Referendum sulla giustizia / Ad Aci Sant’Antonio dibattito sulle ragioni del No e il dovere del voto

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Referendum su giustizia , parla Pina Palella

Il 22 e il 23 marzo venturi i cittadini di tutta la Penisola saranno chiamati alle urne a decidere sulla separazione delle carriere di magistratura e pubblico ministero.
Il referendum sulla giustizia, o della magistratura che dir si voglia, va a toccare sette articoli della costituzione.

Si è tenuto, nel pomeriggio dell’11 febbraio, nei locali del “Museo del carretto siciliano” di Aci Sant’Antonio, un dibattito sulle ragioni del No che sottendono a questo referendum e sull’importanza di recarsi ai seggi e votare.
A introdurre il confronto il giovane e speranzoso sindaco del paese Quintino Rocca.
“Il referendum sulla giustizia – ha detto – non è pane di partiti di destra o sinistra. Va al di là ed è necessario conoscere quali sono le modifiche che apporterà. La campagna sul referendum- ha proseguito Rocca- è stata brutta e politicizzata, stasera speriamo di essere migliori”.Incontro su referendum sulla giustizia

A prendere per primo la parola a mò di moderatore l’avvocato Vincenzo Mellia: “I sentieri del diritto si dividono in due: accusatorio ed inquisitorio. Come, ora, ci faranno capire i nostri relatori non è solo la separazione delle carriere, ma anche la separazione del CSM – Consiglio superiore della magistratura – che inficerà notevolmente la qualità delle scelte giudiziarie indebolendolo. E questo va a danno di tutti noi cittadini”.

L’intervento del magistrato Simona Ragazzi

A seguire l’intervento del magistrato Simona Ragazzi. “Questo referendum non riguarda la giustizia, bensì la magistratura. Verranno toccate sette norme della costituzione, il CSM sarà sdoppiato in due organi non comunicanti e per finire avremo il sorteggio dei membri togati. Il sorteggio si pensa sia una risposta al cosiddetto correntismo – ha chiarito Ragazzi – ma mina l’efficienza del CSM. Giudici senza competenza ad hoc: finirà con l’essere inadeguato a proteggere l’indipendenza dei magistrati. L’indipendenza non può essere dosata: cinquanta, settanta per cento; o c’è o non c’è”.

Parla Simona Ragazzi magistrato Corte di cassazione
In piedi Simona Ragazzi, magistrato della Corte di Cassazione

“Penso che Simona Ragazzi abbia spiegato tutti i tecnicismi che occorrono a chi non ha familiarità con la materia. E’ inutile negarlo ha esordito il professore di Diritto costituzionale Giancarlo Ferro – questa chiamata al voto è politica. Calamandrei diceva che quando si tratta di costituzione i banchi governativi debbano essere vuoti. La proposta del referendum non è stata soggetta a discussione parlamentare fra maggioranza e opposizione. Il referendum è passato senza nessun emendamento. La riforma della magistratura – ha concluso con accento accademico il professore – è una delle tre punte della maggioranza di questo governo, che aprirà la strada al presidenzialismo e all’autonomia differenziata”.

In piedi Giancarlo Ferro
Parla Giancarlo Ferro, docente di Diritto costituzionale Unict

Alla fine della formativa tavola rotonda la presidente provinciale dell’A.N.P.I. Pina Palella e Dario Montana a nome di “Libera”, associazione contro le mafie, hanno espresso il proprio disappunto nei riguardi del referendum richiamandosi alla volontà antifascista del nostro ordinamento. Lo spirito di libertà che permea la costituzione e la grandezza del diritto che le sta a capo, fa si che solo studiando essa possa essere cambiata e perfezionata.

Giosuè Consoli