Mostra / “Viaggiatrici in Sicilia” racconta come l’isola si svelò all’Europa

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INAUGURAZIONE mostra le viaggiatrici in Sicilia

La presentazione della mostra “Viaggiatrici in Sicilia. Dal Grand Tour al XIX secolo” al Museo Diocesano, visitabile fino al 28 ottobre, ha acceso i riflettori sul legame tra la cultura europea e il territorio acese.
L’incontro inaugurale ha evidenziato l’alto valore storico e documentario dell’iniziativa, pensata per restituire la voce e lo sguardo inedito delle donne che nei secoli scorsi hanno scelto di raccontare l’isola attraverso diari, lettere e testimonianze artistiche.Mostra le viaggiatrici in Sicilia presentazione

Don Antonio Agostini, direttore del Museo Diocesano, ha introdotto l’evento ringraziando il vescovo Mons. Antonino Raspanti per la concessione degli spazi. Il direttore ha inoltre espresso gratitudine verso l’Università di Catania e presentato i relatori: il presidente dell’Ass. Cenacum, Rosalba Panvini, la professoressa Santagati, il professore Orazio Palio e il curatore Damiano Calabrese.
La mostra, pur non avendo carattere religioso, mantiene una forte attenzione al territorio acese, con il recupero delle memorie storiche e un focus sulle figure femminili.

La professoressa Panvini ha sottolineato l’unicità dell’iniziativa a livello mondiale e ringraziato il vescovo, l’Università di Catania, Sicilbanca, la Fondazione Sicana e l’Assessorato regionale. Un plauso è andato al prof. Calabrese per la concessione dei volumi originali, ai co-curatori Agostini, Nicotra e Speronello, a Cinzia Recca, all’architetto Salvatore Rizzo, all’allestitore Giuseppe Inguaggiato e agli autori del catalogo di prossima pubblicazione.

Viaggiatrici in Sicilia / Sottolineate la storicità e l’originalità culturaleMuseo diocesano Taglio del nastro

La professoressa Santagati, portando i saluti del Rettore Enrico Foti, ha evidenziato come la mostra offra una prospettiva preziosa sulla Sicilia ottocentesca. E lo fa attraverso lo sguardo di donne capaci di stimolare il pensiero critico. Il professor Orazio Palio ne ha sottolineato la storicità e l’originalità culturale.

A seguire Damiano Calabrese introduce il percorso espositivo. La mostra, in 8 teche con 80 testi, è frutto di oltre trent’anni di ricerca. Nasce dall’esigenza di passare dalla citazione al libro fisico e verificabile, per diventare punto di riferimento e approfondimento accademico per gli studiosi. Molti volumi sono originali, altri sono edizioni recenti di diari postumi, come quello di Margaret Fountaine, che ne dispose la pubblicazione a 70 anni dalla morte.
Tra le figure citate figurano Knight Cornelia, la viennese Ida Laura Pfeiffer, nota per aver viaggiato da sola a metà Ottocento e ammessa prima donna alle società geografiche di Parigi e Londra. Selma Lagerlöf, Nobel svedese, non scrive un diario ma dal viaggio in Sicilia trae un romanzo dove la Sicilia è personaggio, non sfondo.

Viaggiatrici in Sicilia / Le donne hanno compiuto un viaggio nell’animaDocumenti della mostra

La pioniera del viaggio in automobile, Jane Wolfe, nel 1920 soggiorna a Palermo e Cefalù. Ernestina Sharp Arceri, inglese trapiantata a Palermo dal 1907, è l’unica voce di chi l’Isola l’ha abitata. Citati anche la Carafa con descrizioni suggestive di Acireale. E altre autrici di varie nazionalità accomunate da uno sguardo schietto e privo di filtri sulla società siciliana. L’excursus ha toccato inoltre personalità come Mrs. Marshall, la cui presenza a Palermo si intreccia con la storia economica. Mary Jackson e studiose come Hélène Tuzet e Antonia Ponzi, concludendo con Bettina Sepp.

La professoressa Panvini, a seguire ha ripreso la parola per sottolineare come, a differenza dei viaggiatori uomini focalizzati sui monumenti, le donne abbiano compiuto un vero e proprio viaggio dell’anima e del pensiero.

Dopo i saluti istituzionali della consigliera Simona Postiglione a nome del sindaco Barbagallo, l’incontro si è concluso con l’intervento del Vescovo. Egli ha rimarcato come l’evento offra una prospettiva unica per comprendere la percezione esterna del territorio tra luci e ombre, accendendo un faro al passato dell’isola.

Dopo il taglio del nastro, la mostra invita il pubblico a un viaggio nel tempo alla scoperta della Sicilia più autentica, intima e nascosta.

Barbara Messina