Testimonianze / Sport e inciviltà: gli Europei di calcio e le azioni scomposte dei tifosi

In una società e ancor più in una nazione calcio-dipendente come l’Italia, tutti sanno che in questi giorni stiamo vivendo il tormentone europei di calcio. La Francia è teatro delle partite e il caso ha voluto che io mi trovassi, per ragioni del tutto indipendenti, giusto a Nizza lo scorso 22 giugno, quando si è svolta la partita Svezia- Belgio.
Io ero lì per caso, ma un notevole numero di tifosi con magliette giallo-blu (Svezia) e rosso-nere (Belgio)

Esempio di inciviltà
Esempio di inciviltà

affollava le vie del centro già nei giorni precedenti e la massa era in continuo aumento col trascorrere delle ore.
Questo viavai era bello da vedere, se scaricato della tensione collegata al pensiero, sempre più fondato, di ciò che è in grado di diventare una tifoseria sotto pressione…

Mi divertiva vedere tutti quei ragazzi, uomini e bambini esibire i propri colori, le bandiere, i propri striscioni… insomma, è sempre bello vedere l’entusiasmo, la gente viva e appassionata per qualcosa cui tiene particolarmente, che sia calcio o film, letture, spettacoli teatrali o danza… l’entusiasmo è sempre un bellissimo spettacolo… purché sia sano, purché abbia freno e purché sia limitato a manifestazioni che non offendano o peggio spaventino le altre persone.

Ma sempre più spesso constatiamo che così non è più, che ci sono episodi, fuori e dentro gli stadi, di aggressività marcata che sono nocivi e talvolta letali per qualcuno; e scattano la paura, il terrore.
Torniamo al 22 giugno, alla testimonianza che io stessa posso fornire per aver visto con i miei occhi la caduta delle inibizioni da parte dei tifosi e la preoccupazione crescente di chi cerca di svolgere le proprie normali attività lavorative o di svago o, peggio ancora, di chi ha bambini da proteggere.
Nell’immediato dopo pranzo mi trovavo all’inizio della famosa Promenade des Anglais, in un parco all’interno del quale si trova una bellissima giostra, un vero carrousel stile 800 sul quale ho pensato di far divertire la mia bambina. Mentre la mia piccola con altre due bimbe si godeva l’atmosfera meravigliosa e sognante che solo un bimbo può provare su cavalli e elicotteri color confetto, io guardavo con apprensione ciò che si verificava a pochi passi da me… cori sempre più forti in toni sempre più sguaiati e scomposti, accumuli crescenti di lattine e bottiglie di birra lanciate per terra dove ovviamente andavano in frantumi…

Al di là della ringhiera del parco inizia a raggrupparsi una folla di giovani uomini che, sotto gli occhi della sottoscritta, delle bambine, dei proprietari anziani della giostra e di una nonna tutt’altro che tranquilla, iniziano ad abbassare i pantaloncini e gli slip per urinare accanto ad una pianta… La signora inizia a gridare minacciando col telefono in mano di voler chiamare la polizia, cosa che poi è stata fatta dal proprietario della giostra. La reazione della nonna poteva suscitare una controreazione da parte dei tifosi e un tranquillo pomeriggio sulle giostre poteva trasformarsi in qualcosa di sgradevolissimo…
Esagerazioni, potrebbe dire qualcuno che non era presente, dal momento che sappiamo come si sia conclusa l’esperienza, ma non sarebbe stata la prima volta che una partita di calcio si trasforma in qualcos’altro.
Il giorno successivo con il mio scarso francese ho tentato di parlare con gli abitanti della città per capire se ci fossero state conseguenze… ebbene si, come mi aspettavo, una delle signore con cui ho interagito mi ha parlato del vetro rotto della porta di casa sua, un palazzo storico del centro di Nizza e la proprietaria di un bar accennava a dei danni di cui, per problemi di incomprensioni linguistiche, non posso riferire con precisione.
Rimane una domanda: perché? Perché uno sport deve causare così tanto stress e così tanta apprensione?

Alessandra Distefano

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