Ricordo / Quando monsignor Vigo era collega di Liceo

Negli anni Settanta, a Giarre, nel Liceo Classico, il sacerdote  Pio Vittorio Vigo di Acireale era il professore di Religione, molto stimato e voluto bene dai colleghi e dagli studenti.
Io sono stata  sua collega per tre anni, sperimentando la profondità della sua cultura e il suo carattere molto familiare. Gli incontri con lui erano fonte di gioia e di meravigliosa vita, indirizzata alla formazione dei nostri cari studenti.

Ricordo in particolare un episodio di fede e di amicizia. Avevo organizzato per i miei alunni una gita di una giornata, per concludere l’anno scolastico piacevolmente, prima degli esami di maturità.

Quando don Vigo venne in gita scolastica….

La mia sorpresa è stata quando essi mi hanno proposto d’invitare a questo incontro il prof. di religione, padre Vigo: contenta, gli ho subito rivolto l’invito. Padre Pio Vittorio ha accettato di partecipare a tale giornata molto semplice, con colazione a sacco e iniziative piacevoli. Tuttavia ero un po’ in dubbio che potesse riuscire interessante per lui. Invece, quella giornata si tramutò in un incontro straordinario di gioia e di rapporto fraterno. Con la presenza sua, libera da ogni convenzionalità, in un’atmosfera di festa, dove ogni piccola azione aveva un timbro di fraternità.mons. Vigo
Divenuto vescovo,  Pio Vittorio Vigo lascia Acireale e va nel centro della Sicilia, a Nicosia, dove con i miei compagni di Azione Cattolica andiamo a trovarlo.Trascorriamo una  giornata bella e  appagante, visitando anche la magnifica Cattedrale con ricordi storici.

Vigo aspirava ad essere vescovo di Acireale

In seguito, la Sicilia occidentale per pochi anni lo accoglie da vescovo. Dopo gli viene proposta la città di Catania, in qualità di arcivescovo, ma la sua aspirazione era un’altra: essere vescovo di Acireale, per cui ottiene l’accordo ecclesiastico e ritorna, con nostra profonda gioia, nella città nativa.

Ricordo che per gli auguri delle festività natalizie e pasquali, i giornalisti della “Voce dell’Ionio” andavamo a trovarlo in vescovado. Erano incontri  semplici, con qualche foto, con ricordini che lui ci distribuiva, libri scritti da lui, coroncine del Rosario e altro.

La sua scomparsa è stata improvvisa, apportando nel nostro cuore un profondo dispiacere. Ma la sua intensa vita interiore e spirituale in Cielo sarà di fronte a Cristo Gesù e alla Vergine Madre una fonte di felicità.

         Anna Bella   

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