Microcredito sociale / Progetto della Chiesa Italiana, la diocesi acese si è attivata

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Illustrazione del progetto di microcredito

Un nuovo microcredito per aiutare chi sia in difficoltà, l’iniziativa promossa dalla CEI e dalla Caritas Italiana, in collaborazione con la Consulta Nazionale Antiusura e una ampia rete di Diocesi aderenti.

La diocesi di Acireale si è attivata con un impegno solidale, come in passato nel Progetto Policoro del 2019. Ora Cei, Caritas, Consulta Antiusura e 5 fondazioni hanno dato vita a un progetto di credito agevolato.

Microcredito sociale per chi è in difficoltà

L’iniziativa è rivolta a capofamiglia o singoli, anziani, studenti, giovani senza lavoro, uomini o donne in stato di disoccupazione o di riduzione dell’orario di lavoro. E quanti per forza maggiore o emergenze di varia natura abbiano perso l’autosufficienza propria o familiare e versano in condizioni di povertà. Per tutti accentuate dall’impossibilità o comunque scarsa potenzialità, d’accedere ai canali del credito.

Col supporto di tutor di comunità, volontari, operatori, fondazioni e servizi territoriali, si offre al richiedente un percorso di fiducia, in cui la concessione del prestito consente non solo di soddisfare bisogni concreti, ma pure di recuperare dignità, consapevolezza e autonomia. Evitando di cadere nella spirale esiziale della notte permanente del debito, per cui il progressivo assottigliamento del risparmio accantonato, accompagnato dal ripetuto diniego del credito, possono condurre all’autoisolamento, se non alla disperazione. Non escluso il ricorso all’illegalità.

CEI presentazione del progetto di microcredito
La presentazione del progetto

Il progetto di microcredito restituisce fiducia a chi è in difficoltà

Superando la fase di crisi economica o di temporanea indigenza, recuperare così la propria identità personale e relazionale, in primis familiare, con una prospettiva di luce dopo il tunnel. Ciò grazie a una rete incentrata sulla Caritas diocesana, che valorizza la persona e promuove la responsabilità collettiva. Per una nuova cultura del risparmio e della sobrietà e di contrasto all’indebitamento compulsivo o alla pratica del gioco d’azzardo. In tal modo è la società stessa a restituire fiducia ai soggetti in difficoltà, reintegrandoli al loro ruolo.

La stessa intitolazione Mi fido di noi, volta a ricostituire legami di fratellanza in un contesto spesso frammentato, implica che il richiedente non sia relegato al compito di mero recettore passivo, quanto invece parte attiva e quindi integrante della società, con la sua identità. E che ne abbia consapevolezza.

Le Diocesi punto di riferimento per i progetti di microcredito

Decisivo il ruolo delle diocesi che fungeranno da punto di contatto come luogo fisico e relazionale di orientamento. Su di esse dovrà convergere l’esperienza delle Caritas locali e delle Fondazioni Antiusura.

Previa verifica di effettiva capacità di rimborso del richiedente, a vaglio di tutor diocesano, il credito verrà acceso a tasso zero, con soli costi di commissione, fino a un massimo di € 8.000. Da erogare entro il 31 dicembre 2026 e rimborsare in un massimo di 60 rate mensili, entro il 31 dicembre 2031.  Provvista acquisita con una raccolta fondi e il sostegno comunitario, ad alimentare un fondo rotativo.

Nel progetto di microcredito attuare i principi di solidarietà e sussidiarietà

L’iniziativa concorre ad attuare al contempo due principi basilari della Dottrina Sociale della Chiesa. Intanto, quello di solidarietà. Per cui chi possa e voglia disporre di risorse economiche, organizzative o professionali idonee a provvedere al supporto finanziario, intervenga a soccorrere chi ne sia carente. Inoltre, quello di sussidiarietà. Per cui enti o sodalizi che intendano perseguire in sinergia tali obiettivi, possano colmare o comunque integrare le finalità di promozione sociale, delle istituzioni pubbliche.

Del pari, il dettato costituzionale: all’art.3, per il pieno sviluppo della persona umana; all’art.31, in ambito di sostegno alle famiglie; all’art.42, in ottica della funzione sociale dell’istituto della proprietà; agli artt. 45 e 47, per la promozione della mutualità e la tutela del risparmio e dell’accesso al credito.Parabola dei talenti

Posta la validità dell’iniziativa, dagli obiettivi concretamente conseguibili, s’impone una riflessione.
La parabola dei talenti o delle mine (Mt.25,14-30; Lc.19, 11-27) ci indica che rileva non tanto l’entità del capitale, quanto il suo utilizzo. Cioè la propensione a farne trafficare pure solo piccola parte. Con una destinazione preordinata a creare non solo utili, ma utilità; e così sviluppo. La stessa entità ridotta del capitale affidato al terzo servo, rispetto agli altri due; e la sua plausibile utilizzazione pure soltanto col deposito in banca che ne avrebbe fruttato gli interessi. In quanto reso disponibile ad altri attraverso il loro accesso al credito, ne suffraga la funzione sociale, ove ben usato (ns. articolo del 17 dicembre).

Ridefinire la fattibilità nella concessione del credito e gli interessi da applicare

Alla luce di tali evidenze emerge l’esigenza non più derogabile, di interventi volti a informare proprio a queste finalità le condizioni di offerta e di accesso al credito. Tenuto però conto della depotenziata competenza regolamentare delle banche nazionali, decurtata a favore della Banca Centrale Europea. Nell’egida della Corte di Giustizia Europea, le cui decisioni rispondono talora a logiche improvvide!

Senza indulgere ad analisi approfondite, due sono i profili da dover rendere… più a misura d’uomo. Il primo involgente i requisiti vagliati in ricognizione istruttoria per l’analisi di fattibilità preliminare. Per cui si impone la ridefinizione del merito creditizio; oggi ascritto solo alla consistenza patrimoniale del richiedente il credito. E, salvo rari casi, indifferente alle eventuali finalità di destinazione sociale.

Il secondo riguardante gli interessi poi applicabili sul credito eventualmente concesso, che proprio in funzione della destinazione, dovrebbero essere ben più graduati di quanto non avvenga fino adesso. Ciò presuppone la reale attuazione in sede normativa, della stessa funzione costituzionale della banca!  In attesa, il plauso al progetto, per i cui dettagli il recapito è acireale.mifidodinoi@diocesidiacireale.it

Giuseppe  Longo