i rapporti culturali ma soprattutto di amicizia con il prof. Romeo.

L’avvocatessa Laura Lo Faro, allieva del prof. Romeo ha enfatizzato la necessità di implementare la conciliazione stragiudiziali. Mentre l’avvocato Lorenzo Romano ha contribuito e non poco, alla realizzazione dell’evento. Degno di nota il discorso della già presidente Maria Grazia Vagliasindi che ha illustrato la validità del processo giuslavorista. Infine l’avvocatessa Giusy Virga ha parlato della sua esperienza in quanto giuslavorista.
La conclusione è stata affidata all’autore del libro che ha ringraziato tutti gli intervenuti auspicando di non rimanere vittime di un sistema che atrofizza le scelte attuali del processo, attraverso il meccanismo di una invasiva A.I. (intelligenza artificiale). Occorre invece utilizzare il meccanismo dell’A.I. come un approdo utile a velocizzare la ricerca, ma sempre a supporto dell’ intelligenza individuale. Nel contenuto del libro ci sono infatti ampi riferimenti sull’ opportunità di evitare degli sconfinamenti del progresso digitale attraverso sistemi che finiscono con l’incidere sulle capacità cognitive dell’individuo. In quanto il meccanismo della consapevolezza e della capacità di giudizio deve rimanere sempre appannaggio del singolo.
M.C.
