Libri / “Stratafacennu…e dintorni” di Francesca Privitera: un mosaico dell’anima

0
297
copertina Stratafacennu e dintorni

Poliedrica. Anima multiforme della creatività. È così Francesca Privitera autrice di “Stratafacennu … e dintorni”, il suo ultimo libro presentato in occasione della giornata nazionale delle Pro loco nella sede della Pro loco di Puntalazzo. Frazione, questa, del comune di Mascali, considerata una bellissima terrazza naturale posta tra l’Etna e il mare.

Hanno dialogato con l’autrice, Rosalda Schillaci, Santo Privitera e Antonino Magrì. L’incontro è stato allietato dagli interventi musicali curati dal gruppo “I Colapisci”.
“Stratafacennu … e dintorni”, va ad aggiungersi ad altre due opere pubblicate in passato: “Nel mio piccolo…agghiorna e scura” e “Cchiù luntanu di na stidda”.

Schillaci, Privitera, Magrì
Rosalda Schillaci, Francesca Privitera e Antonino Magrì

Il titolo “Stratafacennu … e dintorni” è già una dichiarazione d’intenti: un’espressione siciliana che evoca movimento, viaggio, cammino. Quei “… e dintorni” con i tre puntini di sospensione indicano che c’è ancora tanto da scoprire.
Il libro, curato con sensibilità e rigore da Antonino Magrì, è un vero e proprio mosaico dell’anima: 57 poesie in dialetto siciliano e 17 in lingua italiana che raccontano, con toni ora gioiosi ora malinconici, l’universo interiore di Francesca Privitera.
A completamento, le opere pittoriche dell’autrice che, con la stessa forza della scrittura, raccontano e commuovono.

Un’artista poliedrica

Francesca Privitera non è solo una poetessa, ma è anche pittrice, scultrice e attrice di teatro. Questa sua verve attoriale la riesce a mettere magnificamente nelle sue poesie e nessun’ altro potrà leggerle come le legge lei. Sa spaziare con disinvoltura dalla poesia alla pittura e dalla pittura su ceramica alla scultura e al teatro con la naturalezza che le appartiene.
L’arte, intesa come espressione estetica dell’anima e la letteratura che solitamente vanno parallele senza incontrarsi mai, in lei invece si sono incontrate dando origine a una vera e propria “esplosione atomica” di creatività, come scrive Santo Privitera nella sua prefazione al libro.

Francesca Privitera
L’autrice Francesca Privitera

“Stratafacennu … e dintorni”, racchiude diversi aspetti della natura dell’autrice come quella allegra, spiritosa che si palesa nelle sue poesie dialettali. Poesie che possiamo definire “vivaci”, “contemporanee”. E di “circostanza”, come la poesia “Terzu palu a sinistra”, ispirata da un avvenimento realmente accaduto. Oppure “Cosi ca si diciunu”, motivata da un proverbio e che risente della “liscia” tipica catanese. L’autrice qui, ironicamente non risparmia neanche sé stessa.

Custode di emozioni universali

Ma c’è anche un altro aspetto di Francesca, quello della melanconia, che si rivela nelle liriche in lingua italiana. In esse si percepisce un profondo senso del tempo che scorre, della vita che si trasforma, di un mondo che lentamente svanisce e che la scrittura cerca di trattenere, anche solo per un attimo.
In questi frangenti l’artista diventa custode di emozioni universali: nostalgia, rimpianto e la dolcezza dei ricordi, tutti temi affrontati con sentimento meditabondo.

Ma Francesca Privitera non racconta solo con le parole ma lo fa anche con i suoi quadri. Dipinge e scolpisce. E lo fa con la stessa passione con cui maneggia le parole. I suoi quadri sono vere e proprie narrazioni visive: ogni figura, ogni colore ha un peso, una voce.  Soprattutto i volti femminili: dolcissimi, intensi, capaci di raccontare senza bisogno di parole. Tra le sue opere più toccanti c’è “Sotto i cieli di Gaza”: negli occhi della bambina protagonista del quadro, si legge la sofferenza, lo sgomento e il terrore nel ritrovarsi improvvisamente da sola, senza nessuno.
Così come “Il Cristo morente”, legato a un episodio singolare: accidentalmente una pesante croce cadde addosso all’opera che rimase miracolosamente illesa, si venne solo a verificare un profondo squarcio proprio all’altezza del costato della raffigurazione del figlio di Dio.

Scrivo per consegnare al tempo quanto raccolto strada facendo….

I Colapisci con Cardillo Privitera, e Magrì
I Colapisci con Cardillo, Privitera e Magrì

A quanti le chiedono: “Perché scrive?”, lei risponde così: “Scrivo per consegnare al tempo i ricordi, le emozioni, i rimpianti, i sorrisi, i sogni che ho raccolto strada facendo. Perché mi diverte. A volte rileggendomi, rido da sola. Quando mi succede capisco che sono sulla buona strada. Se i miei scritti invitano a sorridere, la mia missione è compiuta. Il sorriso aiuta a vivere meglio. Scrivo per potermi un giorno rileggere”.
Chi si imbatte in lei, attraverso i suoi libri, i suoi quadri, le sue sculture, difficilmente può dimenticarla. Perché possiede quella rara capacità di trasformare ogni forma di espressione in pura verità. Ed è proprio questa verità, intrisa di umiltà e maestria, a rendere ogni sua creazione un toccante esempio di umanità.

 

                                                                                       Caterina Maria Torrisi