Randazzo / Cittadini inferociti per le superbollette del servizio idrico

0
732
Acqua

Natale con panettone amaro per i cittadini di Randazzo. Malcontenti e numerosissime polemiche, foriere di una vera e propria rivolta popolare, si stanno scatenando in questi giorni a Randazzo. Qui gli uffici comunali sono quotidianamente presi d’assalto dai cittadini che hanno ricevuto superbollette del servizio idrico, con salassi di centinatia e centinaia di euro. E in moltissimi casi di migliaia di euro, per gli utenti del servizio idrico integrato.

In un caso addirittura, portato a nostra conoscenza, sono stati richiesti ben 17mila e 430 euro per acqua che arriva all’utente solo con il contagocce. E tutto questo per il solo anno 2024 con un codicillo del 2023.

Comprensibile il subbuglio dei sindacaci confederali Cgil, Cisl e Uil che, sia a livello locale che regionale, vogliono conto e ragione in merito, vedendo i propri concittadini ingiustamente tassati e tartassati. Anche perché, nelle case della cittadina etnea  di acqua ne arriva davvero poca, mentre le falde dell’Etna ne potrebbero dare a iosa. E’ un vero e proprio supplizio di Tantalo. Il mitico re greco che, seppur circondato da tanta acqua,  legato nel letto di un fiume, veniva costretto a soffrire perennemente di fame e sete.

Acqua col contagocce ma i contatore girano lo stessoAcqua

Acqua che nelle case dei randazzesi arriva, sì e no, per un paio d’ore al giorno, e solo di mattina, poi basta. E chi non ha la possibilità di avere una riserva, si deve necessariamente rassegnare a restarne sprovvisto fino all’indomani mattina.

Sembrerebbe inoltre che, pur senza erogare acqua, quando si aprono i rubinetti, il contatore idrico giri lo stesso. Facendo così figurare dei consumi fittizi che in realtà non esistono. Continuando di questo passo – dicono cittadini e sindacati – a Randazzo si dovrà pagare persino l’aria che si respira.
Si consideri ancora che, nella stessa bolletta, sono conteggiati i costi per la depurazione delle acque reflue. Con un depuratore che – stando a quanto verificato  dagli Organi competenti – non funziona bene e  i reflui, seppur non ben depurati, vengono sversati direttamente nel fiume Alcantara.

I sindacati chiedono un incontro con la Commissione comunale straordinaria

Ecco perchè i sindacati  Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto delucidazioni ed un incontro urgente per dare soluzione a questi problemi alla Commissione Straordinaria che, da due anni a questa parte, amministra il Comune. Dopo lo scioglimento degli organi elettivi da parte del Governo nazionale per sospette infiltrazioni mafiose. 

“In particolare – scrivono i sindacati nella loro lettera già protocollata lo scorso 18 dicembre – un Comune può e deve incassare dal servizio idrico più di quanto spende, ma non di certo per trarne un profitto generico. Il corrispettivo (la tariffa in bolletta) deve coprire l’intero costo del Servizio Idrico Integrato e finanziare gli investimenti necessari per la sua gestione e miglioramento, seguendo i princìpi di copertura dei costi e di sostenibilità sotto il controllo dell’Autorità di regolazione”.

Ed ancora – specificano gli stessi sindacati – il Comune “non può usare gli extra-incassi per coprire altre spese comunali o generare profitto. Ma solo reinvestire nel servizio. E la tariffa deve essere proporzionale al servizio erogato e non può essere un importo fisso ed arbitrario (forfettario) per l’intero servizio. Bensì deve tener conto dei consumi effettivi e dei costi specifici. Nè, tantomeno, può far pagare costi (esempio Depurazione), se i servizi non sono effettivamente funzionanti“.

Randazzo palazzo di città
Palazzo comunale

Il costo medio del servizio idrico quintuplicato da un anno all’altro

Ed infine – rincarano la dose le parti sociali –  “non trova alcuna logica contabile il fatto che da un anno all’altro il costo medio del servizio sia quintuplicato“. E che “le tariffe del 2024 siano state approvate fuori del termine previsto“.

Anche la Federcosumatori regionale facente capo alla Cgil si sta muovendo in tal senso. Tanto che il suo responsabile, Alfio La Rosa, pur non escludendo una eventuale class action, suggerisce ai cittadini-utenti, ingiustamente tartassati, di presentare i loro ricorsi agli Organi competenti. Interessando anche l’Arera, ovvero l’Autorità per la regolazione dell’energia, delle reti e dell’ambiente.

Certo è, intanto, che – secondo quanto ci dicono gli stessi rappresentanti sindacali Everardo Portale (Cgil), Franco Amato (Cisl) e Giuseppe Gullotto (Uil) – alla data odierna ancora nessuna risposta hanno ottenuto dagli attuali Organi amministrativi del Comune, ovvero la Commissione Straordinaria nominata dal Consiglio dei Ministri.

Al signor Amato una fattura di oltre 17mila euro

Bollette idriche – dicevamo all’inizio – che in moltissimi casi superano, e di molto, le centinaia e le migliaia di euro. Come nel caso del signor Francesco Amato che per la sua casa di campagna in Contrada Calderara dove – ci dice – vi è pochissimo consumo, ha ricevuto una fattura di “appena 17.430 euro”.

A parte il fatto che la condotta idrica ce la siamo dovuti costruire noi cittadini-utenti della contrada – ci racconta Francesco Amato. Nel 2007 ho avuto necessità di sostituire il contatore idrico poiché quello di prima si era guastato e non funzionava bene.
Ma, da allora, non si è visto nessuno per controllare i miei consumi assolutamente a carattere familiare.

È stato, pertanto, un fulmine a ciel sereno vedermi recapitare, proprio nei giorni di Natale, questa bolletta assolutamente abnorme, relativa ad un consumo abnorme. Mentre io, assicuro – e si può benissimo venire a vedere –   non ho alcuna piscina. E il mio consumo effettivo non supera quello di una famiglia normale. Perchè non sono stati fatti controlli nel corso del tempo, per quasi 20 anni, e non mi è stata rilasciata alcuna ricevuta, ovvero alcun documento onde poter contestare eventuali errori di lettura o correggere eventuali anomalie che dir si voglia?”.

Un altro errore – ci dice Davide, il figlio del signor  Amato – lo abbiamo verificato nell’intestazione della fattura, dove c’è scritto: ‘Uso agricolo zootecnico’. E questo sicuramente per una catalogazione in fasce risalenti ad oltre 30 anni fa, essendo la nostra casa posta in zona di campagna. Mentre in effetti noi non abbiamo alcun allevamento e non usiamo affatto acqua per uso agricolo“.

Forse il Comune ha necessità di fare cassa?

Molti a Randazzo pensano che – visto lo stato di dissesto economico finanziario dichiarato alla fine di maggio 2019 dall’amministrazione comunale di allora – il Comune abbia necessità di fare cassa. Poi, fra le altre cose, oggi ha affidato la lettura dei contatori idrici (prima curata da personale dell’Ente) ad una società esterna che ancora deve “rodare”  la lettura.
>>Altri danno la colpa al fatto che, non essendo state eseguite le relative letture nei tempi previsti, non siano state fatte conseguentemente le giuste medie dei consumi.
Pertanto molti esuberi di consumi, se diluiti nel tempo, non avrebbero modo di esistere e quindi rientrerebbero nella norma.
Certo è che i cittadini randazzesi, purtroppo, in quest’ultimo periodo, hanno dovuto masticare amaro.

Cosa succederà? Come andrà a finire? Lo sapremo prossimamente e ne daremo conto ai nostri lettori…              

  

Giuseppe Portale