Premio Sciara dell’Etna / Protagonista il limone verdello di Sicilia

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Limone verdello dell'Etna

Santa Venerina e Giarre ospiteranno, nelle date del 21 e 22 maggio, il Premio Internazionale “Sciara dell’Etna”. Patron della manifestazione, arrivata alla quinta edizione, è il giornalista Gianvito De Salvo. In primo piano il limone verdello, tipico prodotto siciliano.

L’avvio ufficiale – racconta De Salvo- ha avuto luogo a Roma. Quest’anno, si è scelta la Capitale per inaugurare un’edizione che punta a rafforzare il dialogo tra cultura e identità territoriale. Nel corso della cerimonia è stato insignito il prof. Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito. Alla presenza del consigliere personale del ministro, dott. Carlo Eufemi, l’evento ha posto al centro anche il ruolo pedagogico del Premio, che non si limita a celebrare, ma forma, orienta e costruisce comunità”.

Gianvito De Salvo
Il promotore Gianvito De Salvo

Premiazioni a Santa Venerina e Giarre

I prossimi due appuntamenti a Santa Venerina e Giarre sono patrocinati dai rispettivi Comuni, dalla Presidenza dell’ARS e dal Club per l’Unesco di Taormina Valle dell’Alcantara e d’Agrò.

Collaboreranno alla realizzazione, l’Istituto Scolastico Alberghiero I.P.S.S.E.O.A. “G. Falcone” di Giarre, diretto dalla dott.ssa Monica Insanguine. E l’ associazione “Amici della Musica e dell’Arte”, della quale De Salvo è direttore artistico.

Gli studenti dell’Istituto Alberghiero interagiranno con l’utenza, dall’accoglienza alla degustazione, alla produzione di prodotti artigianali, come il caratteristico tortino “Sciara dell’Etna”.

Un Seminario – convegno, in entrambe le giornate, vedrà l’intervento di agronomi e geologi che spiegheranno le peculiarità del territorio etneo, vocato per la produzione dei limoni verdelli. Alla fine saranno consegnati i Premi e, salutati da danze ottocentesche, canti folcloristici e polifonici si inviteranno gli intervenuti alla prossima edizione.

La cerimonia di premiazione si svolgerà il 21 maggio a Santa Venerina nel Cine-Teatro Eliseo; il 22 maggio a Giarre nel Cine-Teatro Rex.

Il limone dell’Etna

L’Etna- ci ha spiegato De Salvo- è conosciuta nel mondo per le sue eccellenze, dal vino ai pistacchi, fino all’olio e alle ciliegie. La limonicoltura con i suoi rigogliosi giardini accompagna da secoli la storia, la tradizione e la vita sociale ed economica del territorio jonico-etneo. La denominazione “limone dell’Etna” identifica la produzione di limoni coltivati ai piedi dell’Etna.

E indugia nella spiegazione. “Il limone dell’Etna ed i prodotti derivati (gelati, marmellate, granite, succhi, essenze e liquori) rappresentano l’eccellenza tra le produzioni siciliane per caratteristiche qualitative e nutraceutiche. Il massiccio dell’Etna offre protezione ai terreni e il mare mitiga il clima. Il sistema di coltivazione segue obbligatoriamente i metodi della produzione integrata o dell’agricoltura biologica.Liquori ricavati dal limone dell'Etna

Famosa è la produzione dei “verdelli”. Essi sono un prodotto tipico dell’area etnea, e non solo: la Valle dell’Alcantara ne vanta una fiorente produzione (Trappitello e paesi limitrofi fino ad arrivare a Francavilla). È l’unico limone italiano che può essere raccolto e consumato d’estate. Sono tremila gli ettari coltivati da settanta produttori in sedici comuni. 

Esso, però, non è una varietà, ma è il frutto della rifioritura del limone, ottenuta tramite la pratica della “forzatura”, detta “secca”, una tecnica colturale che induce l’albero a rifiorire e produrre frutti fuori stagione.
Un uso tipico ed esclusivo del “succo Limone dell’Etna” lo troviamo nei numerosi chioschi presenti nel litorale catanese, che propongono la tipica bevanda dissetante, “seltz, limone e sale”. La buccia  –
conclude la spiegazione De Salvo – è molto utilizzata per le sue profumate essenze, nella preparazione di rosoli, nel gelo di limone, nel biancomangiare”.

                                                                  Adele Maugeri