Pubblica Amministrazione / Gli stipendi del pubblico impiego rispetto al privato

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Spesso si pensa che il lavoro nella pubblica amministrazione sia un lavoro di serie B, con attività poco gratificanti e stipendi bassi. Ma siamo proprio sicuri che sia così ?

I vari comparti della PA

Iniziamo con descrivere brevemente i vari comparti dei contratti collettivi di lavoro presenti nel pubblico impiego. I principali contratti collettivi sono: CCNL Sanità, a cui fanno riferimento i lavoratori delle aziende ospedaliere e delle ASL (Servizio Sanitario Locale); Funzioni Centrali, è il CCNL di riferimento dei ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici quali INPS, INAIL e la Presidenza del consiglio dei Ministri; CCNL Comparto Istruzione e ricerca a cui fanno riferimento i lavoratori della scuola, Università e Ricerca Scientifica; CCNL Funzioni Locali a cui fanno riferimento i lavoratori delle Regioni, Città Metropolitane, Provincie, Comuni ed Comunità Montane.

Ogni comparto ha le sue dinamiche stipendiali anche molto diverse fra di loro. Comunque bisogna dire che dopo un lungo periodo di fermo dove palesemente un neoassunto del pubblico impiego percepiva una stipendio di molto inferiore verso un neoassunto nel privato, oggi le cose stanno cambiando. Si nota, infatti, un sensibile recupero degli stipendi dei lavoratori del pubblico impiego grazie a tre fattori che guidano la riduzione del gap:
(1) i rinnovi contrattuali del triennio 2025-2027 e l’immediato inizio della negoziazione per il triennio successivo;
(2) la riduzione delle aliquote IRPEF della legge di bilancio 2026;
(3) la detassazione del salario accessori.

Pubblica Amministrazione / Gli stipendi base netti mensili per comparto

Ritornando ai dettagli sugli stipendi medi, un recente studio dimostra che il netto mensile minimo di un lavoratore pubblico è di circa 1.300-1.400€ per i profili esecutivi e gli impiegati neo assunti. Si sale a 1.900-2.100€ netti al mese per i funzionari, fra i quali quelli del settore sanitario sono i più privilegiati guadagnando circa 2.200-2.400€ netti al mese, arrivando oltre i 4.000-5.000€ per i dirigenti pubblici. Se analizziamo le retribuzioni medie per singolo comparto vediamo subito che i lavoratori delle Funzioni Centrali (funzionario ex Area III) prendono mediamente 1.800€ – 2.100€ nette al mese; i lavoratori della Sanità (Infermieri) fra i 1.750 e i 2050€ mese; i lavoratori del comparto scuola (Docenti scuole medie e superiori) fra 1.650 e 1950€ netto mese. Mentre come fanalino di coda troviamo i lavoratori degli enti locali (Istruttori C/D) con stipendi fra 1.550 e 1.800€ netto al mese.

Gli elementi che fanno aumentare sensibilmente la busta paga

Agli stipendi netti base previsti dai contratti collettivi nazionali di categoria appena elencati, si aggiungono una serie di monetizzazioni che rendono interessante il netto mensile dei lavoratori del pubblico impiego. Gli elementi più importanti che guidano al rialzo la busta paga mensile sono: i turni, gli straordinari, le indennità di ufficio, le indennità di amministrazione, le posizioni di Elevata Qualificazione, il Welfare aziendale. Vediamoli brevemente.

Turni e straordinari

Negli ultimi anni nella Pubblica Amministrazione si è assistito a forti pensionamenti non controbilanciati da altrettante assunzioni. Questo ha fatto sì che il carico di lavoro è aumentato per singolo lavoratore e che per riuscire a smaltirlo si avvale dell’istituto dello straordinario. Alcuni comparti, specialmente il comparto sanità, è diventato ormai “strutturale”, portando gli stipendi degli infermieri a raggiungere facilmente i 2.200-2.400€ netto mese. Stessa cosa avviene nel comparto degli enti locali per i vigili urbani. Anch’essi strutturalmente in straordinario riescono ad aggiungere circa 500€ nette al mese allo stipendio base di 1.550€.

Le indennità di ufficio e di amministrazione

Le Indennità di ufficio sono specialmente per determinate categorie degli enti locali. Ad esempio indennità di sportello (per lavoro a stretto contatto con il pubblico), le indennità di rischio, di reperibilità. Ma anche di maneggio di denaro contante, di lavori fuori sede, di trasferta e missione, di lavoro festivo.

Quelle di amministrazione, tipiche degli entri centrali, consistono in una quota di stipendio aggiuntiva mensile allo stipendio base (una sorta di premio di appartenenza). Varia dai 424€ lordi annui per il ministero delle Finanze e del Ministero della Giustizia a 377€ della maggior parte di tutti gli altri Ministeri. Con punte di 477€ dell’ Agenzia delle Entrate. Per evitare “fughe” di lavoratori fra comparti, alcuni enti locali specialmente le Regioni o i grandi Comuni aggiungono alla retribuzione base l’indennità di amministrazione. Ad esempio la Regione Lombardia con 460€ lordi mensili o i 208€ lordi mensili della Regione Sicilia. Il Comune di Milano aggiunge fino ai 166€ lordi mese.

Le posizioni di Elevata Qualificazione

Sono delle indennità di funzione che ogni Ente Pubblico dà ai funzionari che diventano responsabili di un servizio o un’unità. L’indennità di Elevata Qualificazione può variare dai 6.000€ ai 22.000€ lordi l’anno, pari a circa 461€ e 1.692€ lordi mese. Questa si aggiunge alla indennità di amministrazione. Quindi un Funzionario Livello D dell’ente locale ai suoi 1.615€ netti mese può aggiungere fino a 1.692€ lordi mese di indennità di Elevata Qualificazione e fino a 477€ lorde mese di indennità di amministrazione. Arriva così a un totale netto mese di circa 3.100€.

Agli incentivi monetari si aggiungono anche gli incentivi di Welfare, che stanno sempre prendendo più piede nella PA. Fra questi sono molto apprezzati il contributo rimborso spese mediche per tutto il nucleo familiare, gli abbonamenti scontati ai mezzi pubblici, i buoni pasto. Molto gradite sono anche le scontistiche varie per viaggi, vacanze, acquisti on line. In Italia lo stipendio medio netto mensile si aggira intorno ai 1.650-1750€. Quindi, possiamo dire che oggi la carriera nella Pubblica Amministrazione non abbia più nulla da invidiare a quella del privato, non solo da un punto di vista degli stipendi. Ma anche di opportunità di carriera e di soddisfazione personale.

Gianfranco Castro