Intervista / La poetessa Lina Palmieri: “Petali di parole” è una metafora che ispira parole lievi”

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Angela Palmieri

Nei giorni scorsi l’Upgc (Università popolare Giuseppe Cristaldi) di Acireale ha dato vita ad uno dei suoi appuntamenti culturali ormai divenuto rituale: la rassegna di poesie Petali di parole”, condotto impeccabilmente, anche questa volta, da Rosamaria Garozzo.

L’evento era riservato a soci e ai corsisti dell’Upgc autori di poesie che, in gran parte, hanno recitato loro stessi, mentre qualcuno ha affidato ad altri.
Abbiamo chiesto com’è andato l’evento, cosa significa e cosa esso lascia alla poetessa Lina Palmieri, presidente del gruppo di lavoro che ha raccolto le poesie presentate e le ha ammesse alla rassegna.la poetessa Angela Palmieri giurata in Petali di parole

Cominciamo da “Petali di parole”, un titolo singolare: che significato gli date?

La Rassegna è nata da un’idea della vice presidente dell’UPGC Lella Costa, che ha proposto anche il titolo.  “Petali di parole” è chiaramente  una metafora. I petali sono leggeri, quasi impalpabili, delicati e le parole devono essere come i petali, dolci, carezzevoli, usate non per ferire  ma per consolare, per confortare, per donare pace e speranza. In questa nostra epoca, caratterizzata da aggressività e violenza, è sacrosanto veicolare messaggi di rispetto e gentilezza.

Qual è stato il suo ruolo all’interno della rassegna?

Sono stata presidente, in quanto poetessa, del quartetto composto da Lella Costa, Rosa Maria Garozzo e Giovanna Di Bella, che ha letto preventivamente le opere presentate. Abbiamo esaminato insieme le poesie  individuando tre aree tematiche in cui inserire i vari “versi”. All’inizio della Rassegna ho parlato dell’ispirazione poetica e ho letto la mia poesia “Un verso, un solo verso”, attinente al tema.

Perché è nata questa rassegna? E’ una semplice ribalta, un’occasione per i protagonisti di farsi conoscere o cos’altro?

Petali di parole Pubblico
La partecipazione del pubblico alla rassegna

Questa Rassegna, che si ricollega alla “Giornata mondiale della Poesia”,  è stata organizzata per celebrare la Poesia, coinvolgendo docenti e corsisti, per suscitare interesse e per incentivare la creatività fra gli iscritti.

Quella di quest’anno è l’edizione numero tre. Ha notato qualche cambiamento rispetto alle altre? Un livello qualitativamente più alto nelle opere presentate?

La Rassegna era partita un po’ in sordina, ma via via ha avuto una maggiore risonanza e partecipazione. Tante sono state le poesie presentate quest’anno e, nell’insieme,  di un livello più che soddisfacente, tenendo conto che gli autori per la maggior parte sono poeti “dilettanti”. 

Ha notato opere di qualità?

Naturalmente alcune composizioni hanno spiccato per musicalità, elaborazione, profondità di pensiero, ma, volutamente, abbiamo scelto la formula della rassegna, per non creare competizioni e rivalità.

Petali di parole, I premiati
I premiati

In genere, i partecipanti con quale spirito affrontano questa ribalta poetica?

I partecipanti hanno aderito con entusiasmo e passione, essendo coscienti che sarebbero stati i protagonisti della serata. Con grande serenità e disinvoltura, nonostante un pizzico di emozione, hanno introdotto brevemente la loro poesia e poi l’hanno letta. Alla fine a tutti i partecipanti è stato consegnato un attestato come ricordo della serata.

Una domanda cattiva: ha fiutato qualche componimento scritto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale?

Effettivamente, facendo parte di vari gruppi poetici  nazionali sul web, ogni tanto ho notato l’ utilizzo dell’ AI ma non in questa rassegna, perché le poesie qui presentate mi sono sembrate vere, genuine, espressione di sentimenti e stati d’ animo dettati dal cuore.

Le hanno già chiesto di ripetere l’esperienza l’anno prossimo?

Per me è stato molto gratificante partecipare a quest’iniziativa per ben tre anni. Non si è ancora progettata una rassegna per il prossimo anno. Se mi sarà chiesto, sarò lieta di dare il mio contributo.

Mariella Di Mauro