A Santa Venerina, giovedì 29 gennaio, si è tenuto il secondo degli “Incontri del giovedì”, nella sala del fondo librario “Prof. Riccardo Di Maggio” della Casa del Vendemmiatore.
È stato presentato il libro del giornalista sportivo catanese Nunzio Currenti “Un miracolo chiamato vita” (ALGRA Editore, 2024).
Il prof. Giovanni Vecchio, insieme alla dott.ssa Antonella Di Maggio e altri, ha organizzato l’incontro. Gesuele Sciacca e Daniela Greco hanno curato i momenti musicali interpretando delle nenie e una canzone di De Gregori del 1978.
Currenti non si definisce uno scrittore. Il suo testo è una testimonianza, raccontata in prima persona, del suo intensissimo vissuto familiare. Con la moglie Antonella combattono per la vita del loro bambino Damiano, gemello di Simone. Sono nati prematuramente e il piccolo è colpito da una enterocolite necrotizzante. È una “emergenza gastrointestinale” che colpisce frequentemente i bambini nati in modo prematuro. Il figlio viene operato tante volte.
Come in una faticosa e stremante gara sportiva racconta delle corse in ospedale. Delle ansie in attesa di notizie dietro ad una sala operatoria o a casa, aspettando lo squillare del telefono e dei momenti di totale sconforto.
Quei terribili 226 giorni
Da queste pagine però si evincono soprattutto la speranza, i momenti di fede dei genitori, e l’umanità di medici ed infermieri. Sono raccontati duecentoventisei giorni vissuti con la paura di perdere il figlio da un momento all’altro. Nonostante tutto questo, Currenti continua il suo lavoro perché, dice: “un giornalista deve dare conto ai lettori a prescindere da tutto”.
Currenti racconta che ha esitato a scrivere. Poi ha capito che doveva farlo per dare coraggio e conforto ai tanti genitori che vivono situazioni simili. Voleva “toccare il cuore delle persone”.
“E’ giusto crollare ma bisogna tenere la testa alta” – è il suo messaggio. Il testo per lui è “uno strumento”, “una missione”, “una testimonianza di luce”.
Riferisce come da poco sia nata da tutto ciò un’associazione di genitori che supporta il reparto. La stesura del libro ha aiutato in questo senso.
Giovanni Vecchio commenta come una tale testimonianza di coraggio sia importante ai nostri giorni; perchè “insegna a perseverare ed avere speranza anche quando sembra impossibile”.
Infine viene sottolineata l’importanza del sinergismo tra medici e familiari, che deve essere reciproco.
Note biografiche dell’autore
Nunzio Currenti, classe 1972, è un giornalista professionista e presidente provinciale dell’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana). Ha lavorato per il quotidiano La Sicilia per venticinque anni. Oggi si occupa di comunicazione sportiva istituzionale e scrive per diverse testate giornalistiche. Pone attenzione a tutte le discipline sportive, in particolare calcio e pallavolo. In passato ha curato l’ufficio stampa dei comuni di Santa Venerina, negli anni difficili del post sisma, e poi di Fiumefreddo.
I prossimi incontri si terranno giovedì 19 febbraio e giovedì 5 marzo. Nel primo sarà presentato “Terzo tempo della mia vita”, una raccolta di liriche della prof.ssa Agata Motta.
L’incontro di marzo vedrà invece protagoniste le ultime opere letterarie di Nhora Caggeggi.
Adele Maugeri
