Limone verdello / Il dolce creato da Andrea D’Anna

Il limone verdello IGP ha ora un dolce dedicato, grazie ad Andrea D’Anna. Un tributo degno di nota all’arte pasticciera made in Sicily, più specificamente di area etnea, laddove prospera uno degli agrumi più caratteristici. Il limone verdello, coltivato nell’area jonico-etnea da oltre 200 anni e certificato prodotto IGP lo scorso anno, diventa così base di una nuova pregevole innovazione nello stupefacente panorama gastronomico siciliano. E non poteva che essere un figlio adottivo di Aci Catena, città del limone verdello, a firmare la preparazione di una nuova “Perla dello Jonio”.

Andrea D’Anna: gli inizi dell’autore del dolce

Originario di Acireale, classe ’83, Andrea D’Anna ha iniziato da adolescente a cimentarsi nell’arte pasticciera, iniziando nel 1998 a fare pratica nello storico bar acese “Roney”. E nel laboratorio di questo locale, uno dei più in voga degli anni ‘90, che Andrea si indirizza alla ristorazione in ambito di gelateria e pasticceria. Quindi la fondamentale esperienza all’estero, in Germania, per quasi quattro anni, per migliorarsi e acquisire nuove conoscenze ad ampio raggio, anche in materia di pizzeria. Poi, nel 2004, il rientro nell’amata Sicilia, per riprendere il percorso di pasticceria in diversi locali conosciuti nell’area etnea. Andrea D'Anna dolce dedicato al limone verdello

Un pasticciere innamorato della propria terra

Molta pratica, diverse esperienze di lavoro e soprattutto la grande determinazione di un autodidatta. Andrea D’Anna sentiva la mancanza della Sicilia ma, per restarci, sapeva come tanti di dovere arricchire sempre più il curriculum. Tra un corso e l’altro, il lavoro tra Zafferana e Catania ed un altro salto a Milano, per pochi mesi, a cavallo tra il 2012 e il 2013. Con la tenacia di migliorarsi giorno dopo giorno, per tornare e dedicarsi per sei anni al lavoro nell’Hotel Airone di Zafferana etnea. Intanto, ottiene con determinazione il diploma alberghiero, per affinare anche sul piano teorico le capacità di una vocazione nella quale esprime tutta la sua personalità.

Le prime “firme” del pasticciere Andrea D’Anna

Nel 2017, riproduce un affascinante “lapillo dell’Etna”, presentato nell’edizione 2017 di Cibo Nostrum, a Taormina. L’anno seguente, richiamandosi alla forma della “Sicilia Bedda”, confeziona la sua seconda “uscita” personale.

Il Lapillo dell'Etna del pasticciere Andrea D'Anna
Il “lapillo dell’Etna” di Andrea D’Anna a Cibo Nostrum 2017 a Taormina.
La "Sicilia Bedda" di Andrea D'Anna
La “Sicilia Bedda” dell’edizione 2018

Dopo il diploma, lasciato l’Hotel Airone, si cimenta per sei mesi al Therasia di Vulcano, uno dei luoghi più ambiti delle vacanze eoliane. Quindi, lo scorso dicembre, accoglie l’invito dell’amministrazione comunale di Aci Catena, intenzionata a celebrare il riconoscimento del limone verdello, uno dei simboli della città, a preparare un dolce ad hoc. Andrea presenta così nell’occasione un “Diamante di verdello”. E se, anche in pasticceria, un diamante è per sempre, vediamo perché…

Un “diamante” dedicato al limone verdello

Il “Diamante di verdello” è una creazione che richiama il territorio nostrano. Si compone di una mousse profumata al limone, cuore di gèele al verdello e biscotto morbido all’olio extravergine d’oliva, su sabbia salata di cacao dell’Etna, per richiamare il paesaggio nostrano e dare croccantezza. “Avevo già trattato il limone per l’esame di stato dell’istituto aberghiero – racconta Andrea – incentrando tutto il percorso sul limone della mia Sicilia, dalla storia alla commercializzazione. Perciò, quando l’amministrazione mi ha contattato, ho colto la palla al balzo per riprodurre questo dolce a forma di limone, con le caratteristiche peculiari del nostro verdello. Ho pensato poi ai profumi ed ai sapori che avrei voluto trasmettere con questo frutto della nostra terra, in varie consistenze”.

Diamante di verdello di Andrea D'Anna
Il “cuore” del diamante di verdello

La ricetta di Andrea D’Anna: studio, umiltà e… amore per il proprio lavoro

“Amo questo lavoro, amo la mia terra, sento mio questo lavoro e, aggiungendo lo studio, cerco di creare dolci sperando che onorino il mio territorio. Nei miei dolci, vulcanici spesso come me, metto tutto me stesso. Non ho avuto la fortuna di imparare da un maestro pasticciere, perciò è stato l’amore per questa vocazione a spingermi e a mettermi in gioco continuamente. Se dovessi dare un consiglio a un giovane collega, gli direi soprattutto di studiare e praticare, rischiando di sbagliare. Solo acquisendo consigli e imparando dagli errori con umiltà, quindi mettendosi in gioco, si perfeziona il proprio lavoro. Mai sentirsi arrivati…”. Grazie alla maestria di Andrea, il nuovo dolce dedicato al limone verdello IGP potrebbe essere inserito tra le “perle” dell’Ecomuseo del cielo e della terra, promosso dalla Diocesi di Acireale.

Mario Agostino

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