Racconti / Inedito_13: Le gemelle siamesi (1^ parte)

Due gemelle particolari… con la passione per il canto.        

Ori e Lili erano due bellissime bambine. Erano due sorelle gemelle, entrambe con capelli color castano scuro, occhi castani, visetto tondo e paffuto, bocca carnosa, corpo armonico e ben proporzionato in tutte le sue parti. Insomma, erano proprio quelle che si dicono un amore di bambine. Però… C’è un però. La natura aveva fatto loro un brutto scherzo: erano gemelle siamesi. Erano nate con una parte del corpo attaccata. E questa parte sapete qual era? Il culetto. Già, proprio così. Ori e Lili erano nate attaccate per il culetto, natica contro natica.

         La cosa era stata problematica fin da quando erano neonate, perché era stato necessario fare dei pannolini appositamente per loro, e poi un seggiolone ed un girello speciale per ospitarle entrambe. Anche per dormire, usavano una culla doppia, costruita su misura. E quando dormivano, dovevano stare per forza di fianco, e per cambiare fianco si dovevano rotolare l’una sull’altra. Quando poi avevano iniziato a camminare, ci avevano impiegato un bel po’ per mettersi d’accordo da che parte andare, finché avevano capito che per spostarsi l’unica possibilità che avevano era andare di lato. E così, in breve tempo, avevano imparato a correre come le grancevole, ora da una parte, ora dall’altra.

         Per il fatto che fossero sempre così vicine, tutti andavano ripetendo che Ori era vicina a Lili e che Lili era vicina a Ori. E dàlli oggi, dàlli domani, “Ori vicina a Lili”, “Lili vicina a Ori”, “Ori vicina”, “Lili vicina”, era finita che a poco a poco tutti le chiamavano Ori-cina e Lili-cina.

         Man mano che crescevano, spuntavano sempre nuovi problemi. Intanto, per la posizione in cui si trovavano, non avrebbero mai potuto guardarsi in faccia. Ed allora i loro genitori avevano fatto montare, nella loro stanza, due specchi che si fronteggiavano, per cui bastava che si mettessero al centro della stanza, tra i due specchi contrapposti, per potersi vedere in viso nello specchio di fronte, anzi, per il fenomeno della doppia riflessione, esse si vedevano nella specchio in un numero infinito di volte. E così, a volte, stavano tanto tempo a giocare in mezzo ai due specchi, divertendosi a fare smorfie ed a guardare i loro movimenti riflessi all’infinito. Quando decisero di andare al mare, fecero ricorso ad un costume da bagno inventato apposta per loro: il tre pezzi, cioè un pezzo unico sotto e due pezzi separati sopra; uno più due uguale tre. Anche in acqua, appena impararono a galleggiare, acquisirono una tecnica di nuoto tutta particolare: il doppio delfino o il doppio rana; provarono anche a giocare a pallanuoto, ma la cosa si rivelò un po’ troppo complicata, per cui lasciarono perdere. Un’altra cosa che avevano iniziato a fare fin da piccole ed in cui erano molto brave, era la danza. In verità formavano una coppia un po’ strana, visto che ballavano di spalle anziché di fronte, ma erano ugualmente in gamba. Riuscivano, ad esempio, a fare molto bene la doppia ruota, ma anche la doppia capriola. Era una cosa un po’ complicata ed all’inizio avevano avuto qualche difficoltà, ma poi avevano imparato a coordinare così bene i loro movimenti, che era un vero piacere vederle all’opera.

         Ma la cosa più sorprendente, in queste due bambine, era che avevano entrambe una bellissima voce, cosa che avevano manifestato fin dalla più tenera età. E man mano che crescevano, a poco a poco, la loro voce si era fatta sempre più bella e melodiosa. La loro voce sembrava proprio quella delle mitiche sirene. Ed esse erano orgogliose della loro bella voce, con cui riuscivano a duettare in una maniera così piacevole e armoniosa, che erano ricercatissime. Le due bambine, dapprima per gioco, poi con sempre maggiore impegno e accuratezza, curavano moltissimo la loro voce anche quando erano da sole, e spesso i loro genitori le sentivano cantare gradevolmente quando stavano nella loro stanza.

         Quando fu il momento di andare a scuola, si pose il problema di come si dovessero sedere in classe. La cosa fu risolta con due banchi messi a squadra ed una panca sulla quale loro due si sedevano stando leggermente girate una da una parte ed una dall’altra, in modo da poter guardare verso la cattedra e da potersi appoggiare su uno dei due banchi. In questa posizione impararono ben presto a leggere, a scrivere, a disegnare, a scarabocchiare ed a fare tutto quello che c’era da fare. Siccome erano anche intelligentissime, imparavano tutto molto in fretta ed erano diventate le più brave della classe. Inoltre, appena fecero sentire la loro bellissima voce, la maestra le volle subito nel coro della scuola.

         Man mano che crescevano, cominciarono a tirar fuori anche gli elementi del loro carattere, e la più vivace si dimostrava sempre più la piccola Ori-cina. Sempre più spesso cominciarono a trovarsi in disaccordo su tante cose, e sempre più spesso cominciarono a bisticciare, e quando questo succedeva, si chiudevano nella loro stanza e si piazzavano tra i due specchi contrapposti a sfogarsi, e, non potendolo fare faccia a faccia, si tiravano pure i capelli da dietro. Dopo questi sfoghi, a volte, passavano un paio di giorni senza rivolgersi la parola.

         A nove anni, grazie alla loro bellissima voce, erano già conosciutissime in tutta la città, perché, sia per mezzo della scuola, sia con il coro della parrocchia, venivano spesso invitate a cantare in qualche manifestazione pubblica. A dieci anni, incoraggiate dai loro parenti e dagli amici dei loro genitori, parteciparono ad un festival di canzoni per bambini a livello regionale, dove si classificarono al primo posto. Qualcuno consigliò loro di presentarsi pure allo “Zecchino d’Oro”, dove avrebbero avuto di sicuro lo stesso successo, ma i loro genitori preferirono non farlo per motivi di riservatezza. Avevano comunque tutti i numeri per diventare delle cantanti di successo, e furono pure invitate ad incidere un disco da una famosa casa discografica.

         Passò ancora qualche altro anno, e le bambine arrivarono all’età dell’adolescenza. E qui le cose cominciarono a farsi sempre più complicate, perché i loro interessi cominciarono a divergere. Tanto per fare un esempio, il loro modo di vestirsi non era mai stato, almeno fino a questo punto, un problema. Avevano sempre accettato, con molta tranquillità, di vestirsi entrambe alla stessa maniera, seguendo i consigli della loro mamma. Ma adesso Ori-cina cominciò a manifestare uno spiccato interesse per l’abbigliamento casual ed i colori sgargianti, mentre Lili-cina preferiva di più lo stile classico ed i colori delicati. Finché si trattava di magliette, felpe, giubbotti e maglioni, ciascuna faceva delle scelte autonome, creando a volte una varietà di stili e di colori davvero eccezionale. Ma come si faceva a mettere assieme un paio di jeans strappati all’ultima moda con un paio di pinocchietti color fucsia? Oppure una maxigonna in stile zingaresco con una minigonna a vita bassa? Nella parte di sotto, necessariamente, dovevano vestirsi entrambe allo stesso modo.

         Così, quando arrivarono all’età di sedici anni, i loro genitori cominciarono a pensare seriamente che forse sarebbe stato opportuno farle separare. Già fin dalla loro nascita la loro situazione aveva costituito un caso scientifico di grande interesse. Illustri medici e scienziati le avevano più volte viste, esaminate, studiate, analizzate. E gli studi che le riguardavano erano stati pubblicati sulle più importanti riviste mediche di tutto il mondo. Si può dunque affermare che fin da piccole – anzi, proprio fin dalla nascita – erano delle vere celebrità nel campo medico e scientifico. Quando, dunque, i loro genitori cominciarono a manifestare il proposito di sottoporle ad un intervento chirurgico per separarle, non fu difficile trovare intere équipes mediche pronte ad operarle. Prima, però, di prendere qualunque decisione, il papà e la mamma delle due gemelle ritennero giusto parlarne con loro e sentire che cosa ne pensavano.

         Quando papà e mamma dissero ad Ori-cina e Lili-cina ciò che avevano pensato, le due gemelle dapprincipio si arrabbiarono a non capirono il perché di una tale decisione. Per loro era ormai talmente normale essere attaccate e fare tutto insieme, che non avevano mai minimamente pensato che potessero essere separate, nemmeno quando litigavano e si bisticciavano restando pure qualche giorno senza parlarsi. Infatti erano talmente unite (e non solo fisicamente), che qualunque cosa succedesse e qualunque screzio o motivo di contrasto potesse esserci tra loro, tutto passava rapidamente ed esse  tornavano ad essere più unite, più vicine, più intime, più amiche che mai. Tuttavia accettarono di pensarci su e di far conoscere al più presto ai loro genitori qual era la loro decisione. Passarono dunque un paio di settimane durante le quali le due ragazze affrontarono la questione sotto tutti punti di vista, valutando tutti i pro e i contro, pensando alla loro vita futura, riflettendo anche su quelle che potevano essere le future conseguenze sulla possibilità di sposarsi e di avere dei figli. Immaginate, per esempio, il momento in cui una delle due avesse deciso di sposarsi? Avrebbe costretto anche l’altra sorella a salire sull’altare con lei ed a farle compagnia anche durante il viaggio di nozze! O se, per caso, una delle due avesse deciso di farsi suora? Anche l’altra sorella avrebbe dovuto seguirla in convento e fare anch’essa vita monastica!

         Dopo due settimane, finalmente, durante le quali i loro genitori erano stati in attesa trepidante, Ori-cina e Lili-cina comunicarono la loro decisione: accettavano di farsi separare. I loro genitori furono contenti della decisione, ma adesso cominciavano altri problemi. Innanzitutto bisognava scegliere il chirurgo da cui farle operare, poi affrontare il viaggio per raggiungerlo, e poi il ricovero, gli accertamenti, l’operazione, la degenza in ospedale, la convalescenza, la rieducazione motoria delle due ragazze, e tanto altro ancora.

         Dopo aver valutato attentamente tutte le offerte ricevute, esaminato le referenze dei vari medici, studiato i luoghi in cui operavano, calcolate le distanze, conteggiati i costi ed esaminato quant’altro fosse necessario esaminare, i genitori delle due ragazze decisero di affidarsi al dott. Rudy Segaossa. Si trattava di un famosissimo chirurgo di origine italiana che lavorava in una grande clinica americana in California, nei pressi di Los Angeles.

Il dott. Segaossa, contattato dai genitori di Ori-cina e Lili-cina, si disse subito lusingato della scelta e chiese loro di raggiungerlo nella sua clinica di Beverly Hills, con le due ragazze, a distanza di un mese, il tempo necessario per potere organizzare a puntino tutto quello che serviva per l’intervento. C’era adesso il problema del viaggio e del soggiorno in America, che – benché i genitori di Ori-cina e Lili-cina fossero disposti a fare qualunque cosa e qualunque sacrificio per le loro figlie, ed a spendere per loro qualunque somma – erano comunque molto costosi. Ma non appena si sparse la voce che le due ragazze sarebbero andate in America per operarsi, una compagnia aerea mise a disposizione i biglietti per il viaggio, varie ditte di prodotti di bellezza offrirono gadgets e buoni omaggio per le ragazze e per i loro genitori, vari fotografi di fama internazionale e numerosi giornali di tutto il mondo chiesero di acquistare i diritti di pubblicazione delle foto delle ragazze prima e dopo dell’operazione. Tantissime ditte commerciali offrirono poi contratti favolosi per potere avere le due ragazze come testimonial dei loro prodotti. Inoltre lo stesso dott. Segaossa aveva detto che, dato l’alto interesse medico e scientifico del caso, l’operazione ed il soggiorno nella sua clinica di Ori-cina e Lili-cina sarebbero stati interamente a suo carico. Invece per il soggiorno dei loro genitori, tutti i più lussuosi alberghi di Beverly Hills, Hollywood e Los Angeles – quelli, per intenderci, frequentati dalle star del cinema e del jet-set internazionale – misero a disposizione le loro più belle suites.

Ori-cina e Lili-cina quindi, già famose fin dalla nascita, diventarono ancora più importanti e furono contattate dai maggiori giornali italiani e stranieri, che pubblicarono foto, interviste, pettegolezzi e le notizie più disparate sul loro conto. Al momento della partenza per l’America, una grande folla di fotografi e giornalisti, oltre che di amici, parenti ed ammiratori, le accompagnò all’aeroporto come due dive. Ed anche al loro arrivo in America, dove si era già diffusa la notizia, vennero accolte altrettanto festosamente. C’era inoltre una lussuosa limousine ad attenderle, mandata dal dott. Segaossa, e che le condusse direttamente in clinica. Lungo la strada poterono cominciare ad apprezzare l’ambiente americano e poterono anche ammirare alcune ville dei vip e dei più famosi attori americani che vivono tra Hollywood e Beverly Hills. (Continua)

Nino De Maria

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