Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e il femminicidio numerose in tutta Catania e dintorni sono le celebrazioni e i momenti per ricordare una ricorrenza, istituita 26 anni fa, che deve fa riflettere su una problematica di drammatica attualità.
Attinente a questo tema, venerdì 21 novembre, nella sala consiliare del comune di Nicolosi, ha avuto luogo la presentazione del libro “Ricordi..” di Pina Spinella.
A introdurre il romanzo e il tema portante, ossia il rapporto malato e morboso tra uomo e donna, la relatrice Rita Vinciguerra: “La violenza sulle donne è una piaga sociale che esiste da millenni. Ma solo da 26 anni, cioè dal 1999, è stata creata una giornata apposita, e lo stupro viene condannato come reato contro la persona e non più contro la morale dal 1981, quindi l’altro ieri. Non credo personalmente in queste giornate simboliche. Però penso, avendo letto il libro, che Pina Spinella ci trasporti con assoluta semplicità dentro un tema così ostico e ancora preda di tanti luoghi comuni”.
Ricordi / La trama del libro articolata in tre storie
Il libro racconta tre storie. Una giovane ragazza che dalla natìa Sicilia, fresca di diploma, si reca in Toscana, e per precisione a Firenze, a insegnare e poi il rapporto con la madre che cambia non appena scoperto un cancro inguaribile.
Nino, e questa è una storia, ahimè, realmente accaduta, giovane studente del collegio “Santonoceto” di Acireale, alla seconda bocciatura, non reggendo il peso del fallimento, decide di farla finita cospargendosi di benzina e “incendiandosi” sull’Etna.
Ed infine, la terza voce del romanzo: la storia dell’amore violento dell’amica dell’insegnante. Amore che culmina in un omicidio, anzi in femminicidio.

Ricordi / Un’autobiografia inventata
“Il mio romanzo, se così si può chiamare, è un’autobiografia inventata. Ci sono parti reali del mio vissuto come il suicidio di Nino, e altre più romanzate – ha scandito con voce fioca e carezzevole l’autrice. Io, in gioventù, ho studiato al collegio Santonoceto, e le suore non erano mica buone. La storia del femminicidio è parzialmente ispirata alla vicenda di una mia amica, conclusasi però a lieto fine. Nel mio racconto ho inserito dei brani musicali che hanno accompagnato la mia vita e le sue più significative esperienze”.
Ad arricchire la serata, infatti, sono stati i pezzi per violino ed orchestra del maestro Sebastiano Grasso. Musiche che con la loro verve romantica calzavano a pennello con il tema del libro.
Un libriccino senza tante pretese ma che, con un linguaggio accessibile, narra la genesi e l’epilogo di un amore malato. Senza scadere nella prolissa ed artificiosa retorica tanto cara ai contemporanei.
Giosuè Consoli
