Ricordo / Alessandra: “17 anni fa, abbracciai commossa Papa Giovanni Paolo II, mi sento fortunata”

Il ricordo è ancora vivo, seppur sono passati quasi due decenni: allora Alessandra Buffa aveva 13 anni ed era una bambina che frequentava l’Infanzia Missionaria presso la parrocchia Maria Ss. Ausiliatrice di Marsala. Se lo ricorda ancora, la ragazza, quando Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo, l’abbracciò a sé, in un’aula Paolo VI gremita di bambini provenienti da tutto il mondo.

L’abbraccio tra Alessandra, allora tredicenne, e Papa Giovanni Paolo II

Si celebrava la Giornata mondiale dell’Infanzia Missionaria e da Marsala partì un pullman carico di bambini, genitori e catechisti. Direzione Roma. «Ricordo che fu un viaggio lunghissimo – racconta Alessandra Buffa – pieno di ansia, visto che andavamo a incontrare il Papa».
Dentro l’aula Paolo VI tutto è successo per caso. «Nessuno di noi sapeva chi sarebbe potuto salire sul palco e abbracciare il Papa. Io venni scelta, ero l’unica della Diocesi di Mazara del Vallo – racconta – ci misero un cartellino identificativo e un foulard rosso da sventolare non appena sarebbe entrato il Papa. Ci fecero accomodare sugli scalini del palco: noi eravamo la rappresentanza dei bambini di tutto il mondo».

Il gruppo Infanzia Missionaria dei Salesiani agli inizi del 2000. Al centro Alessandra

La cerimonia lunghissima («ricordo il canto “Ecco, manda me”, non finiva mai…»), poi tutti in fila per salutare il Papa: «Quando me lo sono ritrovato davanti è stata un’emozione bellissima – racconta ora Alessandra Buffa – non sapevo che fare; fu lui, con le sue mani, ad accarezzarmi il viso e ad abbracciarmi».
Da quel giugno 2003 sono passati quasi 17 anni: oggi Alessandra Buffa ne ha 29 e si sta specializzando in Medicina generale a Cagliari. Quando nel 2014 Papa Giovanni Paolo II è stato proclamato Santo da Papa Francesco, Alessandra ha pianto: «Mi sento una persona fortunata per averlo potuto abbracciare – racconta ora Alessandra – è stata un’occasione unica e irripetibile. Lo sento come il mio Papa…».

Max Firreri