Nel “Canto dei secoli” di Aurelio Porfiri analizzato il delicato compito della musica liturgica

L’autore Aurelio Porfiri nel volume Il Canto dei Secoli. Musica e Liturgia fra origine e compimento  (Marcianum Press, Venezia – pagg. 174), mette a disposizione la sua trentennale esperienza di musicista e compositore liturgico. il canto dei secoliPartendo dall’analisi dei documenti del magistero della Chiesa, analizza tutti gli aspetti che la musica liturgica  deve possedere per assolvere il delicato compito che le è affidato: quello di condurre gli animi a Dio. Quasi un ponte sull’eternità. Le varie diatribe che accendono discussioni, non solo nelle varie parrocchie, potrebbero essere facilmente chiarite se, come scrive mons. Vincenzo Paglia nella prefazione all’opera: “Basterebbe leggersi il capitolo VI sulla musica sacra, meditarlo alla luce degli altri insegnamenti conciliari e della tradizione della chiesa, in continuità con questa tradizione e tanti problemi non sembrerebbero più tali”.

L’aver sperimentato sulla propria pelle, toccato con mano le varie realtà, l’essersi scontrato coi muri eretti da coloro che hanno, in parte, travisato gli articoli della Sacrosantum Concilium e di altri documenti lo hanno spinto a porre in essere un decalogo per esprimere le caratteristiche che dovrebbe avere la musica liturgica.

La musica liturgica deve essere: Ecclesiale, Eccellente, Eccedente,  Estatica, Estetica, Espressiva, Edificante, Elegante, Educante,  Espandente.

Affinchè  la musica liturgica contenga in sé queste caratteristiche è necessaria una buona conoscenza della storia della musica nella liturgia a partire dal canto gregoriano in poi. L’autore afferma: “Quello che i padri ci hanno lasciato deve essere vissuto come opportunità, non un peso”.

Ciò non significa cristallizzarsi in schemi precostituiti ma avere la capacità di trasformarli, renderli nuovi. “Il passato è  come il chicco di grano che sparisce momentaneamente per riapparire in nuove creazioni”.

Il volume in effetti non propone soluzioni, che potrebbero essere additate come personali ed esclusive, ma favorisce la riflessione di quanti desiderano offrire un servizio degno che permette la partecipazione e l’edificazione dei fedeli.

Angela Pirronello