Pro Terra Sancta / Per Betlemme progetti a sfondo sociale e umanitario

Prende il via la campagna di raccolta fondi natalizia di Pro Terra Sancta, dal nome A Betlemme il Natale è di casa. Quest’anno l’Associazione si impegna nel sostenere i progetti nella casa del Natale, la città palestinese di Betlemme.
Per quanto riguarda la conservazione del patrimonio culturale della città e la preservazione del suo artigianato, “Pro Terra Sancta” è impegnata da anni nel finanziamento dei lavori di restauro e di miglioramento della Basilica della Natività. Umidità e piogge hanno rovinato la struttura in corrispondenza della Grotta della Natività, ed è oggi necessario un intervento per tutelarla.
Accanto a questo finanziamento,  ha strutturato un progetto dal nome La nostra casa, per la ristrutturazione degli immobili betlemiti e per garantire ad essi accesso all’acqua.Natale a Betlemme

“Pro Terra Sancta” è vicina anche ai giovani di Betlemme, e garantisce loro opportunità di formazione, di impiego e supporto psicologico e materiale. Oltre alla possibilità di adottare a distanza gli studenti palestinesi (251 nel solo 2020), l’Associazione ha offerto l’anno scorso a ragazze e ragazzi della città 15 borse di studio per corsi di professionalizzazione avanzata. “Pro Terra Sancta” ha coinvolto in questi finanziamenti otto donne in particolare difficoltà. L’Associazione finanzia anche l’orfanotrofio dell’Hogar Niño Dios, dando a una cinquantina tra bambine e bambini una casa ed un futuro.

È importante a Betlemme anche il progetto della Società Antoniana, dove l’Associazione accoglie più di 80 persone anziane in gravi difficoltà morali e materiali, garantendo loro un luogo sicuro e protetto.

I progetti umanitari di Pro Terra Sancta

Durante la fase più acuta della pandemia, Pro Terra Sancta è rimasta vicina alla popolazione betlemita, assistendo per primi gli anziani della Società Antoniana (e garantendo protezione ai lavoratori) insieme a due ospedali della zona. Sono stati protetti anche i bambini dell’Hogar Niño Dios, insieme alle suore che se ne prendono cura.

A questo si aggiunge la costruzione a Betlemme della Dar al-Majus Community Home, un centro polifunzionale che sorge in quello che letteralmente è il “luogo dei Magi”. Nella nuova struttura saranno offerti alla comunità di Betlemme corsi di formazione e servizi sociali. Cioè distribuzione di medicinali, sportello d’ascolto, supporto medico e psicologico, e troveranno casa i cooperanti di Pro Terra Sancta.Pro Terra Sancta

Pro Terra Sancta e il progetto Bet-women

Betlemme è poi sede del progetto Bet-women. Handmade with love. L’Associazione ha offerto, nel quadro di questa iniziativa, opportunità di lavoro nel campo tessile a cinque donne rimaste prive di lavoro a causa della pandemia. Il progetto ha previsto il finanziamento di corsi di formazione di durata semestrale per ciascuna delle cinque donne coinvolte, e la strutturazione di una bottega sartoriale. L’Associazione ha poi creato una rete di distribuzione per i beni prodotti nel quadro del progetto. E ne ha permesso così lo smercio presso attività commerciali come alberghi e ristoranti.

Le cinque donne inizialmente coinvolte hanno avuto grande successo e hanno raggiunto una piena indipendenza economica. Pro Terra Sancta ha così deciso di coinvolgere nel progetto Betwomen altre trenta donne, offrendo anche a loro formazione e strumentazione tecnica per poter avviare un commercio legato alla produzione dei tessuti.Pro terra sancta-suore e bambini
Il progetto riveste una particolare importanza socio-culturale, perché le donne di Betwomen producono il tessuto Taatrez, un bene tradizionale della zona, la cui arte va sempre più scomparendo. Tutelare e preservare anche l’identità culturale di queste donne palestinesi è per Pro Terra Sancta una grande priorità.

La situazione sociale a Betlemme

La città di Betlemme vive in una situazione sociale e politica particolarmente grave. Posta a ridosso di Gerusalemme, è separata dai quartieri della città da un alto muro di cinta. Questo ha determinato una forte stagnazione della circolazione di merci e persone, gettando la cittadina in uno stato permanente di crisi economica.

A subire maggiormente il peso della situazione sono i giovani e le donne. I primi vedono spesso impedite le loro aspirazioni, e si scontrano quotidianamente con l’impossibilità di vivere degnamente la propria vita. Le seconde, spesso relegate a casa per provvedere alla cura dei figli, non godono di nessuna prospettiva sociale e realizzativa di sorta. È a queste donne e a questi giovani che Pro Terra Sancta si rivolge, soprattutto.

Il 12 novembre scorso, la Federazione Internazionale per la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa (IFRC) ha lanciato l’allarme per la situazione in Palestina. 2,4 milioni di persone non possono “soddisfare i loro bisogni più elementari”, si legge in un comunicato. E questo accade soprattutto per via della stagnazione economica che si verifica in questi luoghi. Mancano in Palestina acqua, cibo, vestiti e carburante, e le strade per la loro importazione sembrano spesso chiuse.

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